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martedì 19 maggio 2015

Mi namo Emma

Mi namo Emma, ajo sei anni a frequenzo la classe quinta del Liceo Linguistico “Gige D’Alessio”.
La mia scola è la più granne de Milano: ci sunno tante sezioni e moltissimi iscritti. Solo nella mia classe (quinta A) semmo in 7.320.
Ricordo con nostalgia il primo anno, quando eravamo in 12.000… Troppi compagni non erano rolati per lo studio, quindi lascianno scola e dedicarsi a other.

giovedì 9 ottobre 2014

Buona scuola...?

Plessi inagibili e classi pollaio sono solamente un lato della facciata. A Palermo il disagio si sente, si gusta tristemente nell’aria. Gli studenti sono stanchi di doversi accontentare della sala teatro e della sala professori. Il sistema scolastico italiano, contrariamente a quanto si possa pensare, non è poi così male. La sussistenza di governi sempre con le forbici in mano, la noncuranza della regione e della provincia, hanno portato gli studenti ad una ribellione pacifica per manifestare il loro dissenso alle istituzioni. Si è scelto di scendere in piazza il 10 Ottobre, giornata di mobilitazione nazionale in oltre sessanta città italiane, per contestare il piano scuola Renzi-Giannini. Centotrentasei è la parola del giorno. Centotrentasei pagine per cambiare radicalmente il sistema scolastico italiano. Eppure il premier osa chiamarlo “la buona scuola”. Certamente la buona scuola non è fatta da novecento milioni di tagli alla scuola pubblica e all’università, né dalla privatizzazione degli edifici scolastici. Sembra che i bravi politici se ne freghino della devastante crisi che colpisce oggi l’Italia e la Sicilia in particolare. Noi ragazzi abbiamo una grande voglia di conoscenza, un grande fervore che troppe volte viene ignorato e degradato dai più superficiali identificandolo come scusa per saltare la scuola. Le presidenze sono sempre calde ed accoglienti, con grandi termosifoni e divani lunghi decine di metri; i condizionatori, ovviamente, non mancano. Noi studenti, speranza per il futuro, sempre sorridenti. Di inverno ci tocca osservare per ore l’acqua che scorre dentro le classi oppure riempire lo zaino con piumoni e coperte di vario genere e misura. Ma abbiamo una bella fantasia, lo ammettiamo. Al mercatino se ne trovano anche a tre euro. 
Quando entro a scuola sento la rabbia che mi fa prigioniero, davvero insopportabile. Se non fosse stato per i ragazzi ricolmi di idee e confortanti sorrisi, sarei già scappato. 

ad un futuro migliore,

Emanuele Scaduto