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venerdì 25 settembre 2015

Fiesta de la Unidad letale por Ernesto



FIESTA DE LA UNIDAD LETALE POR ERNESTO


Con la  fin de setiembre a Puerto de Tierra es tiempo de Fiesta de la Unidad.

El compagnero Erniesto como ogni annos, si è recado a li giardin pubblici per el rito de la comunion con los autres comunistos – nada de particolar, solo una magnata de pane y salsiccia, una sbevazzada de birra, un pochito de musica bona tipo Inti Illimani.
Esto anno, dopo aver varcado la soglia, una autoambulanza es stata necessaria por portar el compagnero a lo hospital. Ello pensava de veder le fumade de le griglie – nada de nada -, solo cubi de marmo con un asiatico che tagliava sushi. Ello pensava de veder la bancarella de la birra Forst – nada de nada -, solo mescita y somministration de vin blanco prosecchito Chardonnay. Ello pensava de sentir la musiquita bona politicamente impegnada, che sacio, le coperchie de Franciesco Guccino, de Franciesco De Gregore, ma anche de Jovanotti e lo ombeligo do mundo – nada de nada -, sul palcoscienico una imitacion de Michelito Bubblè qui canta Es la mia vida y la vincitrice de Amigos.
El compagnero Erniesto versa in gravissimas condiciones. In hospital ha chiesto qui, por essere salvado, de metter la flebo ne lo braccio sinistro. El doctor ha detto qui da tiempo infinido ormai la flebo se mette a destra e qui lo bracios sinistro è come l’appendice o le tonsillas, se possono amputar, non sierve.

George de Amado

lunedì 8 giugno 2015

L'ideologia di sinistra di Flavia Vento

La Flavia Vento, indimenticata e ridente starlette sottotavolata presso il programma televisivo di successo Libero, presentato da Teo Mammucari.
La ritroviamo nel sequel della terza serie di repliche rivedute della sit-com “d’amor di vento matta, tutto minuscolo”, una serie che ha riscosso notevoli successi tra la popolazione degli acari della polvere insediati in pianta stabile nelle cuciture delle poltrone. 
Alcuni si ostinano a ritenere che si tratti soltanto di uno scherzo telefonico perfettamente riuscito, che si protrae ormai da anni, in cui la Vento è incappata confusamente e dal quale nessuno riesce a tirarla fuori.
Gira voce che sull’isola dei famosi le abbiano lasciato credere di esserci stata, invece era il solito Teo che l’ha fatta incartare mentre vagava in un centro commerciale alla ricerca di una crema emolliente al latte di cocco.
Secondo i critici velenosi, l’avvento della Vento nei palinsesti televisivi italiani è da attribuirsi esclusivamente alla sua avvenenza fisica, trattandosi di ragazza molto meno avvenente dal punto di vista cerebrale. È una questione di gusti, conosco diverse decine di persone disposte a preferirla su due piedi a qualsiasi scienziata premionobel che si faccia avanti.
La sit-com “d’amor di vento matta, tutto minuscolo” dimostra come la nostra confusa Flavia Vento, pur essendo completamente scomparsa dalle scene, continui a rimanere in qualche modo presente, anche se in una serie televisiva per acari pantofolai e il cui titolo è uno stupido gioco di parole sul cognome della protagonista.
Il problema della sinistra ha cominciato a farsi strada nella mente poco spaziosa della Flavia Vento quando ha notato che, al supermercato, la fila di sinistra era sempre quella meno lunga, poi al momento di pagare il conto ha scoperto che era meglio tornare nella fila più lunga, che era quella di destra, così la ragazza, non per colpa sua, ha sviluppato una spiccata propensione per la confusione destrosinistroide, e scambia in continuazione la sinistra con la destra.

Durante una delle sue frequenti passeggiate tra le aiuole del parco la Vento si è avvicinata al mondo della botanica dichiarando inizialmente la propria simpatia per la margherita, a favore della quale pronuncia il famoso discorso M’ama Non m’ama. 
Il testo viene riportato da numerosi siti internet ed è facilmente rintracciabile su google scrivendo “margherita al vento, tutto minuscolo”, il discorso ha l'aria di essere completamente improvvisato e in realtà lo è, ma ciò che veramente la disturba sono le risate del pubblico, gente sinistra che non capisce le sue battute. 
Scopre così che la botanica non è il suo forte e si dedica proficuamente alla politica, si rivela un’anima candida e si candida alle elezioni sostenendo la presidenza di Francesco Storace. 
Purtroppo un aggravamento del suo stato ha fatto si che, se prima confondeva la destra con la sinistra, adesso confonde la sinistra con la destra che confonde con la sinistra, con il risultato di stare a sinistra pensando di stare a destra e viceversa.
In seguito a questo disturbo destrosinistrodestroide non riesce più a esprimersi con chiarezza, non ricorda mai con quale mano si tiene la forchetta, calcia il pallone con i due piedi contemporaneamente. Se dice una cosa, anche una cosa molto intelligente e pacata e coscienziosa, realistica e documentata, nessuno la comprende, anzi le danno addosso, brutti antipatici prevenuti, senza darle nemmeno il tempo di spiegare. 
La distanza incolmabile che si è venuta a creare tra la Flavia Vento e se stessa, pone la questione della decadenza. I sintomi. La starlette, ignorata dallo star-system, inizia a vaneggiare, scrive componimenti poetici di rara bizzarria, addirittura si ritrova a declamarne alcuni in pubblico, provocando la fuoriuscita di tutti i poeti defunti dalle proprie tombe. Ancora oggi, dopo molti mesi, risultano dispersi Petrarca e Leopardi. 
Questo volevo dire, grazie.

