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la superiorità di Don Chisciotte è uno sguardo di ragazzo. Adele Cammarata 2015/33 |
giovedì 30 luglio 2015
La superiorità di don Chisciotte
martedì 28 luglio 2015
Sulla peste dell'insonnia a Macondo e sul perché abbiamo bisogno delle parole
“Sono stato e forse sarò sempre attratto da tutte le cose che può fare la lingua”, cantano i Marta Sui Tubi in Cinestetica, in quel caso riferendosi all’organo fonatorio – che poi sarebbe il significato dal quale, per metonimia, deriva quello di lingua come linguaggio, un mondo affascinante che davvero mi ha sempre attratto. Non sono mere speculazioni: studiare il linguaggio è studiare il pensiero. Quando in Cent’anni di solitudine la malattia dell’insonnia priva tutti i personaggi di Macondo della memoria, José Arcadio Buendía tappezza tutto il paese di etichette perché gli abitanti si ricordino il nome delle cose e la loro funzione – senza il mondo rischierebbe di smettere di funzionare (quanta angoscia crea in quel passo la prospettiva di un futuro senza ricordi, senza parole, in cui dimenticati i nomi e le funzioni dei mezzi di sussistenza tutto quello che è stato costruito dal nulla crollerebbe perché non si saprebbe più lavorare e procurarsi di che vivere). Il nostro linguaggio funziona proprio così: cerca di categorizzare l’immensa realtà che ci circonda, assegnando un nome agli oggetti, formando classi e sottoclassi che stanno tra loro in una complessa rete di relazioni.
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Valeria Balistreri
domenica 26 luglio 2015
Lamento di Portnoy - recensione di Serena Giattina
Alex Portnoy è un trentaquattrenne ebreo americano, un uomo brillante e professionalmente soddisfatto, che decide di andare in terapia, per guarire, come si scopre durante la sua confessione al Dr. Spielvogel, dalle sue ossessioni sessuali che, di fatto, regolano la sua vita da ché ne ha memoria. Con un linguaggio esilarante, dissacrante, a tratti quasi osceno, Roth affronta tematiche forti: l’influenza dei genitori sulla sessualità di un bambino; la cultura, i tabù, le usanze che interferiscono sulla formazione dei figli, il ruolo della religione e del periodo storico in cui si cresce – in questo caso si tratta degli anni ’60 - sono elementi fondamentali nella formazione dell’individuo, il tutto mosso dal motore sesso.
Anatomie fantastiche - Alessandra Guzzo
Alessandra Guzzo, palermitana.
Specializzata in incisione, nei suoi lavori dà forma ad anatomie umane, animali e fantastiche.
giovedì 23 luglio 2015
JE SUIS ARIA CONDIZIONATA
Sta per arrivare. Dopo l'afa, "la tassa". Che tassa? Il salasso sull'aria condizionata. Il fisco vuole entrare e comandare sul caldo delle nostre case. La tassa sui condizionatori peserà sui proprietari, per chi ce l'ha dovrà controllarselo ogni quattro anni e tenere pure un libretto a portata di mano. Mano al portafogli! Arrivo e vi tiro tutti i ventilatori che ho, anche quelli di amici e parenti, tanto non funzionano più, li avete messi da parte. Tasserete solo i condizionatori e vi siete dimenticati che in commercio esistono ancora i ventilatori. Come mai? Avanti! fate una tassa anche su loro...
mercoledì 22 luglio 2015
Stefania Cordone e i suoi mostri di Balestrate
In astratto non si è, così diceva Luigi Pirandello e al drammaturgo siciliano rimandano le immagini con le quali Stefania Cordone, artista castelbuonese, imprime la sua impronta sulle pareti del centro di aggregazione giovanile che si inaugura sabato, 25 luglio p.v. a Balestrate, in via Pio La Torre. La struttura (bene immobile confiscato al boss Luigi Mutari) colpisce per la linearità e la pulizia architettonica, ampi spazi funzionali: aula multimediale, teatro, laboratori artistici, sportelli di orientamento e lotta alla dispersione scolastica, sala convegni. Sembra che mezzo milione di euro sia stato speso con intelligenza ed efficienza.
