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martedì 15 marzo 2016

Cronache dal sotto…Bosco. Tutti con Cuffaro scrittore!



Mi fa paura questa folla di manichei. Mi fa paura la fierezza di Schifani.
Ci sono vecchi, vecchi dentro e fuori, troppi. Arrivo in ritardo non riuscivo a trovare parcheggio, fuori uno spiegamento di forze di vigili urbani, neanche se ci fosse Mattarella in visita. Dopo un chiaro tentativo di evangelizzazione e di proselitismo libresco è il turno di Pietrangelo Buttafuoco, il giornalista destroide. Non devo distrarmi, ogni tanto lui saluta fa ciao e sorride a qualcuno nel pubblico. La voce insinuante e un po’ sgraziata di Buttafuoco, l'abbraccio della gente. Ma Emanuele, Salvo ed io che cazzo ci facciamo qua? Qualcuno potrebbe fraintendere, mi sento in imbarazzo. Emanuele registra, qualcuno gli chiede: ma le i per quale giornale scrive? Sento la parola sacrificio. Oh, Dio lo faranno santo dinanzi ai miei occhi. Sto assistendo a qualcosa di mirabolante, forse irripetibile. È lui l'agnello, le parole di Pietrangelo (ormai lo sento vicino) sono inzuppate d'acqua santa. 'Lui paga per colpe che gli altri non pagheranno mai'. E che vuol dire? Ha lavato le coscienze altrui’. Ed ecco che tira in ballo la terra. Siamo incapaci di amarla, povera, martoriata, dice. Non ci facciamo carico. Sei un Bu... ffone. Che ipocrisia la politica e i suoi professionisti. E’ andato con i suoi piedi, si è consegnato. Ma un condannato dove avrebbe dovuto recarsi? 
Mafia la parola è stata detta! Lui l'unico a scontare... sto per vomitare sulla signora alla mia destra le rovinerò il portatile. Le sporcherò il suo vestitino chic, eppure sono forte di stomaco. Ecco il nuovo vangelo, buttiamo la Bibbia adesso abbiamo il mendicante. Un colpo contro la Cirinnà ma che cazzo c'entra?Come il cristo con la croce fino al Golgota, ho capito, sto assistendo alla resurrezione in diretta. Lui risorge per questa platea. Adesso la parola Coraggio, quello di affrontare la galera. Se la galera non la provi non la puoi capire. La poesia raggiunge vertici di sublimazione inenarrabile. Mi sento inadeguata. Nessuno dice nulla di diverso. Nessuna voce discorde, Buttafuoco mi dà il voltastomaco. Arridatece Totò perché ce lo avete tolto? Dobbiamo risarcirlo quest’uomo. 
Ho deciso di cambiare posto alla mia sinistra c'è una tizia che batte le mani prima che chiunque finisca di parlare. Ma cosa mai avrà ottenuto?La mafia? ma la sua era la mafia Buona. Mi stai stancando Buttafuoco e non leggerò mai più un tuo libro. Mi sciacquerò le mani prima di toccarne uno e seguirò il tuo consiglio farò lo stesso prima di parlare di Totò Cuffaro, ma adesso basta non invocare più il cielo a fettine, graffi d’anime, che potrebbe cascarci il teatro addosso! Lascia perdere le Madonne. A questo punto ci scappa pure la vasata. Appena comincia a parlare Saverio Romano a me comincia a bruciare il naso. Aria pesante, dico a me stessa che è perché siamo troppi. Mi sento scomoda sulla sedia. Come può la Sicilia privarsi di un cavallo di questa razza? Immagina un ritorno trionfale in politica, se soltanto lui volesse, sì che ci salverebbe dall'abisso. 
Oh, il libro ogni tanto ci si ricorda che siamo qui per un libro. E passiamo all'infanzia all'arresto alla consapevolezza dello scontare tutta la pena. E a 'ridaje con il papà e la mamma perché sono le leve giuste... e lui adesso dà voce ai detenuti si fa verbo per loro, e questo io potrei anche accettarlo e sarebbe lodevole, ma è un discorso diverso. Saverio lo sappiamo che il carcere non è una passeggiata e che le carceri in Italia hanno grossi problemi. Il carcere è la conseguenza inevitabile di scelte evitabili. Non l’ho capita quella degli occhiali... adesso l'apoteosi, il primo leccaculo che grida dalla platea, e la sua voce oh mamma l'avevo scordata... l'accento agrigendino, i sendimendi. Parla di carcere, di pregiudizio, però ci rassicura: non è stato sodomizzato, la signora alla mia sinistra tira un sospirone di sollievo, anch’io (non oso immaginare il tono che avrebbe assunto la sua voce in quel caso). Non trascina non ha mordente, mi annoia. Parla di anime del buono che c’è in ognuno (anche in Riina e altri poveracci che scontano le pene?). Ecco un’altra parola magica: Papa. Non so in realtà, quanto la platea voglia ascoltare questi discorsi tristi. Restano incollati alle sedie. Per quanto mi concentri non riesco ad ascoltare Romano. Ah, parla di carceri. Delle diseguaglianze carcerarie. Non tutti scrivono libri in galera. Fuori non troveranno lavoro. Vuole garanzie, piene riabilitazioni per gli imputati, per chi sconta con dignità la pena. Un condannato per mafia ha diritto a candidarsi, no alle discriminazioni sociali. Basta! Applauso! Boato! Per capire le carceri bisogna viverle. E allora, amici politici, provare per credere. Un po’ di carcere fa bene a tutti. Grida e gridando perde un po’ di inflessione. Volete scrivere un buon libro? andate in cella. Il carcere gli ha insegnato a parlare con la sua anima... è là che l'ha trovata. E quella gli ha pure risposto. Qualcuno si commuove, io ho deciso di strozzare la signora alla mia sinistra o potrei tagliarle le mani che mi perforano i timpani. Quando dice che in galera guardava Peppa pig il mio odio cresce a dismisura, tirare in ballo un cartone animato. Boh! Non vuol chiedere perdono, scusa invece sì, per i danni. Qualcuno dice che gli vuol bene. Io mastico un chewing-gum antiemetico occasionale. 
"Siamo nati così... in un Paese dove le galere sono piene e i manicomi chiusi, in un posto dove le masse trasformano i cretini in eroi di successo" - C. Bukowski Parla di rispetto della sentenza, del diritto oltre al dovere di rispettare la giustizia. In noi ha trovato la forza, e noi lo abbiamo aiutato. Noi che lo avevamo fatto Re e una sentenza ha osato detronizzarlo. L'afflato e i baci della gente sono stati il balsamo, il lenimento, la cura e poi i cancelli del carcere che lo hanno reso mendico, puro. Umano. Rifarebbe tutto dall’inizio alla fine. Forse glielo ha suggerito qualcuno, quel cristo che ci rivela ha visto scendere dalla croce, là a Re-bibbia. La signora alla mia sinistra piange. E io a 'sto punto cosa posso aggiungere? 

