martedì 9 febbraio 2016

LE SCIACALLE - puntata nr 8 - SCOMPARSI I PRIMI BALLERINI DI CORSO UMBERTO

Un fatto tragico colpisce una cittadina in un momento di forte deriva antimafiosa: sono scomparsi i primi ballerini del corpo di ballo del corteo contro la mafia avvenuto a novembre 2015 a seguito delle ammissioni di aver pagato il pizzo da alcuni imprenditori.
E' da più di ventiquattro ore che nel profilo di FB dei ballerini non ci sono riferimenti a Patrizio Cinque.
Pubblicano di tutto, chi sacciu, cose di machine sportive, cose di passaggi in televisione, cose di fare la differenza, cose di iene; una fece un fimmatino dove evidenzia probbremi di luce sulla faccia di Cinque.
Manco ci fecero una condivisione.
Insomma, stiamo aspettando, che la cosa è strana, che questi del corpo di ballo sono i primi a gridare Il SILENZIO E' DOLO, e giusto giusto Patrizio che ci ha creduto e parla e infrange il silenzio, iddi non ci sono.
Aspettiamo fiduciosi per organizzare un altro balletto.

Giorgio D'Amato

LE SCIACALLE - puntata nr 7 - IL SILENZIO E' D'ORO, D'UOPO, insomma, fai tu

Passiamo in rassegna modi di dire corleonesi che poco si adattano al comportamento del sindaco Patrizio Cinque:

Il silenzio è d'uopo
La curiosità è l'anticamera della sbirritudine
A megghiu parola è quella che non si dice
Cu si fa i fatticeddi sua campa cent'anni.
Cu parra fa fetu.

Tanti altri ne esistono ma intanto consigliamo questi alla redazione di BagheriaNews per i suoi prossimi articoli.

Giorgio D'Amato

LE SCIACALLE - Puntata nr 6 - Meglio Bagherianews o Radio Aut?









Questo sindaco parlò assai assai e a noi SCIACALLE ci piacque BagheriaNews che disse che il sindaco volesse fare lo sceriffo, che un giorno si alza e si mette a fare i nomi di gente che si fosse comportata malamente.
Che forse forse questo sindaco volesse imitare a Peppino Impastato che con la sua radio gli rompeva i coglioni a don Tano Badalamenti?
Mah, cose che non si posso sopportare.
Per citare Wikipedia "La trasmissione andava in onda ogni venerdì sera ed assieme ad altri suoi tre colleghi metteva in atto "Onda Pazza a Mafiopoli" riuscendo a farsi ascoltare dalla cittadinanza dei due paesi e inondando di satira "politica" tutti quei personaggi che conosceva personalmente senza risparmiare nessuno speculatore e contando sul fatto che aveva sempre notizie freschissime e riservate pronte per essere messe in onda alla sua maniera."
No, queste cose per Bagheria non le vogliamo. 
Le Sciacalle si allineano con BagheriaNews.
Cettamente questi che furono parlati dal sindaco, avranno modo di difendersi.
In alternativa il sindaco verrà dichiarato incapace di intendere e di volere (oltre che di parlare).

Giorgio D'Amato

LE SCIACALLE - puntata nr 5 - IL SALOTTO DI 70 METRI QUADRATI

Al signor Sindaco del mio paese.

Ma tutta questa scumazza che fanno da tre giorni che tutti siamo abusivi?
Non me la fido più! Non lo capisco! 
La legge dicesse che dove ho fatto la mia casetta con il salone, 
che ci abballiamo tutte le domeniche con la musica neomelodica, 
ci dovevo piantare le fave?
Ma perché il terreno che è del comune?
Io l'ho accattato con i piccioli nna ddu fangu du Ziu Muommu, 
e quando me l'ha venduto mi disse: qua ci puoi fare una bella casa per la tua famigghia, e io questo ho fatto! Una stanza l'uno per i miei otto figli, la cucina grande visto che siamo almeno dieci a mangiare, qualche gabinetto qua e là; 
e il salone dove ci addivertiamo poteva essere meno di 70 metri quadri?
Ma non è certo una villa! E perché sarebbe abusiva me lo volete spiegare?
Io casa non ne ho mai avuta e perciò è  prima casa! 
Ora ce ne andiamo sotto il ponte, anzi non è possibile neanche quello, perché si allaga sempre!
Signor Sindaco ci pensi lei a mandare affanculo queste jatte arraggiate!
Grazie!
Sua affezionata elettrice 
Concetta Mandalà

