Visualizzazione post con etichetta Stordito editore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Stordito editore. Mostra tutti i post

venerdì 26 febbraio 2016

Letti per tutti: Leccarsi i diti, uno sì uno no

Sandro Camilleri
LECCARSI I DITI, UNO SÌ UNO NO
pagine 111, brossura dispari, 
Stordito editore, 2016.

Di tutte le bizzarrie letterarie a cui ci ha abituati, questa ultima fatica di Camilleri (Sandro, cugino bizzarro che continua nonostante tutto a scrivere e pubblicare i suoi libri bizzarri, n.d.r.) raggiunge uno dei suoi picchi più alti.
Come lettori ci si trova spiazzati di fronte a un libro composto da sole pagine dispari, e già dal titolo Leccarsi i diti, uno sì uno no avremmo dovuto intuirlo. Il coraggio di rompere gli schemi (e non solo) dell’editoria convenzionale, di lasciare liberi i cavalli della fantasia, non si capisce quanto intenzionalmente, destabilizzando chi legge chi stampa chi scrive, ha fatto di Camilleri (però Sandro) e del suo editore Stordito due figure imprescindibili dal panorama editoriale dell’editoria panoramica.
Detto per inciso, l’editore Pietro Stordito, ultimo di sedici rampolli di una famiglia di caratteristi, cresciuto a pantone e fotolito, estimatore sfegatato del fegato alla veneziana e degli accendini a gas di forma inconsueta, si è trovato più volte quasi a superare l’autore nell’originalità delle soluzioni tipografiche, sfiorando il rischio di rendere inutile la figura stessa di Camilleri (sempre Sandro), ma veniamo ai fatti.
L’ispettore Montalcino si ritrova faccia a faccia con un ex-ladro che ha fatto arrestare qualche anno prima. S’incontrano in un piccolo bar alla periferia di una cittadina di provincia, non importa quale. Camilleri (Sandro, il cugino) quasi mai si dilunga in dettagli geografici, tende anzi alla vaghezza topografica con l’intento, riteniamo, di lasciare al lettore un ampio margine di collocazione della vicenda, come viene più comodo, in base al proprio luogo di residenza e alle proprie preferenze di geografia. Ma torniamo alla storia.

venerdì 12 giugno 2015

Letti per tutti: La dattilografa ceca

Sandro Camilleri
LA DATTILOGRAFA CECA
pagine 213, brossura braille
Stordito editore, 2015.


L’ultima fatica di Camilleri (Sandro, che sarebbe un cugino di Andrea, non sappiamo se si conoscono, di certo sappiamo che sono omonimi), cosa dire di un libro che si è appena finito di leggere, dovendo scriverne una recensione frettolosa che non sarà mai quella giusta, perché ci vuole tempo per ponderare maturare riflettere cercare riscontri rimandi citazioni da citare. Per fortuna non è il nostro caso.
Il libro in questione lo abbiamo trovato scritto con un linguaggio diverso dai precedenti, a tratti incomprensibile, parole smozzicate là dove ci aspettiamo virtuosismi, esse al posto delle zeta, bi al posto delle pi. Non siamo riusciti a comprendere il motivo di tanta sciatteria linguistica – eppure siamo esperti dei libri di Camilleri (però Sandro), li abbiamo sempre trovati se non buoni almeno insoliti – ma questa volta l’autore sembra aver dimenticato le più elementari regole della scrittura e della grammatica.
Ci viene in aiuto il titolo, che l’editore Stordito ha applicato sulla copertina con un autoadesivo, dopo aver finito di stampare le diecimila copie, per un errore di comunicazione tra Camilleri (il Sandro autore) e il reparto grafico Stordito. Diecimila copie potrebbero apparire un numero esorbitante - pare ci sia stato un equivoco tra la segreteria dell’editore e lo stampatore - ma ormai il danno è fatto, tra parenti e amici le copie si riusciranno a piazzare, anche gratis se è il caso.

domenica 31 maggio 2015

Letti per tutti: Il cuscino della suocera

 Sandro Camilleri
IL CUSCINO DELLA SUOCERA

pagine 247, brossura succulenta
Stordito editore, 2015.




L’ultima fatica di Sandro Camilleri (cugino minore di Andrea, dedito alla scrittura di libri gialli noir di discreto successo tra i suoi lettori, n.d.a.) ci porta a vagare per la città insieme all’ispettore Montalcino alla ricerca di un panificio ancora aperto. 
Sono le otto di sera e il motivo di questo vagare disperato sono i carciofini sott’olio, Montalcino li ha presi nella pizzicheria sotto casa, ma ha dimenticato di comprare anche il pane. L’ora è tarda, i negozi del centro sono tutti chiusi. Camilleri (però Sandro) non immagina come questo possa essere successo, visto che lui è l’autore, quindi responsabile del sostentamento dei personaggi, vitto e alloggio, decide gli orari i fatti omicidi suicidi domande risposte, tutto.

Comunque, l’ispettore Montalcino si ritrova senza pane con questo vasetto di carciofini in una borsina della pizzicheria, di quelle biodegradabili che fanno un odore tremendo, ha la nausea, lancia due tre smadonnamenti in direzione nord-nordovest, che lì pensa ci sia la scrivania di Camilleri (sempre Sandro, impegnato a cercare una soluzione per risolvere l’impasse).