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sabato 24 gennaio 2015

Porticello al tritolo!

Ma può essere mai che il paese dei locchi di mare sia diventato la capitale mafiosa del tritolo? 
Così pare.
Porticello avrebbe fornito esplosivo - ottenuto da alcuni ordigni inesplosi risalenti alla seconda guerra mondiale e pescati da Cosimo D'Amato - per fare saltare in aria il magistrato Falcone.
Porticello custodirebbe il tritolo da utilizzare per un attentato al magistrato Di Matteo.
Al di là di questi traffici di cariche, ci chiediamo se Porticello sia un paese mafioso.
Apparentemente no, perché il porticellese tipico è un pescatore che manca giorni e giorni per andare alla nisciuta, che affronta le tempeste, che rischia la vita, che campa della vendita di pescispada, tonni, acciughe.
Questi che vanno a pescare sono i porticellesi che ben rappresentano un paese pulito, spesso onesto, a volte corruttibile - dalla notte dei tempi i paesani sono disposti a cedere il loro voto in cambio di denaro o favori, ma sotto questo profilo nulla di nuovo, succede ovunque. Un paese che è cresciuto, comunque, tra tanti sacrifici.

Ma Porticello è anche altro, e non da ora. Qualche anno fa il Consiglio Comunale di Santa Flavia (di cui Porticello è frazione) fu sciolto per infiltrazioni mafiose, nel DPR del 30 settembre 1991 alcuni nomi sono esposti, altri mancano. Esattamente come Bagheria, che invece è una delle capitali acclamate del fenomeno mafioso - tanto per citare. Naturalmente la comparazione non regge, la sproporzione enorme, ma certamente ogni porticellese in cuor suo sa che il paese non è candido. 
La sensazione è di vedere il bambino beccato con le mani nella marmellata.

Giorgio D'Amato







martedì 18 novembre 2014

Bagheria, il paese delle balate!





Bagheria città sonnolenta, attorno alle venti di ieri è stata oggetto di un'iniziativa di solidarietà in favore del PM palermitano Nino Di Matteo. I blogger di Apertura A Strappo hanno proiettato l’immagine del magistrato su alcuni luoghi simbolo della cittadina e su muri e strade del paese, dalla Chiesa Madrice a corso Baldassare Scaduto,  hanno voluto così esprimere la loro vicinanza al giudice palermitano diventato negli ultimi mesi oggetto di minacce e quindi obiettivo sensibile nel mirino di Cosa Nostra. L'iniziativa ha raggiunto anche il prospetto di Palazzo Ugdulena, sede del Consiglio comunale in corso Umberto I, per concludersi ai Magazzini del Ferro, bene confiscato alla mafia in via Pablo Neruda, a due passi dallo svincolo autostradale. Una bella iniziativa atta a sensibilizzare l'opinione pubblica. Apertura a strappo si schiera a fianco dei magistrati palermitani.
Bagheria, il paese delle balate!

Sabino Bisso (ha collaborato Adele Musso)