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lunedì 15 febbraio 2016

LE SCIACALLE SCOPRONO DELLE VERITA' SCOMODE SU GIULIO GOLIA

Le SCIACALLE quando indagano scoprono sempre grandi cose.
Dopo i fatti di Bagheria in cui LE IENE hanno svelato grandi magagne della gestione M5S, le SCIACALLE si sono attivate e hanno scoperto che il programma LE IENE va in onda su ITALIA UNO.
Da un informatore hanno saputo che l'emittente televisiva ITALIA UNO apparterrebbe nientepocodimenoche a Silvio Berlusconi.
Ieri sera una troupe de LE SCIACALLE ha assediato gli uffici de LE IENE.
Giulio Golia notevolmente imbarazzato ha detto di non avere un capo, che ITALIA UNO non appartiene a Berlusconi, cose così.
Naturalmente la folla gli chiedeva di dimettersi.
Attendiamo un video di scuse da parte di Golia per il suo contributo alla deculturalizzazione del territorio.
Insomma, tra IENE e STRISCIA, il piano di rinascita democratica della Loggia P2 sembra trovare realizzazione.


Giorgio D'Amato

LE SCIACALLE - puntata nr 12 - IL SOLITO MONTAGGIO FURBO DELLE IENE

Ebbasta con queste furbacchionate!
Dalle 19 alle 23, a Bagheria, in piazza Indipendenza, il ministro della giustizia di Mediaset, sig. Giulio Golia, ha subito un continuo pressing da parte di tanti bagheresi più o meno grillini, che lo hanno subissato di domande - a cui lui non rispondeva.
Ci sono stati solo due casi di inalberamento, due persone che hanno mostrato fragilità e sono andati in escandescenze. Naturalmente Le Iene danno rilievo soprattutto a questi episodi isolati facendoli sembrare la normalità di tutta la serata.
Nulla emerge delle faccette buffe di Golia che stava muto, che si rifiutava di rispondere allo stesso modo del sindaco Cinque (che a fare così, quanto meno, faceva benissimo).
Insomma, le solite IENE, nulla di nuovo.
Sull'altro fronte il sindaco e il suo assessore potevano certamente evitare di raccogliere la magra figura delle scuse, in fondo loro sono figli di due padri (che in compagnia di altri 7998 bagheresi) hanno costruito abusivamente. Bastava dirlo. E invece sono risultati un po' scemotti, scemotti sì ma non sono disonesti e nemmeno hanno perso la legittimazione ad amministrare, visto che la giunta grillina sembra - finalmente - voler opporsi alle inferenze mafiose del territorio.
Da Giulio Golia, invece, ci aspettiamo un contributo per fare luce su anni e anni di magagne di Silvio Berlusconi. Per dire, ha avuto - il suo capo - rapporti con la mafia? E con la camorra? E con la 'ndrangheta? Quanto denaro pubblico è stato sperperato? Quanto  chilometri quadrati di territorio sono stati sottoposti a opere abusive iniziate e mai completate?
Prossimamente su Le Iene la condanna di Berlusconi, vero signor ministro?

Grazie a Le Iene in Italia stiamo introducendo quel modo tutto americano di screditare le persone per fatti collaterali rispetto al loro ruolo: tutti ci ricordiamo del caso Lewinski... era necessario che Clinton si dimettesse? In fondo gli USA avevano bisogno di un buon presidente, non di un maschio esente da pulsioni sessuali extraconiugali.
Pompe e case abusive non sono la stessa cosa... ma il giustizialismo di questi giorni è uguale.

