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martedì 21 aprile 2015

Io non sono il migrante





Io non sono il migrante, non sono l'annegato a pancia in su che galleggia nel Canale di Sicilia o al largo delle coste della Libia nel vecchio mar Mediterraneo, né la madre, né la sorella dalla pelle scura, non sono nemmeno la bambina che è rimasta incastrata dentro un ventre rinsecchito e non è nata.
Io non salgo su barconi dove gli esseri umani sono stipati sino all'inverosimile e dividono la paura e la speranza, la masticano con gli stessi denti. La tua o la mia morte. E non sono neppure lo scafista, la guida verso una terra che non può promettere niente a nessuno, neanche a me, pensa un po'!

giovedì 12 marzo 2015

Je suis Legà

Chiude La Padania - il quotidiano leghista spacciato né in edicola, né on line. 
Morto a 18 anni. 
Che farò ora sul treno durante quei dodici minuti che mi riportano a casa? Salvini dice che è tutta colpa di Renzi e del suo governo che taglia l'editoria. 
La sua strategia del bambole non c'è un euro mi ha proprio stufato. Un taglio qua e uno là, e così pareggi i tuoi di conti! Vallo a dire a tua sorella! Urlo mentre mi agito e decido cosa fare. 
Prendo il primo volo disponibile - tariffe basse con la Ryanair. Vengo lì. Ho imbarcato una cesoia che u 'zu Totò mi ha prestato, tanto non è tempo di tagliare pale di ficodindia. IO SONO INCAZZATA, un taglio netto pretendo!
Sono lì a Palazzo Montecitorio. Renzi ti ho trovato. Comincio a tirare, ti fazzu allungare i capiddi, che ancora dopo quarant'anni ti ritrovi in testa; mi aggrappo con tutta la forza: Ti faccio vedere le stelle a mezzogiorno.
Tiro fuori la cesoia e ti tagghiu tutto, i capiddi ciocca per ciocca, a uno a uno! Pelato ti voglio lasciare. Con 100 buchi sui vestiti! E ora comincio con le testate, tante, una per ogni testata giornalistica che chiude i battenti. 
IO RIVOGLIO IL GIORNALE! URLO, Voglio la mia libertà all'informazione.

Antonella Tarantino

martedì 10 febbraio 2015

Salvini, i porticellesi non sono come pensi tu


Cerchiamo di essere oggettivi.

Un gruppo di pescatori di Porticello, in una giornata di malotempo, decide di farsi una gita a Palermo. I porticellesi lavorano tutto l'anno e gite ne vedono poche.
Tutti insieme prendono il treno o forse l'auto, sono un'allegra comitiva, amunì andiamo da Salvini!
Immagino le battute che fanno in treno, si saranno divertiti assai assai.
Salvini invece esce dall'albergo lussuoso, il Grand Hotel delle Palme, e si ritrova gente che gli vuole fare la pelle, che gli lancia le arance, che gli grida Pinnuluni.
I porticellesi no, queste cose non le fanno.
Salvini tutto contento fa una foto con le uniche persone sorridenti ed educate che ha incontrato durante il giorno, i pescatori porticellesi.
E' così contento che la fotografia la pubblica nel suo sito per dimostrare che è venuto a conquistare la Sicilia, e che sì ha preso arance in faccia, ma ha anche raccolto consensi.
Caro Salvini, tu quei porticellesi non li conosci, non sono scemi come forse vuoi fare credere con la fotografia che esibisci su facebook.
I porticellesi la foto con te non la esibiscono, la gita già se la sono dimenticata, lo sanno che un leghista non gli potrà mai risolvere i problemi, i nostri pescatori sono quelli del romanzo "I Malavoglia", non si allontaneranno mai dal loro scoglio per andare in mare aperto, in mare aperto si muore; nello scoglio si vive male, meglio di niente (continueranno a votare i soliti, pure che i soliti non risolveranno mai i problemi, ma potranno lamentarsi del degrado e sognare Porticello com'era un tempo - tutte queste cose un leghista non può capirle, bisogna essere fatalisti per comprenderle, e tu, caro Salvini, di Sicilia non ne sai nulla, tu sai solo sparare minchiate razziste. Per i porticellesi l'unica che può risolvere i problemi è la Madonna del Lume, i politici sono di passaggio).
Caro Salvini, sei stato solo il motivo di una gita divertente, di una giornata diversa nella vita di un pescatore. 
Accontentati della fotografia.
Il consenso politico è altro.