Il bianco abbacinante è interrotto dal linguaggio artistico dei murales, che senza infingimento alcuno, tatuano le mura con animali improbabili, alla carne sono innestati oggetti di meccanica. Un millepiedi? Una chiocciola mutante dal volto clownesco che sovrappone un’altra maschera; facce a incastro, matrioske sociali. L’urgenza di venir fuori in un movimento inarrestabile. In astratto non si è - ci piace pensare che il potere mafioso sia come il drago di uno dei due murales, sdentato e con una corona sempre più piccola.
Adele Musso
Fatti più in là
Caronte parcheggiato sull'Italia: non ne posso più, fa troppo caldo! Ehi tu, lassù, ci sei? spegni il forno, ti prego. Non si può stare, riesco a fare l'ippopotamo e sto bene solo mentre lo faccio. Questo caldo ti asciuga, secca lacrime, pensieri, anche le parole. La lingua pesante si incolla al palato, sorridi forzatamente, gli occhiali da sole fanno da cornice al tuo viso da almeno un mese. Se ti trucchi sembri un panda cerchiato.
martedì 21 luglio 2015
Cozze, vongole, gamberetti
CARA EUROPARLAMENTARE,
ed il cara si riferisce all'emolumento da te percepito sia sotto forma di mensilità che per tredicesima, quattordicesima, suite di alloggiamento, bonus pasti, trasferte, spostamenti in taxi o aeromobili e giri in ruote panoramiche oltre che in vasca idromassaggio a 4/5 posti. Suppongo sia per questa ultima opzione che abbiate deciso di misurare la lunghezza e larghezza delle valve di mitili: a voi le cozze puzzavano di stantio, quindi meglio attenzionarsi sulle vongole.
E vogliamo parlare dei gamberetti? A volte misurano 3 cm, altre 3,15 cm.
Ma si può perdonare all'Europa una tale confusione? Dobbiamo uniformarci a livelli standard: i nani non devono superare l'altezza di 1,20 cm, lo sturalavandini di 16,8 cm., un ministro italiano può oscillare tra il m.1,30 e 1,62 se supera una legislatura senza pendenze penali.
Inoltre il fazzoletto da naso non dev'essere uguale a quello per asciugare le lacrime: l'Istiuto Europeo di Ricerche confronterà i dati tra nasi moccolanti europei (esclusi quelli della fascia hanseatica che non gocciolano) e occhi senza più lacrime italiani.
Ora vorrei farti arrivare un mio sfogo, affinchè tu possa trasferirlo a tutti i Paesi che, insieme a te, decidono le ns. sorti: ma che cazzo ci state a fare li'? Tornatevene ai vostri paeselli e seguite un corso per imparare a lavorare la terra, in cantiere edile o navale, presso uno dei tanti call center di telefonia, in ristoranti o paninerie, oppure fate stage di tre mesi gratuiti con tanti vaffanculo a seguire.
Scusa per lo sfogo ma la domanda resta sempre la stessa: che ci stai a fare lì?
Tua,
Ivana Nervosa
Mia semplice amica
io ci sto benissimo, sei tu che non sei stata capace di occupare un medesimo posto. Ti ringrazierei se continuassi a votarmi.
La tua Europarlamentare
lunedì 20 luglio 2015
Verranno giorni migliori - Nautoscopio (PA)
"Verranno giorni migliori" è al contempo un auspicio e un monito che Theo van Gogh rivolge al fratello Vincent, che pochi anni dopo la morte diventerà famoso nel mondo dell'arte per la sua geniale follia. In queste trentanove lettere, per la prima volta riunite in un corpus unico in edizione italiana, si possono ricostruire, anche se per grandi linee, i rapporti tra i fratelli van Gogh, non dalla prospettiva di Vincent, ma da quella di Theo. Un fratello, quest'ultimo, premuroso e amabile, conscio sia delle capacità di Vincent, sia della sua fragilità. Il primo, forse, a comprendere che van Gogh sarebbe divenuto uno dei più grandi maestri della storia dell'arte universale, ma altrettanto consapevole che il fratello non avrebbe visto la sua gloria in vita. Alle lettere di Theo scritte tra il 1875 ed il 1890 se ne aggiungono, nel presente volume, cinque inviate dalla cognata Johanna e quindici dall'amico Paul Gauguin. Attraverso questo intrigo di missive senza risposta, il lettore rimane affascinato nel ricostruire egli stesso quel dedalo di rapporti familiari e amicali che contribuirono alla maturazione artistica e spirituale del più innovativo e controverso artista della seconda metà dell'Ottocento.
