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venerdì 27 maggio 2016

Buon compleanno, Peppù

Caro Peppuccio,
non ti conosco, ma vivo ormai da 3 anni nella tua Baarìa, in quella città a cui hai dedicato uno dei tuoi film più rappresentativi, sospeso a metà tra un realismo pasoliniano e una dimensione onirica e cinica allo stesso tempo, che ricorda un po' "Il tamburo di latta" di Schlöndorff. Mi sono trasferita qui già innamorata della città, proprio per colpa di quel tuo film, Peppuccio, e mi sento pure un po' presa in giro, ma ti perdono: all'arte si può concedere di essere bugiarda.
Caro Peppuccio, conosco tanti bagheresi a cui il tuo film non è piaciuto, ne conosco alcuni che addirittura si sentono offesi da come hai riassunto questa città. Io non condivido (ché secondo me l'hai pure migliorata: a munnizza un c'è, nel film), ma posso capirli: li hai messi a nudo. Tu, Peppuccio, li hai spogliati della loro arroganza baariuota, gli hai tolto macchinoni, gioielli e abiti firmati, e hai mostrato al mondo chi erano fino a qualche decennio fa: pezzenti!
E non solo pezzenti: ignoranti! E non solo ignoranti: comunisti! Ma ti pare comportamento cristiano, Peppu'? E mo' come ci vanno a Casteldaccia a pavoneggiarsi della loro baariuoteria? E mo' a Palermo al Palazzo a vantare le loro nobili ascendenze democristiane, con quale faccia s'apprisentanu?
Peppu', non glielo dovevi fare questo sfregio, ai baariuoti. Che si sa, l'importante è l'apparenza, e l'hai illustrato tanto bene pure tu con questo tuo film color ocra come i nostri palazzi abusivi, che si può morir di fame ma con dignità!
Potevi parlare di principi e principesse, di quella bella nobiltà chiusa nelle ville barocche che ci fa sentire tutti un po' più ricchi e nobili, potevi fare "Il Gattopardo" in versione bagherese, e invece hai fatto una specie di "Ladri di biciclette", e ni facisti passari tutti pi' pizzenti.
Peppu', io li capisco un po' sti baariuoti che ce l'hanno con te, ma ti voglio bene lo stesso e ti faccio tanti auguri di compleanno, perché quel film era un atto d'amore puro, e l'amore, in qualunque modo si manifesti, resta sempre amore.
Io ti voglio bene lo stesso perché, quando cammino per strada e vedo cose brutte, penso alla sfolgorante bellezza di Margareth Madè e mi consolo, ché almeno le donne bagheresi le hai fatte belle. 
Io ti voglio bene lo stesso perché, se voglio un po' di bene a questo posto, la colpa è anche tua e di quel tuo film così maestoso e leggero allo stesso tempo, che riguardo almeno 4 volte l'anno.
Buon compleanno, Peppu'!

Tamara Carone

giovedì 22 gennaio 2015

Gente di Baària

Io vorrei chiedere a tutti i bagheresi che fanno il diavolo a quattro per il problema rifiuti quali sono i loro immobili a Bagheria, se hanno giardini, e farmici un giretto, sì, perché Bagheria non è solo immondizia, Bagheria è anche ruderi schifosi putridi muffiti e fatiscenti che qualcuno ha anche il barbaro coraggio di chiamare casa e di affittare, ruderi schifosi putridi muffiti e fatiscenti dentro il quale non ci vive il proprietario, no no, ci vive qualche altro povero stronzo o è direttamente disabitato, io vorrei proprio capire di chi sono, questi ruderi, perché anche quello è degrado, ed è pure pericoloso, ed è indecoroso e rende questa città molto più brutta di un cumulo di immondizia, ecco, io vorrei proprio incontrarli i proprietari e chiedergli con che coraggio si lamentano dell'immondizia, che è un problema regionale storico a cui si sta cercando di porre rimedio con difficoltà e scontrandosi col sistema mafioso, con che coraggio, dico, si lamentano dell'immondizia se poi sono proprietari di enormi cumuli di immondizie fatte di mattoni muffa e erbacce, il prossimo che sento lamentarsi dei rifiuti vorrei mi fornisse l'elenco delle sue proprietà e farmici fare un giro, e vedere se sono così perfettini come millantano, perché se questa città pare Baghdad dopo i bombardamenti di qualcuno sarà pure la colpa, e stavolta non è certo di Patrizio, e chissà se tra i miei contatti c'è qualche proprietario di ruderi indecorosi che si sta vergognando, ecco, spero vi vergognate tanto da andare a comprare un cazzo di secchio di vernice e pitturare quello schifo che vi appartiene e che offende gli occhi di tutti, pure i miei, e almeno state zitti da oggi se siete i primi porci a costruire case su case su case su case senza finirle, ché 'sta città sembra un museo di scheletri, sembra l'incompiuta, altro che Baarìa.


Tamara Carone