lunedì 9 febbraio 2015

Je suis Pinnulù


Je suis Pinnulù


Palermo, via Roma. In duecento ad aspettarlo stamattina. Tra la folla anch'io. Un gran vento lo porta. Io arrivo con un gran sorriso, con una bandiera che sventola e con un vassoio. Sono allegra ma noto subito la sua felpa nuova con la scritta Sicilia, in rosso e a caratteri grossi. Sul bianco spicca il colore. Salvini comincia il suo discorso. Ci chiede scusa. Comincia il corteggiamento. Io comincio a incazzarmi. Si sa che noi siciliani amiamo la nostra terra, ci sciogliamo come zucchero in bevanda calda, e ci provano sempre. 
Salvini pensa che noi siciliani non possiamo resistere a chi ci chiede perdono e si fa stampare il nome della nostra amata terra sul petto di una felpa morbida.
Ma quale perdono e perdono, io sono incazzata.
Comincio a tirare cannoli, uno dopo l'altro, gli sbattono addosso, tutta la crema sulla felpa, sulla faccia, sulla testa, sulla barba.
Non mi frena nessuno, lo raggiungo e lo butto per terra, lo pesto con le mie Louboutin tacco 12, i miei tacchi sono felici di potersi infilare in un sacco pieno di tracotanza, i miei tacchi sono meridionalisti.
E mentre gli ballo addosso una tarantella pure io grido Forza Lega, che a me Salvini piace, lo voglio come zerbino davanti la porta di casa mia.

Antonella Tarantino e Giorgio D'Amato


Sui porticellesi che si fanno fotografare con Salvini

Ognuno è libero di farsi fotografare con chi gli pare e piace.
Però.
Si può essere incazzati perché il Governo non fa nulla per migliorare le condizioni di vita, di lavoro.
Essere incazzati con i partiti è più che lecito.
Potremmo incazzarci per i leader locali che ci dicono di votare per qualcuno, e poi scopriamo che il politico da votare e il leader locale se ne fottono altamente.
Ma incazzarsi e andare a supportare Salvini non lo capisco. 
E lasciamo perdere che Salvini spara minchiate a tutta forza (che sotto riporto) ma il documento programmatico che la LEGA ha pubblicato il 25 maggio 2014, definendolo Programma elettorale, sulla pesca mi pare che non dica nulla (mentre sull'agricoltura spende tanto), ovvero dice solo questo:

Per quanto riguarda il settore della pesca, pur riconoscendo gli aspetti positivi della nuova Politica Comune, è doveroso ricordare che il Mediterraneo dovrebbe essere tenuto più in considerazione e che i principi di base su cui si fonda la PCP sono più identificabili alle esigenze e peculiarità dell'area nordeuropea.  

Solo quattro righe in ben 39 pagine!!!

(qui potete leggere l'originale: programma elettorale elezioni europee 2014 )


Di seguito invece affermazioni che mostrano la natura di Salvini:

“Senti che puzza, scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani"

"colerosi terremotati con il sapone non vi siete mai lavati…napoli merda"

“Carrozze metro solo per milanesi.”

«Bloccare l’esodo degli insegnanti precari meridionali al Nord»

Il compagno di partito Borghezio invece ha affermato: 
«Noi siamo Celti e Longobardi! Non siamo merdaccia Levantina e Mediterranea. Noi siamo Padani!»
«Questa parte del Paese non cambia mai, l’Abruzzo è un peso morto per noi come tutto il Sud»

Ognuno è libero di farsi fotografare con chi gli pare.
Contestare è importante, anche dare un voto di protesta (fu così che Cicciolina si ritrovò in Parlamento), ma la protesta e la contestazione vanno fatte con senso critico.

E per concludere, un gioiello di intelligenza leghista, la vendita di Lampedusa alla Germania:

Lega Nord: "Vendiamo Lampedusa alla Germania"
„
“Vendiamo Lampedusa alla Merkel. Se i cittadini sono d’accordo, perché no. Almeno siamo sicuri che anche la Germania si renderebbe conto di cosa vuol dire il problema immigrazione”. Parola del candidato leghista alle elezioni europee nella circoscrizione nord-est Angelo Ciocca, nonché Consigliere comunale lombardo, intervenuto stamattina a KlausCondicio, talk show di Klaus Davi in onda su YouTube (https://www.youtube.com/klauscondicio).

“In questi giorni decine e decine di lampedusani mi chiamano e mi chiedono aiuto, mi dicono 'guardate qui, il Governo non fa niente, non è in grado di garantirci da questa invasione'. Non sono in grado di garantire igiene, insomma, gli elementi minimi del vivere civile. Per questo penso che vendere Lampedusa ai tedeschi sia una buona soluzione. In primo luogo, perché così vediamo se questa precisione tedesca poi si traduca nei fatti nel tenere ordine e disciplina.  In secondo luogo, chiediamo  alla Germania di risarcire l’Italia chiedendo i danni subiti dal nostro paese per il suo ingresso in Europa. Ovvio che mi dispiacerebbe per i cittadini lampedusani, i quali  peraltro si sentono completamente abbandonati dallo Stato italiano. E che non vogliono la clandestinità, e tantomeno l’invasione". “
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Giorgio D'Amato