Giorgio D'Amato

domenica 7 febbraio 2016

Le Sciacalle - puntata 1^ - Corso Butera è abusivo

Come disse mia sorella in un video su FB, lo stratone che dalla stazione andasse au palazzo, non dovesse esserci. Nel video mia sorella si fece i capelli alla moda, accussì pare più accattivante. Questa accusa però non ci piacque per niente allo zio Masino, che fece pure lui un video e disse che lui è da trent'anni che vende il pesce freschissimo (ma zia Paoletta - in un altro video - afferma che si tratta di pesce fituso che ha, di certo, chiossà di tre giorni, cosa evidenziata dal baffo bianco).
Merluzzo o scorfano, poco importa, spuntò il video del capo del condominio rivelando i nomi delle gelaterie che le briosce le riempiono con poco gelato, una leccata disse.
L'altra mia sorella, intervenuta sempre su FB, si fece un video con la parrucca bionda - oggi domani qualche regista la dovesse taliare - e disse che i nomi delle gelaterie sono apparsi pure sul Giornale di Qua (cosa gravissima allora è), insomma, il tronchetto e la bomba gelato accattativille in qualche baretto onesto onesto pulito pulito degno del bel paesetto del film di mio cugino che ancora un video non l'ha fatto ma intanto pubblicizza 'na specie di candeggina in grado di resuscitare le galline morte.
Di certo una cosa tranquilla oggigiorno è raccogliere gli asparagi, se prima potevi incontrare qualche vecchietto con problemi di prostata, oggigiorno assai assai ti arriva qualche video in cui la proprietaria si lamenta che havi trent'anni che non si fa una frittata.
Da Le Sciacalle a presto nuove inchieste, forse su veri fatti di mafia. 
In attesa tutti in Corso Umberto per andare a ballare, che poi ci facciamo le fotografie e le mettiamo su FB.

Giorgio D'Amato

venerdì 13 novembre 2015

Il libro di Nino Mandalà - Conversione o Revisionismo?

A parlare di certi libri si fa male, fa male prima di tutto a chi ne parla; ma non è certo chiudendo gli occhi che si cancella la volontà di chi il libro lo ha scritto; e tu hai proprio la sensazione che lo ha scritto perché la vuole vinta lui; perché lui non è uno stupido, non lo è mai stato, uno di quelli che sa usare la cautela e si è formato al comando; uno di quelli che non stenta quando deve esprimere un opinione, che non gli trema la mano quando firma gli autografi, che non si intimidisce davanti agli spettatori, e ce ne sono tanti, che per curiosità o per devozione sono venuti ad ascoltarlo, e lui è lì con il suo vestito grigio argento, come i suoi capelli, impeccabile, la cravatta blu, e le mani fini e la retorica dell’avvocato e la voce altera quanto basta.

