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lunedì 9 marzo 2015

Ballerine in cavallino?


Bastano una borsa scarpe una montatura d'occhiali per esprimere chi sei
 new shoes et voilà tutto cambia, anche la nevrosi sparisce!

COSA METTIAMO NELL'ARMADIO
COME REINTERPRETIAMO QUELLO CHE GIA' POSSEDIAMO
QUALI SONO LE TENDENZE:

° Decolla lo stile delle hostess - anche se Ryanair non si è ancora aggiornata
° Blu tuareg spirituale intenso vibrante
° Stivali con cinghie - cappello da cowboy- collana con perline - stile on the road
° Women's liberation - ritorna un modo di essere libere emancipate (zoccoli stivali
   con inserti coroncina di fiori per una contestatrice wow)

Chanel manifesta per un nuovo femminismo e lo fa durante la sfilata pret-a-porter primavera estate
le incitazioni politiche  sono state decise mesi prima dello show e poi riportate sulle minaudiere in resina (pochette).

              DENIM E ANCORA DENIM è il trionfo dello "utility chic"

               Periodo blu ma anche rosa vermiglio burro

I PEZZI CULT

La sneaker Crystal o zebrata o con inserti blu e laminati
Il borsone con dettagli metallizzati
Le francesine Candies dei fratelli Rossetti
Sandalo flat
Ballerine in cavallino
Zainetto in pelle canvas nylon purchè sia zainetto


Peppa Modotti




mercoledì 18 febbraio 2015

Selma

La pioggia incalza anche il freddo non manca ma non posso, non voglio, mancare al mio appuntamento al cinema (io e Aurora davanti lo schermo).
SELMA la strada per la libertá - avevo visto il trailer, ero rimasta fortemente colpita non ricordavo i fatti, la storia di questo uomo e del suo popolo, la film-maker (Ava Duvernay, 42 anni) è giovanissima, coraggiosa a trattare argomenti spinosi, non fa piacere a quelli dei piani alti ma lei c'è riuscita, con delicatezza e occhio attento, il film ci racconta i fatti che hanno portato alla protesta e infine alla marcia da Selma a Montgomery guidata da Luther King nel 1965. 
Riscattare la propria dignità, il diritto al voto.
Qualche giorno fa leggo un'intervista.

Signora Duvernay è delusa?
No, gli Oscar hanno un meccanismo preciso, i registi votano per i loro colleghi e amici. Io non faccio parte di quell'ambiente.
Un film su Martin Luther King: come mai nessuno ci aveva mai provato?
Oliver Stone ha tentato per anni ma agli studios non interessa fare film su un leader dei diritti civili che aveva come arma la non violenza.
Trovo questo film attuale un colpo alla coscienza inferto con cautela, un riferimento a quelle situazioni che te le porti dentro, che ti scavano e non ti lasciano pace - scontri violentissimi tra manifestanti e polizia, le immagini di repertorio di quegli anni chiudono il film, non mi sembra sia trascorso molto tempo dai nostri giorni, ancora si lotta per i diritti umani e per la libertà (io e Aurora rimaniamo cristallizzate ma felici di aver conosciuto il lavoro di una regista cazzuta al punto giusto).
Peppa Modotti 

giovedì 5 febbraio 2015

Alfred Stieglitz


"Al principio del giugno 1907, con la mia piccola famiglia partii per l'Europa. Mia moglie aveva insistito che si viaggiasse col Kaiser Wilhelm, il piroscafo alla moda, la nostra prima tappa era Parigi. Come odiavo l'atmosfera della prima classe! Non si poteva sfuggire ai nouveaux riches.
I primi giorni me ne stetti seduto nella mia poltrona sul ponte, ad occhi chiusi, era l'unico sistema per evitare di vedere quei volti che mi davano brividi freddi, quelle loro voci e quel loro inglese, mio Dio! Al terzo giorno non ne potevo più, dovevo fuggire da quella compagnia. 
Me ne andai sul ponte il più lontano possibile. Il mare non era particolarmente agitato, il cielo chiaro, il piroscafo navigava nel vento più tosto, forte. Quando raggiunsi la fine del ponte mi fermai a guardai di sotto. C'erano uomini, donne e bambini sul ponte inferiore di terza classe.
Una scala stretta portava alla parte superiore della terza classe, sulla destra della prua vi era un altro piccolo ponticello, sulla sinistra un fumaiolo inclinato, e al ponte superiore era agganciata una passerella risplendente di vernice fresca. Era abbastanza lunga, bianca, e durante il viaggio nessuno la attraversò. Dalla ringhiera del ponte superiore di terza classe un giovane uomo con un cappello di paglia guardava di sotto. La forma del cappello era rotonda; egli osservava gli uomini, le donne e i bambini sul ponte inferiore.