Adele Musso

Cuffaro, le parole asciutte di Saverio Romano, la mia cattiveria

Ero andato alla presentazione di Totò Cuffaro per chiedergli Totò, tu che ne sai dei soldi delle royalties della Nomura bank prima accreditati in Eire e poi pervenuti in una filiale svizzera della Banca Popolare di Sondrio e Lugano in due conti che si chiamano Church e Tod's, appena sei milioni di euro, tu che ne sai?
Sono rimasto tra le maglie del discorso asciutto di Saverio Romano che non si spiega perché un cittadino che ha pagato per le sue pene, non dovrebbe ritornare a coprire il suo ruolo, e io pensavo ad un pedofilo che uscito dal carcere pretende di rifare il direttore di un asilo. 
Mi sono fatto il segno della croce.
Parole asciutte che mi hanno toccato, e mi sono pentito della mia cattiveria, in fondo cosa sono sei milioni di euro, i soldi vanno e vengono, quelli venivano con degli spalloni per poi essere spesi anche nelle campagne elettorali.
Ci sono cose più importanti, anche io vorrei che Totò Cuffaro tornasse ad essere il presidente di noi siciliani, spero che cambi idea, magari dopo che torna dal Burundi.
Sono stato cattivo, cattivo veramente.

Giorgio D'Amato

Le parole umide di Pietrangelo Buttafuoco durante la presentazione di Totò Cuffaro

Ero andato con pessime intenzioni alla presentazione di Cuffaro, volevo chiedere cosa ne sapeva dei soldi - tanti - che Massinelli, il suo consulente, avrebbe fatto con la finanza creativa, quelli che servirono per comprare i manifesti con scritto "La mafia fa schifo".
Volevo chiederglielo.
Sono stato sopraffatto dalle parole dello scrittore Buttafuoco, che è rimasto colpito dal lirismo delle descrizioni di Cuffaro, il cielo che da una cella di carcere lo vedi a pezzi, e pure io ho visto un cielo a pezzi in quelle parole, e Buttafuoco lo ha paragonato a quel prete fucilato a Leningrado che pure lui citò il cielo, ma non bellissimamente come Totò, e sarei salito sul palchetto per abbracciare Buttafuoco prima e Cuffaro dopo, fregandomene del fatto che la Regione Sicilia è stata truffata per 104 milioni di euro a causa della finanza creativa di Massinelli.
Cosa sono i soldi davanti ai sentimenti veri pronunciati con parole umide?
Sull'umido di quelle parole la mia cattiveria è scivolata via, mi sono sentito colpevole di fronte allo scrittore Buttafuoco che diceva delle parole sulla Sicilia terra di... attipo boh, non me le ricordo, ma erano umide e toccanti, e io mi sono pentito di aver pensato male di Cuffaro.
I soldi non sono niente.
Neanche quelli pubblici.

Giorgio D'Amato