lunedì 27 ottobre 2014

Ismaele, le Iene e le dimissioni di sindaco e giunta comunale a Villabate


È l'ennesimo commissariamento per la cittadina, già conosciuta alla nazione per le infiltrazioni mafiose che negli ultimi anni hanno costretto i precedenti sindaci a lasciare la propria poltrona.
Stavolta, però, la voce dell'accusa arriva dal basso, o, meglio, dal “piccolo”. È Ismaele La Vardera, aspirante giornalista di ventun anni, a puntare il dito contro le presunte irregolarità avvenute durante il sorteggio degli scrutinatori alle passate Europee. Secondo quanto riportato dal giovane, il sindaco Francesco Cerrito, in carica da due anni, avrebbe falsato la lettura dei numeri dei candidati allo scrutinio, allo scopo di favorire la gente a lui ed alla giunta vicine, completamente d'accordo con gli altri componenti già prima che tale imbroglio venisse messo in atto. Ismaele, messosi in moto per far chiarezza sull'accaduto, ha raccolto testimonianze e pareri e poi portato il tutto al primo giornalista di TeleJato, nota emittente siciliana al cui timone è Pino Maniaci. Il documento certamente più significativo dell'inchiesta, andata in onda quattro mesi fa e condotta, in un servizio televisivo, dallo stesso Ismaele, è la registrazione telefonica che il ragazzo ha raccolto durante una conversazione col consigliere Licciardi, che ha “cantato” le responsabilità sue e di tutti i componenti la Giunta: “Se parlo io succede il finimondo... il Sindaco non se la può prendere con me, perché se cado io cade anche lui”. Queste alcune delle dichiarazioni del Consigliere.
Le parole di Ismaele, dopo la messa in onda del servizio, hanno provocato l'interesse delle Forze dell'Ordine, che hanno avviato un'inchiesta per chiarire le eventuali responsabilità del Comune. Lui, però, non si è fermato qui: ha contattato Le Iene che, naturalmente, non si sarebbero mai fatte sfuggire lo scoop. E così la cittadina, tutta presa com'era dalla Fiera Del Libro svoltasi due settimane fa, s'è vista piombare “in casa” Matteo Viviani e la sua troupe, che proprio durante la Mostra ha chiesto spiegazioni un po' a tutti, dal sindaco alla gente per strada, passando per il fedelissimo Giovanni Pitarresi, assessore del P.D. che ha strenuamente difeso il dottor Cerrito ed i suoi. “Qui si vuole cavalcare l'onda del parlar male di Villabate”, ha detto. Ed ad un primo acchitto l'affermazione sembrerebbe vera. Facile sembra, infatti, accanirsi contro un paese che di trascorsi negativi ha già piena la carriera: meno comodo è, invece, riconoscere i passi che questo ha fatto verso un percorso, lento ma tenace, di progressiva legalità (e legalizzazione). Ma tanti, piccoli passi sono spesso smentiti da un grande, gigantesco passo indietro, e questo pare essere definitivo.
Ma come ha reagito la popolazione?
Le risposte, di certo, non si sono fatte attendere, vuoi anche per il grande, sempre più importante impatto che un programma come Le Iene ha sulle persone, le quali (è, probabilmente, il caso di Ismaele), lo reputano un metodo assolutamente affidabile per la diffusione di notizie e la denuncia di brogli e anomalie di ogni natura. C'è chi elogia il coraggio di Ismaele, e lo addita già come un eroe. Il ragazzo ha già ricevuto molti messaggi di apprezzamento e stima sul suo profilo Facebook, in cui si legge: “Grazie per i tanti attestati di stima, per le vostre parole. Vi chiedo solo una cosa, piccola ma importante, non fate passare l'idea che attraverso il servizio ho trasmesso qualcosa di 'straordinario' poiché penso (che quel che ho fatto, NdR), sia semplicemente ordinario”. 
Tanti, invece, attaccano aspramente il giovane, insinuando che il suo non sia un gesto genuino, né volto al bene del Paese: “È un presuntuoso in cerca di attenzioni e che vuol mettersi in mostra per dare una spinta alla sua carriera”; “Alla fine del servizio mi piange pure... che, 'sta scenetta gli varrà l'Oscar, magari?”, Si legge tra le pagine di un gruppo, anche questo su Facebook. Pareri negativi si raccolgono anche tra gli “Abbatesi” incontrati per le vie del Paese, i quali, sebbene ammettano che che la denuncia dovesse, sì, esser fatta, aggiungono anche che non fosse necessario ricorrere alle Iene umiliando tutti: “Non si poteva andare alla Procura della Repubblica e risolvere tutto con dignità? Siamo di nuovo alla berlina, il Paese ha già sofferto, ora siamo lo zimbello d'Italia ancora una volta”.
Anche io, devo dire, ho tanto riflettuto su quest'ultima obiezione, ritenendola la più valida. Ma in un Paese in cui l'unico testimone fra i presenti alla famigerata scelta degli scrutinatori è costretto ad alterare volto e voce perché “C'ha paura per la famiglia”; un Paese in cui mi viene detto: “Anche quell'altro che si copre, tanto si sa chi è...”, è il caso o no di fare appello ai “mezzi pesanti”?
Che importa di quali siano gli scopi del La Vardera, in fondo? Rispondere al servizio delle Iene con “L'unica cosa che abbiamo guadagnato è che La Fiera del Libro è stata oscurata”, per me, avalla quel sentimento omertoso - sì: OMERTOSO – secondo il quale le cose si possono risolvere semplicemente... magari con un posto in Giunta e zittuti sul resto. E se non vogliamo chinare il capo e ammettere d'aver sbagliato nemmeno quando ci viene sbattuta in faccia la triste verità... ben venga il gesto di Ismaele, interessato o meno che sia.


Elena Spina

Qui il filmato su LE IENE