Soltanto uomini si trovavano di sopra. L'intera scena mi affascinava, desiderai vivamente di scappare da ciò che mi circondava ed unirmi a questa gente. Un cappello di paglia, la ciminiera sulla sinistra, la scala a destra, la passerella con la ringhiera a catena di anelli, bianche bretelle che si incrociano sulla schiena di un uomo sul ponte inferiore, rotonde forme di macchinari in ferro, un gruppo di persone che si stagliava contro il cielo creando una forma triangolare; rimasi incantato a lungo guardando e guardando. Potevo fotografare ciò che sentivo, guardando e ancora guardando?
Vidi forme in relazione fra loro, un'immagine di forme che erano recondite in quel sentimento della vita che io sentivo. E mentre stavo riflettendo potrò tentare di catturare questa apparente nuova visione che mi ha preso, gente, gente comune, la sensazione del piroscafo e dell'oceano e del cielo e la sensazione di essere lontano dalla folla cosiddetta dei ricchi D'improvviso corsi verso la scala principale, raggiunsi la mia cabina, afferrai la Glaflex e ritornai indietro senza fiato, chiedendomi se l'uomo col cappello di paglia si era mosso o no. 
Se lo avesse fatto, l'immagine che avevo visto non sarebbe più esistita. La relazione delle forme come la volevo, sarebbe mutata, e l'immagine perduta per sempre. Ma l'uomo con il cappello di paglia c'era ancora; non si era mosso. L'altro uomo, con le bretelle incrociate, mostrava la schiena, egli pure, mentre conversava, non si era mosso e la donna seduta per terra con il bambino in grembo non si era mossa. Nessuno aveva cambiato la propria posizione. Avevo soltanto un telaio con una lastra vergine, sarei riuscito a catturare quello che vedevo, quello che sentivo? Infine schiacciai l'otturatore. Il mio cuore batteva, mai prima di allora lo avevo sentito battere così furiosamente. Avevo catturato la mia immagine? se ci fossi riuscito avrei dischiuso una nuova era in fotografia, nel vedere. In un certo senso sarebbe andata oltre, sarebbe stata un'immagine sulle relazioni delle forme e sulla più profonda sensazione umana, un passo avanti nella mia evoluzione. Quando ritornai a New York, quattro mesi più tardi, ero ansioso di fare una prova in negativo. La prima persona alla quale mostrai The steerage (ponte di terza classe) fu il mio amico Josepf  Keiley. 'Ma ci sono due immagini qui, una sopra e una sotto. Non dissi nulla, le mostrai in seguito a Haviland, Weber e Zayas, videro sul serio l'immagine e quando apparve su Camera work provocò uno scompiglio.
Una fotografia nasce quindi per caso?
La noia spinge Stieglitz a varcare gli ideali confini, forse per la prima volta ha la giusta predisposizione per abbassare lo sguardo su un'umanità intravista e mai presa in considerazione."

Stieglitz mostra una fotografa diretta senza manipolazione tecnica, l'effetto è un'apparizione mobile; è impossibile seguire il contorno delle forme, delle sagome degli emigrati e degli elementi strutturali della nave, non contano le linee ma le masse, chiare e scure; la diagonale dell'interponte rappresenta la profondità dello sguardo, la brusca riduzione delle grandezze amplifica l'effetto di prospettiva sollecitando l'occhio a riunire il tutto. La composizione è libera, irregolare, sembra essere il frammento di uno spettacolo più grande, la forma chiara si stacca con difficoltà da tutto ciò che è scuro, frammenti e ancora frammenti, un panno, uno scialle, una manica di camicia, il tutto, lo spazio, un nuovo modo di vedere la fotografia. 


Peppa Modotti

mercoledì 21 gennaio 2015

Diane Arbus

Ho pensato a quanto assolutamente ordinaria sia una coppia di gemelli, potete immaginare una società nella quale i gemelli siano considerati un tabù? E' strano pensare quali aberrazioni le società decidano di onorare e quali decidano di rifiutare, in alcune culture i bambini mongoloidi sono considerati degli dei, in altre le donne pazze sono considerate streghe. 