Raimondo Quagliana

martedì 19 maggio 2015

Mi namo Emma

Mi namo Emma, ajo sei anni a frequenzo la classe quinta del Liceo Linguistico “Gige D’Alessio”.
La mia scola è la più granne de Milano: ci sunno tante sezioni e moltissimi iscritti. Solo nella mia classe (quinta A) semmo in 7.320.
Ricordo con nostalgia il primo anno, quando eravamo in 12.000… Troppi compagni non erano rolati per lo studio, quindi lascianno scola e dedicarsi a other.

giovedì 12 marzo 2015

Je suis Legà

Chiude La Padania - il quotidiano leghista spacciato né in edicola, né on line. 
Morto a 18 anni. 
Che farò ora sul treno durante quei dodici minuti che mi riportano a casa? Salvini dice che è tutta colpa di Renzi e del suo governo che taglia l'editoria. 
La sua strategia del bambole non c'è un euro mi ha proprio stufato. Un taglio qua e uno là, e così pareggi i tuoi di conti! Vallo a dire a tua sorella! Urlo mentre mi agito e decido cosa fare. 
Prendo il primo volo disponibile - tariffe basse con la Ryanair. Vengo lì. Ho imbarcato una cesoia che u 'zu Totò mi ha prestato, tanto non è tempo di tagliare pale di ficodindia. IO SONO INCAZZATA, un taglio netto pretendo!
Sono lì a Palazzo Montecitorio. Renzi ti ho trovato. Comincio a tirare, ti fazzu allungare i capiddi, che ancora dopo quarant'anni ti ritrovi in testa; mi aggrappo con tutta la forza: Ti faccio vedere le stelle a mezzogiorno.
Tiro fuori la cesoia e ti tagghiu tutto, i capiddi ciocca per ciocca, a uno a uno! Pelato ti voglio lasciare. Con 100 buchi sui vestiti! E ora comincio con le testate, tante, una per ogni testata giornalistica che chiude i battenti. 
IO RIVOGLIO IL GIORNALE! URLO, Voglio la mia libertà all'informazione.

Antonella Tarantino

giovedì 27 novembre 2014

La posta dell'ExtraParlamentare: divagazioni oniriche

Cara Extraparlamentare,
l'agone politico è diventato un campo olimpiadico in cui si manifestano giovani muscolosi e giovanette tettone ai quali e per le quali le magliette sono diventate XXL. 
Molte delle pulzelle sono belle e quasi cinquecentesche, molti dei giovanetti serpottiani o
michelangioleschi. Come a vrai capito dall'incipit della lettera, il mio livello culturale è elevato tanto quanto quello ormonale ma son piuttosto perplessa sulla ricorrenza di alcuni miei sogni. 
Angelino. Matteo. Camusso.
Li vedo tutti in una spiaggia riservata ai naturisti: descrivo il paesaggio. Alberi bassi, dune, valve di mitili rinsecchite, rari granchietti, imbarcazioni scure all'orizzonte e tante parole scritte sulla spiaggia.
Ogni notte mi sveglio madida di umor salmastro. Il sogno è ricorrente: un incontro sabbatico tra Angelino e la Camusso. Lei lo sprona ma lui, reticente, si nasconde dietro la grande quercia di Nola. Interviene come un Febo il giglio vessillifero di matteiana memoria.
Ad anticipare o ritardare lex duralex est. E a lui si accompagnano suonatori di pifferi, strumenti vari di ordinaria fattura. Ecco che a metà del sogno un giovane rampollo si intromette. Tal Totti naso lungo ergo pollice piccolo.
Di buona educazione e scuola, il giovine si prodiga a che l'evento si svolga, ma una rete fitta intrecciata dagli operai senza la copertura 18 impedisce il miracolo.
Ed è questo che mi sveglia. Madida di umor salmastro.
la tua Itala

Cara Itala, il tuo affanno ed il tuo parlar cortese hanno intenerito il mio duro cuore avvezzo a sedute ben meno compiacenti. Il soggetto onirico è molto impegnativo, ecco il risveglio amarognolo. Credo che se prima di addormentarti rivedessi qualche buon vecchio film con Marlon
Brando o Kevin Kostner oppure Al Pacino (se proprio vuoi, per il suo forte tratto mascolino ) Mastroianni , forse ti sveglieresti un po' più serena. Troppa informazione fa male: monta gli incubi come albumi per la crema pasticcera, ti fa rigirare nel letto e poi, come vedi, gli incontri non sortiscono malgrado l'impegno. Per essi ci vuole il kamasutra della politica. 
Potrai trovarlo in ogni diario delle sedute. Scegli tu quale.

La tua cara Extraparlamentare