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venerdì 26 febbraio 2016

Letti per tutti: Leccarsi i diti, uno sì uno no

Sandro Camilleri
LECCARSI I DITI, UNO SÌ UNO NO
pagine 111, brossura dispari, 
Stordito editore, 2016.

Di tutte le bizzarrie letterarie a cui ci ha abituati, questa ultima fatica di Camilleri (Sandro, cugino bizzarro che continua nonostante tutto a scrivere e pubblicare i suoi libri bizzarri, n.d.r.) raggiunge uno dei suoi picchi più alti.
Come lettori ci si trova spiazzati di fronte a un libro composto da sole pagine dispari, e già dal titolo Leccarsi i diti, uno sì uno no avremmo dovuto intuirlo. Il coraggio di rompere gli schemi (e non solo) dell’editoria convenzionale, di lasciare liberi i cavalli della fantasia, non si capisce quanto intenzionalmente, destabilizzando chi legge chi stampa chi scrive, ha fatto di Camilleri (però Sandro) e del suo editore Stordito due figure imprescindibili dal panorama editoriale dell’editoria panoramica.
Detto per inciso, l’editore Pietro Stordito, ultimo di sedici rampolli di una famiglia di caratteristi, cresciuto a pantone e fotolito, estimatore sfegatato del fegato alla veneziana e degli accendini a gas di forma inconsueta, si è trovato più volte quasi a superare l’autore nell’originalità delle soluzioni tipografiche, sfiorando il rischio di rendere inutile la figura stessa di Camilleri (sempre Sandro), ma veniamo ai fatti.
L’ispettore Montalcino si ritrova faccia a faccia con un ex-ladro che ha fatto arrestare qualche anno prima. S’incontrano in un piccolo bar alla periferia di una cittadina di provincia, non importa quale. Camilleri (Sandro, il cugino) quasi mai si dilunga in dettagli geografici, tende anzi alla vaghezza topografica con l’intento, riteniamo, di lasciare al lettore un ampio margine di collocazione della vicenda, come viene più comodo, in base al proprio luogo di residenza e alle proprie preferenze di geografia. Ma torniamo alla storia.

giovedì 11 febbraio 2016

Letti per tutti: Non corre buon sangue

Sandro Camilleri
NON CORRE BUON SANGUE
pagine 213, brossura emostatica
Stordito editore, 2016.

L’ultima fatica di Sandro Camilleri (Sandro, cugino di Andrea, salito sulla ribalta delle cronache per aver scritto dieci piccoli gialli in un weekend e averci impiegato undici anni per revisionarli, n.d.a.).
Diciamo subito che la storia si svolge in un condominio qualunque di una qualunque provincia. Camilleri (però Sandro) non dice quale sia la provincia, né dove sia il condominio, ma questo importa poco al lettore e influisce niente sullo svolgersi dell’azione.
Che non corra buon sangue tra Montalcino e Camilleri (Sandro, beninteso) lo si capisce a cominciare dal titolo, tutt’altro che enigmatico. Sappiamo come negli ultimi tempi i rapporti tra l’ispettore Montalcino e il suo autore siano stati spesso tesi e inquinati da fatti collaterali. Apriamo una parentesi.
(La crisi dell’editoria cartacea spinge gli editori a escogitare sempre nuovi sistemi per attirare i lettori, nel buono e nel cattivo gusto. Pietro Stordito - rampollo di una famiglia di stampatori, amante della ‘nduia calabrese e delle pipe in radica tailandese -  uomo dalle mille e una risorse nonché editore di Camilleri (sempre Sandro), ha pensato che mettere autore e protagonista l’uno contro l’altro fosse il modo giusto per incrementare le vendite, beh chiudiamo la parentesi).

mercoledì 23 settembre 2015

Letti per tutti: Virgole a colazione

Sandro Camilleri, VIRGOLE A COLAZIONE
pagine 211, senza fissa brossura,
Stordito editore, 2015