Così Diane Arbus presenta il suo lavoro, il tema del doppio, così caro alla cultura del XX secolo; viene trattato con delicatezza, anche se finisce per provocare nello spettatore un senso di disagio dovuto al contrasto tra la normalità dell'immagine e l'eccezionalità dell'evento rappresentato. Straordinaria è la capacità di Diane Arbus di costruire l'immagine e di renderne l'aspetto crudo senza forzare i soggetti ritratti.

Le due gemelle sembrano unite tra di loro, solo a uno sguardo attento è possibile riconoscere il braccio sinistro della ragazza di sinistra, la frontalità dell'inquadratura e il vestito scuro annullano la profondità,  la linea delle spalle risulta unica congiunge i due corpi. Allo stesso tempo i due volti risultano differenti per le loro espressioni: la ragazza di sinistra ha le palpebre e la piega delle labbra leggermente abbassate, mentre quella di destra ha gli occhi più aperti e le labbra si alzano in un accenno di sorriso. Anche in questo caso la fotografia si limita a documentare un fatto, l'esistenza di due gemelle in una cittadina americana. In realtà rivela la sua capacità di penetrare la facciata delle cose, costringendo lo spettatore a riflettere sulle diverse percezioni del mondo e sulle sue apparenze. La poetica di Diane Arbus si sposa con il reportage, l'occhio spietato registra le persone e gli eventi passando dal grottesco al drammatico al patetico, dando visione del lato oscuro dell'esistenza umana individuabile anche nella più banale quotidianità. L'opera di Diane Arbus sta tra ritrattistica tradizionale e reportage contemporaneo. Arbus sceglie i suoi soggetti all'interno di un particolare tipo umano, quello che per caratteristiche fisiche o sociali non rientra nel concetto di "normalità". Dalle fotografie di Diane emerge un'umanità che trascende il sentimento comune avvertito dall'osservatore comune nei confronti di chi appare fisicamente diverso. Ogni suo scatto ha la capacità di entrare nell'animo dei soggetti. "Io mi adatto alle cose malmesse, non mi piace mettere ordine alle cose, se qualcosa non è a posto davanti a me, io non la metto a posto. Mi metto a posto io". Gli scatti vanno dai cosiddetti freaks ai ritratti di personaggi famosi, dai nudisti a gente normale immortalata per strada che raccontano un'inquietudine.
"Una fotografia è un segreto che parla di un segreto, più essa racconta, meno è possibile conoscere". 
Diane si dedica ad una ricerca muovendosi attraverso  luoghi che da sempre erano per lei oggetto di divieti, esplora sobborghi poveri, trova il centro del proprio interesse nell'orrorifica attrazione che sente verso i freaks, l'indagine è volta ad esplorare il variegato quanto negato mondo parallelo a quello della normalità, fatto di nani, giganti, travestiti, omosessuali, nudisti, ritardati mentali e gemelli ma anche gente comune colta in atteggiamenti incongrui che rende le immagini uniche. Le fotografie della Arbus sono universali e sorprendenti, articolano la visione singolare di una delle più importanti artiste del xx secolo; la forza dei suoi soggetti e del suo stesso approccio alla fotografia vennero considerati rivoluzionari.
"Molte persone vivono nel timore che possano subire qualche esperienza traumatica.
I freak sono nati con il loro trauma. Hanno già superato il loro test, nella vita. Sono degli aristocratici."

(Peppa Modotti)

lunedì 22 settembre 2014

Fashion maker

LA MODA E' QUI!

CURIOSITA' SEGRETI FASHIONSTYLE

Perché accontentarti del solito pullover? Oggi lo puoi indossare extralungo o extralargo
può essere abito smanicato  o cardigan 
ma che sia di maglia
il nuovo tricot colorato fa giovane
accessori pezzi colori dettagli - i punti sicuri per costruire la tua moda



NICE PRICE  )copiare gli outfit più cool senza spendere una fortuna(

i pezzi hit di stagione e I must have 

la pelliccia finta 
pop art mescola i colori 
pelle palch
pelle e vernice 
punte trapunte piumino
il bauletto red


COLORI

rosso
argento con effetti speciali 
cammello ton sur ton 

NEL MIO ARMADIO NON MANCANO MAI - JEANS SNEAKERS T-SHIRT



LIFESTYLE

Té delle diciassette o teatox? meglio un Bubble Tea, il té con le bollicine di origine Tai con latte e perle di tapioca. 
Per saperne di più www.bubbleology.co.uk

News

Il cinglese - dicono sarà il nuovo inglese Shaolan Hsueh ha elaborato il nuovo sistema di scomposizione dei caratteri con l'illustratore Noma Bar. 
Ne è nato Chineasy (edizioni L'ippocampo).

Peppa