lunedì 8 febbraio 2016

LE SCIACALLE - puntata nr 4 - LA CASA DI MIA COGNATA

Che fa, ci devo mettere pure la fotografia? Perché, non si capisce che è abusivo? Senza prospetto ce l’ha la casa mia cognata; che quella, suo fratello e suo padre facevano i muratori e nel giro di due settimane hanno alzato tre piani: uno per lei – che era la figlia più grande – uno per suo fratello che era fidanzato e si doveva sposare in estate e uno per i suoi genitori – già che c’erano; un ritaglio di terreno che era rimasto ( che era una ‘ngnune e non lo volevano manco gli zingari del furriato) lo presero i suoi suoceri – così erano vicini e una cosa che succedeva,  mettiamo che si sentissero male di notte,  aprivano la finestra e li chiamavano. Il fango copriva tutto a quei temi, che io per andare da mia cognata mi dovevo mettere gli stivali - che pareva malo pure, ma che dovevo fare per prendermi un caffè gratis e sapere i fatti suoi? Mi toccava fare questo sacrificio. Io invece ci avevo l’appartamento nel palazzo Bruno, una cosa di lusso! Che c’era un salone di cinque metri, che io quando l’ho visto ho detto “stratri e matri, ma chi je!? U stratuni mi pari” che per riempirlo di mobili ho dovuto chiedere a mia matre di darmi qualche mobile lei (lei mi disse, meglio! Mi levu sta negghia). Ora ho visto che mettono i video e le fotografie per dire chi è abusivo e chi è mafioso ( è diventata una mota, e io che non sono arretrata il video lo voglio fare pure io, che lo mando a quello della televisione  che cerca queste storie importanti. Io ci sto mandando questa mail che mi ha scritto mia figlia.

Ma la fotografia, pure ce la devo mettere?

Rosa La Camera

LE SCIACALLE - puntata nr 3 - ASPARAGI OMERTOSI AL TUMAZZO

"Vieni, c'è una strada nel bosco, Il suo nome conosco,
Laggiù tra gli alberi, Vuoi conoscerlo tu?
C'è un nido semplice Intrecciato coi rami in fior."

Da Milva la Rossa, cantante a scoppio ritardato è possibile degustare specialità locali, cibi semplici, ma assolutamente bio, alcune ricette sono tramandate di generazione in generazione, di altre invece (segretissimi gli ingredienti) conosciamo soltanto il nome del piatto e l’ispiratore misterioso che pare si aggirasse nel nobil sottobosco.

“Asparagi omertosi”, è il piatto gourmet; per rendere al meglio gli asparagi questi devono essere raccolti nottetempo, preferibilmente da mani oneste e candide, smacchiate con candeggina. Mani che al massimo abbiano raccolto cicoria fresca e scannato qualche pecora dopo che questa abbia esaurito il latte per il tumazzo. La ricetta è stata trascritta su pizzino.

Saranno serviti sotto forma di frittata, un piatto dove è possibile strapazzare di tutto e di più, di modo che gli ingredienti assumano forme nuove (abusive).
Si raccomanda la prenotazione, essendo luogo prestigioso, i prezzi sono parecchio elevati, e se siete fortunati la Rossa potrà deliziarvi con una canzone del suo repertorio.

Si raccomanda di non seguire l’esempio del raccoglitore notturno.
Nonostante la tipicità dei piatti, fino ad oggi nessuna stella è stata assegnata.

Adele Musso

Le Sciacalle - Puntata nr 2 - Io lecco

Una leccata all'amico e una leccata alla botte.
Questa la variante del vecchio proverbio che Ancilina, cugina della cugina di mio cugino, esterna in un video sulla questione dell'abusività di corso Butera.
Che tutti eravamo abituati al proverbio tradizionale, lei, di prepotenza, l'ha rinnovato.
Ha detto così: questi proverbi vecchi e mafiosi vanno cambiati.
Accussì ci cafuddò un corpo di lingua all'amico non dimenticando che la botte a cui gradisce bere è l'altra.
E propone pure, senti amico mio, vieni pure tu a bere dalla botte.
E invece l'amico, i video su FB se li fa da soli, non inquieta a nessuno.
Insomma, ognuno il vino se lo beve dove gli pare, così ha detto - ma in un altro video - Stefanuccio u buttigghia sfunnata, mentre si calava un cartuni di Tavernello.
Insomma, la soluzione per tutte queste cose si trova sempre, ora organizziamo una bella ballata in Corso Umberto.