L'ultima fatica di Sandro Camilleri (stiamo parlando del cugino meno conosciuto dai più, ma in compenso molto conosciuto tra i meno), una storia piena di virgole, tante virgole, che ne bastavano la metà, quando si dice lo spreco, così tante virgole che si sarebbe potuto scrivere un altro libro, con quelle virgole. Detto questo, c’è da precisare che un libro non si può comporre soltanto di virgole, pur essendo a corto di argomenti. Il nostro Camilleri (sempre Sandro) dopo l’uscita del suo venticinquesimo capitolo della saga dell’ispettore Montalcino, sta attraversando un periodo di crisi ispiratoria - non sappiamo se dovuta all’eccesso di fumo o cos’altro - e ci chiediamo quale  genio di editor gli abbia consigliato, di iniziare intanto, a mettere delle virgole, poi si vedrà. Scorgiamo, forse, in tale comportamento sconsiderato lo zampino sporco di marmellata dell’editore Stordito. Pietro Stordito, editore storico di Sandro Camilleri (il cugino), ultimo erede di una famiglia di stampatori tipografi, malcelatamente incompetenti in fatto di libri gialli noir, amante compulsivo delle cappelle di funghi alla griglia e degli oggetti scolpiti in pietra saponaria – se ne realizzano di bellissimi, dice, su alcune isole dell’oceano Indiano.

domenica 21 giugno 2015

Letti per tutti: Il passo del gambero


Sandro Camilleri
IL PASSO DEL GAMBERO

pagine 222, retrobrossura
Stordito editore, 2015.




L’ultima fatica letteraria di Sandro Camilleri (prolifico cugino di Andrea, prolifico scrittore di libri) parte da un presupposto innegabile, un’opera dell’ingegno umano rimane tale, da qualunque lato si osservi. Questo il motivo, credo, per cui il libro in questione inizia dall’ultima pagina e si sviluppa a ritroso in senso contrario alla lettura occidentale convenzionale. Un manga italo-giapponese senza disegni la cui lettura risulta faticosissima, una soluzione editoriale coraggiosa frutto della vena vulcanica dell’editore Stordito (Pietro Stordito, figlio nipote e pronipote di una stirpe di tipografi, ghiotto di cozze pelose tarantine e raffinato conoscitore del ricamo al tombolo).

Anche l’ispettore Montalcino si trova in disaccordo sulla scelta, l’ideale sarebbe riscrivere il libro invertendo l’ordine delle pagine, riportare l’incipit al suo posto e il finale alla fine, ma il suo appello è rimasto inascoltato: ci tocca leggere al contrario se non vogliamo correre il rischio di conoscere la fine della storia, e sappiamo in un libro giallo quanto questo sia da evitare.

Come se non bastasse, per complicare le cose, Camilleri (sempre Sandro) converte l’assassino in vittima e viceversa. Contro ogni logica di costruzione, la prostituta nigeriana che doveva impersonare il cadavere rinvenuto in un fossato ai margini della strada provinciale (di quale provincia si tratti non è specificato), anziché imputridire all’aria aperta sotto lo sguardo curioso delle nutrie, si ritrova a essere il camionista ubriaco che l’aveva caricata una mezzora prima e, dopo avere compiuto le sue porcherie, l’ha strangolata con la cintura e buttata giù dal mezzo in corsa.

venerdì 12 giugno 2015

Letti per tutti: La dattilografa ceca

Sandro Camilleri
LA DATTILOGRAFA CECA
pagine 213, brossura braille
Stordito editore, 2015.


L’ultima fatica di Camilleri (Sandro, che sarebbe un cugino di Andrea, non sappiamo se si conoscono, di certo sappiamo che sono omonimi), cosa dire di un libro che si è appena finito di leggere, dovendo scriverne una recensione frettolosa che non sarà mai quella giusta, perché ci vuole tempo per ponderare maturare riflettere cercare riscontri rimandi citazioni da citare. Per fortuna non è il nostro caso.
Il libro in questione lo abbiamo trovato scritto con un linguaggio diverso dai precedenti, a tratti incomprensibile, parole smozzicate là dove ci aspettiamo virtuosismi, esse al posto delle zeta, bi al posto delle pi. Non siamo riusciti a comprendere il motivo di tanta sciatteria linguistica – eppure siamo esperti dei libri di Camilleri (però Sandro), li abbiamo sempre trovati se non buoni almeno insoliti – ma questa volta l’autore sembra aver dimenticato le più elementari regole della scrittura e della grammatica.
Ci viene in aiuto il titolo, che l’editore Stordito ha applicato sulla copertina con un autoadesivo, dopo aver finito di stampare le diecimila copie, per un errore di comunicazione tra Camilleri (il Sandro autore) e il reparto grafico Stordito. Diecimila copie potrebbero apparire un numero esorbitante - pare ci sia stato un equivoco tra la segreteria dell’editore e lo stampatore - ma ormai il danno è fatto, tra parenti e amici le copie si riusciranno a piazzare, anche gratis se è il caso.