Rassegna fotografica della presentazione del 12/7/2015 Nautoscopio (PA)
a cura di Daniele Moretto, letture di Iolanda Spataro e Giorgio D'Amato
venerdì 17 luglio 2015
Camille Claudel
Per trenta lunghi anni ho vissuto internata
la mia unica colpa essere libera
neanche con gli uomini ho avuto fortuna,
mi ha tolto tutto quello avevo
il genio l'amore il sorriso la gioventù,
poi mi ha gettata via come un pezzo di argilla secca.
Tutto mi sembrava euforico
la gente i cafè l'aria di Parigi
erano bollicine che salgono alla testa,
che gioia sentirmi libera di poter realizzare le mie opere
l'atelier un via vai di donne,
l'amore per Rodin ha distrutto i miei sogni.
la mia unica colpa essere libera
neanche con gli uomini ho avuto fortuna,
mi ha tolto tutto quello avevo
il genio l'amore il sorriso la gioventù,
poi mi ha gettata via come un pezzo di argilla secca.
Tutto mi sembrava euforico
la gente i cafè l'aria di Parigi
erano bollicine che salgono alla testa,
che gioia sentirmi libera di poter realizzare le mie opere
l'atelier un via vai di donne,
l'amore per Rodin ha distrutto i miei sogni.
Camille Claudel, una donna del suo tempo fatto di regole restrizioni mentali culturali dove gli uomini avevano la meglio, per lei non c'era modo di inserirsi tra la casta degli scultori, un mondo privilegiato fatto di uomini con la barba e la pipa che discutono a denti stretti, ma lei delicata d'aspetto e selvaggia come un mulo si inerpica tra salite ripide, lei sa qual è la sua strada, la persegue tra mille ostacoli, e grazie al padre si trasferisce a Parigi e riesce a frequentare l'accademia - plasmò materia su materia tirando fuori l'anima di soggetti che solo lei avrebbe potuto realizzare, ma una donna gli è stata da sempre ostile - la madre che la ostacolerà per tutta la vita -; a Parigi si organizza, apre una scuola di scultura frequentata da sole donne, il suo maestro sarà Rodin. Fra i due nasce un rapporto complesso e assai tormentato, Rodin si sente trasportato dalla personalità complessa di Camille che si fonde con la bravura e la singolarità del suo lavoro.
Il suo estro e bravura si possono rintracciare in gran parte delle opere di Rodin.
Rodin sente forte la passione per Camille e la traspone in molte sue opere e disegni dal tratto erotico. Camille cristallizza il suo sentimento nel bronzo " La valse", un valzer in cui la passione amorosa traspare liberamente. Il rapporto tra i due si fa sempre più nevrotico e asfissiante, Camille ha il desiderio di una relazione stabile, Rodin si sente asfissiato e non ha nessuna intenzione di lasciare la moglie, si separano in maniera crudele, per Camille è la fine, non può sopportare un altro abbandono. Il malessere che vive darà sfogo a tutta la sua aggressività. Genio passione solitudine miseria follia sono gli elementi che emergono. Vuole a tutti i costi autoaffermarsi, ne nasce un'opera espressione del distacco da Rodin, L'age mur (l'età matura), una scultura in cui è ritratta una giovane donna in ginocchio che protende le braccia verso un uomo più anziano voltato di spalle e si lascia portare via da una donna anziana anche lei (forse è la moglie di Rodin o forse simbolicamente la morte). Le condizioni di Camille si aggravano, soffre di mania di persecuzione, nell'annientare se stessa distrugge parte delle sue opere, nel 1913 la madre la fa internare, sola e abbandonata muore il suo genio, più volte scriverà alla madre chiedendo di essere riaccolta a casa:
"Se tu mi concedessi soltanto la stanza della signora Regnier e la cucina, potresti chiudere il resto della casa, non farei assolutamente nulla di riprovevole. Ho sofferto troppo.."
Due donne oscurano il genio di Camille, la madre che avendo perso il primo genito era una donna infelice di rigidi principi - non accetto mai la vocazione della figlia, la viveva come una vergogna -, e Rose Beuret moglie di Rodin.
Rimarrà internata fino alla morte.
Peppa Modotti
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