Giorgio D'Amato

domenica 7 febbraio 2016

Le Sciacalle - puntata 1^ - Corso Butera è abusivo

Come disse mia sorella in un video su FB, lo stratone che dalla stazione andasse au palazzo, non dovesse esserci. Nel video mia sorella si fece i capelli alla moda, accussì pare più accattivante. Questa accusa però non ci piacque per niente allo zio Masino, che fece pure lui un video e disse che lui è da trent'anni che vende il pesce freschissimo (ma zia Paoletta - in un altro video - afferma che si tratta di pesce fituso che ha, di certo, chiossà di tre giorni, cosa evidenziata dal baffo bianco).
Merluzzo o scorfano, poco importa, spuntò il video del capo del condominio rivelando i nomi delle gelaterie che le briosce le riempiono con poco gelato, una leccata disse.
L'altra mia sorella, intervenuta sempre su FB, si fece un video con la parrucca bionda - oggi domani qualche regista la dovesse taliare - e disse che i nomi delle gelaterie sono apparsi pure sul Giornale di Qua (cosa gravissima allora è), insomma, il tronchetto e la bomba gelato accattativille in qualche baretto onesto onesto pulito pulito degno del bel paesetto del film di mio cugino che ancora un video non l'ha fatto ma intanto pubblicizza 'na specie di candeggina in grado di resuscitare le galline morte.
Di certo una cosa tranquilla oggigiorno è raccogliere gli asparagi, se prima potevi incontrare qualche vecchietto con problemi di prostata, oggigiorno assai assai ti arriva qualche video in cui la proprietaria si lamenta che havi trent'anni che non si fa una frittata.
Da Le Sciacalle a presto nuove inchieste, forse su veri fatti di mafia. 
In attesa tutti in Corso Umberto per andare a ballare, che poi ci facciamo le fotografie e le mettiamo su FB.

Giorgio D'Amato

lunedì 1 febbraio 2016

Trainspotting, di Irvine Welsh

Immaginate di essere catapultati in Scozia. Ora provate ad immaginare di fare parte di un gruppo di balordi che identificano le droghe pesanti e l’alcool come eterne amicizie con cui fare lunghe chiaccherate. Welsh, in questo capolavoro di tristezza e verità di periferia, sa bene cosa voglia dire dipendere da qualcuno (o da qualcosa). Il linguaggio scurrile e a volte così perverso da poter provare piacere, diventa estensione di una visione materialistica e sfatta di un’umanità ridotta a dover consumare orgasmi artificiali. L’attenzione data all’introspezione dei personaggi è notevole, e il punto di vista cambia utilizzando un espediente letterario che saltella da un posto all’altro. E’ la volta di Spud, che proviene (come il resto del gruppo) da uno dei quartieri più degradati di Edimburgo: Leith. Le strade diventano chiassose quando Begbie spacca un bicchiere di vetro in testa “ad un povero coglione che non c’entrava un cazzo”.  Sick Boy mette al centro della sua carriera il sesso e l’anfe: qualche volta, però, si diverte a fare il pappone. E Renton? Il più incasinato. La sua quotidianità subisce eccitazioni e cali, a seconda della quantità di ero che si schiaffa in vena. Il libro, più che una grottesca rappresentazione inverosimile, è una storia condivisa in un periodo storico compreso tra gli anni ’70 e gli anni ’80, dove la rivoluzione punk fa da protagonista. Leith Walk adesso è vuota. Sono tutti spariti, ma poco si può svelare. E così, tra le squadre calcistiche e gli effetti della gentrificazione, anche Welsh si rende protagonista di questa grande storia raccogliendo un pensiero mistico e a volte pesantemente sadico dei luoghi e delle droghe che fecero parte della sua giovinezza.

“Comincio a cucinarmi un’altra dose. Tengo il cucchiaino sospeso sopra la candela con la mano che mi trema, aspettando che la droga si dissolva, e penso: ancora una volta, prima il mare poi il veleno. Però non è che questo mi impedisca di fare quel che devo fare.”

Emanuele Scaduto