lunedì 8 giugno 2015

L'ideologia di sinistra di Flavia Vento

La Flavia Vento, indimenticata e ridente starlette sottotavolata presso il programma televisivo di successo Libero, presentato da Teo Mammucari.
La ritroviamo nel sequel della terza serie di repliche rivedute della sit-com “d’amor di vento matta, tutto minuscolo”, una serie che ha riscosso notevoli successi tra la popolazione degli acari della polvere insediati in pianta stabile nelle cuciture delle poltrone. 
Alcuni si ostinano a ritenere che si tratti soltanto di uno scherzo telefonico perfettamente riuscito, che si protrae ormai da anni, in cui la Vento è incappata confusamente e dal quale nessuno riesce a tirarla fuori.
Gira voce che sull’isola dei famosi le abbiano lasciato credere di esserci stata, invece era il solito Teo che l’ha fatta incartare mentre vagava in un centro commerciale alla ricerca di una crema emolliente al latte di cocco.
Secondo i critici velenosi, l’avvento della Vento nei palinsesti televisivi italiani è da attribuirsi esclusivamente alla sua avvenenza fisica, trattandosi di ragazza molto meno avvenente dal punto di vista cerebrale. È una questione di gusti, conosco diverse decine di persone disposte a preferirla su due piedi a qualsiasi scienziata premionobel che si faccia avanti.
La sit-com “d’amor di vento matta, tutto minuscolo” dimostra come la nostra confusa Flavia Vento, pur essendo completamente scomparsa dalle scene, continui a rimanere in qualche modo presente, anche se in una serie televisiva per acari pantofolai e il cui titolo è uno stupido gioco di parole sul cognome della protagonista.
Il problema della sinistra ha cominciato a farsi strada nella mente poco spaziosa della Flavia Vento quando ha notato che, al supermercato, la fila di sinistra era sempre quella meno lunga, poi al momento di pagare il conto ha scoperto che era meglio tornare nella fila più lunga, che era quella di destra, così la ragazza, non per colpa sua, ha sviluppato una spiccata propensione per la confusione destrosinistroide, e scambia in continuazione la sinistra con la destra.

Durante una delle sue frequenti passeggiate tra le aiuole del parco la Vento si è avvicinata al mondo della botanica dichiarando inizialmente la propria simpatia per la margherita, a favore della quale pronuncia il famoso discorso M’ama Non m’ama. 
Il testo viene riportato da numerosi siti internet ed è facilmente rintracciabile su google scrivendo “margherita al vento, tutto minuscolo”, il discorso ha l'aria di essere completamente improvvisato e in realtà lo è, ma ciò che veramente la disturba sono le risate del pubblico, gente sinistra che non capisce le sue battute. 
Scopre così che la botanica non è il suo forte e si dedica proficuamente alla politica, si rivela un’anima candida e si candida alle elezioni sostenendo la presidenza di Francesco Storace. 
Purtroppo un aggravamento del suo stato ha fatto si che, se prima confondeva la destra con la sinistra, adesso confonde la sinistra con la destra che confonde con la sinistra, con il risultato di stare a sinistra pensando di stare a destra e viceversa.
In seguito a questo disturbo destrosinistrodestroide non riesce più a esprimersi con chiarezza, non ricorda mai con quale mano si tiene la forchetta, calcia il pallone con i due piedi contemporaneamente. Se dice una cosa, anche una cosa molto intelligente e pacata e coscienziosa, realistica e documentata, nessuno la comprende, anzi le danno addosso, brutti antipatici prevenuti, senza darle nemmeno il tempo di spiegare. 
La distanza incolmabile che si è venuta a creare tra la Flavia Vento e se stessa, pone la questione della decadenza. I sintomi. La starlette, ignorata dallo star-system, inizia a vaneggiare, scrive componimenti poetici di rara bizzarria, addirittura si ritrova a declamarne alcuni in pubblico, provocando la fuoriuscita di tutti i poeti defunti dalle proprie tombe. Ancora oggi, dopo molti mesi, risultano dispersi Petrarca e Leopardi. 
Questo volevo dire, grazie.

Raimondo Quagliana

domenica 31 maggio 2015

Letti per tutti: Il cuscino della suocera

 Sandro Camilleri
IL CUSCINO DELLA SUOCERA

pagine 247, brossura succulenta
Stordito editore, 2015.




L’ultima fatica di Sandro Camilleri (cugino minore di Andrea, dedito alla scrittura di libri gialli noir di discreto successo tra i suoi lettori, n.d.a.) ci porta a vagare per la città insieme all’ispettore Montalcino alla ricerca di un panificio ancora aperto. 
Sono le otto di sera e il motivo di questo vagare disperato sono i carciofini sott’olio, Montalcino li ha presi nella pizzicheria sotto casa, ma ha dimenticato di comprare anche il pane. L’ora è tarda, i negozi del centro sono tutti chiusi. Camilleri (però Sandro) non immagina come questo possa essere successo, visto che lui è l’autore, quindi responsabile del sostentamento dei personaggi, vitto e alloggio, decide gli orari i fatti omicidi suicidi domande risposte, tutto.

Comunque, l’ispettore Montalcino si ritrova senza pane con questo vasetto di carciofini in una borsina della pizzicheria, di quelle biodegradabili che fanno un odore tremendo, ha la nausea, lancia due tre smadonnamenti in direzione nord-nordovest, che lì pensa ci sia la scrivania di Camilleri (sempre Sandro, impegnato a cercare una soluzione per risolvere l’impasse).

lunedì 11 maggio 2015

Letti per tutti: Uno sporco traffico

Sandro Camilleri
UNO SPORCO TRAFFICO
pagine 211, brossura vulcanizzata
Stordito editore, 2015.


L’ultima fatica di Sandro Camilleri (si tratta del cugino meno conosciuto di Andrea, che da alcuni anni scrive e pubblica dei libri, n.d.a.), una storia gialla che si colora di rosso e lascia fermi tutti per alcuni minuti con il respiro sospeso in attesa del verde.
La città di provincia nella quale è ambientato il romanzo è abitata da automobilisti rissosi e scorretti, sorpassano sulla destra o vedi una motoape che impenna frontalmente, eccetera.
Camilleri (Sandro, non il cugino) semina indizi acuti sull’asfalto nel corso delle prime quattordici pagine, con il risultato di forare le gomme di tutti i cittadini che si trovano a sfogliare proprio quelle pagine. Riesce appena in tempo a sfuggire al linciaggio, per sua fortuna l’intera zona viene chiusa al transito e adibita arbitrariamente a isola pedonale su ordinanza immediata del sindaco, con grande stizza di coloro che rimangono intrappolati al suo interno che si disperano piangono stridono forte i denti. 
Il ritrovamento di un vigile urbano in condizioni di evidente stato confusionale in un caffè-pasticceria fa scattare le indagini. Dopo trenta pagine di avvilimenti e incolonnamenti, l’ispettore Montalcino giunge sul posto. Nel frattempo al vigile confuso si sono uniti altri vigili, preoccupati per il collega, che in attesa dell’arrivo dell’ispettore hanno consumato la colazione e segnato tutto sul conto dell’autore (Sandro Camilleri, che non ha nessuna intenzione di pagare).

domenica 3 maggio 2015

Letti per tutti: Il Vitello grasso


Sandro Camilleri, IL VITELLO GRASSO

pagine 235, brossura vegetale edibile, 
Stordito editore, 2015.





L’ultima fatica di Sandro Camilleri (cugino di Andrea, che ha fatto della popolarità il suo punto di forza, n.d.a.), siamo in un paese di provincia, quale sia la provincia non è specificato, ma ha poca importanza dato che ormai sono state tutte abolite.

Camilleri (Sandro) ha sempre vissuto in un piccolo paese sulla costa siciliana, anche se poi si è trasferito ancora bambino nel capoluogo, lasciando con grande rammarico gli amichetti del pallone e la sua stanzetta di provincia, forse più di un cuoricino infranto tra le compagnette di asilo, ma andiamo avanti.

Il macellaio più conosciuto e corpulento della città, tale Vincenzo Vitello (il cognome può sembrare frutto di un banale e scontato giochetto di parole e invece Camilleri - sempre Sandro - riferisce essere vero), il macellaio, dicevamo, una mattina trova davanti alla porta di casa sua la testa mozzata di una pecora. Tra le scene teatrali di raccapriccio generale sospetta che si tratti di un avvertimento che puzza di carogna, quindi dopo avere servito gli ultimi clienti corre a denunciare il fatto alla polizia.

L’ispettore Montalcino, che per pura casualità si trova nella cittadina sulle tracce di uno sconosciuto che si ostina a chiedere soldi agli sconosciuti, viene incaricato di dare un’occhiata alla faccenda. Prende un appuntamento con il Vitello per l’indomani mattina di fronte al macello comunale, ma quando si reca sul posto trova il Vitello morto ammazzato, avvolto con cura nella pancetta con rametti di rosmarino e un mezzo limone in bocca, infilzato in uno spiedo, tutto ben legato che è un piacere a guardarlo. Il messaggio è più che eloquente, ma il vero messaggio, di carta scritta, si trova piegato nella tasca della vittima imporchettata, "AbBiamo SCannAto il ViteLLo GRassO", firmato da un sedicente gruppo RicetteVegan.

lunedì 27 aprile 2015

Letti per tutti: La legge d'instabilità


Sandro Camilleri, LA LEGGE D’INSTABILITÀ

pagine 231, brossura antisismica, 
Stordito editore, 2015.





L’ultima fatica di Sandro Camilleri (scrittore cugino di Andrea, ma non per questo degno di attenzione, n.d.a.) in cui l’autore costruisce una trama esile sorretta da una struttura leggera che poggia sul terreno incoerente franoso e contraddittorio della narrativa poliziesca d’evasione, con particolare cura per l’aspetto gastronomico.

Quando la sveglia ha svegliato l’ispettore Montalcino a pagina cinquantadue, si sono lette già pagine su pagine di scivoloni, macchie di sugo, schizzi d’olio e di sangue, più un pericoloso cuoco cannibale asserragliato nella cucina del ristorante italo-indiano Beemboo Grasshawtchioo, ma nessuno ha avvertito l’ispettore.

Camilleri (Sandro, il cugino) imbocca la porta del ristorante e si trova a scansare i cocci di un vassoio appena distrutto dal cameriere indo-italiano maldestro (Sai-Mario, si chiama il cameriere), poi dribbla un paio di sedie fuori posto e inciampa sul cadavere dell’ultima vittima, una escort fiorentina, con patate al forno.

domenica 19 aprile 2015

AAS a Scillato




 Ore diciassette, si parte: direzione Scillato, uno dei  comuni che è rimasto raggiungibile dacché la Sicilia si è spaccata in due dopo la caduta del famigerato pilone. Il comune ci ospita, si presenta la raccolta di racconti Mondo Ridens del nostro Raimondo Quagliana. L’atmosfera in viaggio è rilassata, finché qualcuno dice: e se casca un altro pilone? Gli uomini in auto si toccano. No, non lasciate il volante che ci stanno aspettando!

venerdì 17 aprile 2015

A Scillato per Mondoridens - sequel

Scillatesi, stiamo arrivando.
Abbiamo comprato 250kg di banane al costo di Euro 1.10. Considerato le spese di trasporto, raddoppiate dopo i recenti disastri (anche se il pilone non ci riguarda direttamente), il prezzo di vendita sarà di Euro 2.40 al kg. Solo alla madre dell'autore dei racconti di Mondoridens, gentile signora Quagliana, faremo un prezzo di favore (mai sotto i due euro).
I manderini che ci hanno offerto erano stopposi, speriamo in un carico di marzuddi, molto succosi e profumati. A malecose niente. Che tanto a Scillato c'è la sagra dell'arancia, casomai mai mangiano quelle.
Nessuna novità sul piano musicale, la cantante Patrizia Schiera conferma la sua impossibilità a cantare - ma allora che ci viene a fare? beh, farebbe di tutto pur di esserci, così ribadisce.
Sembra invece voler essere presente a tutti i costi l'autore Raimondo Quagliana; gli era stata prospettata la possibilità di intervenire attraverso l'operato di una buona medium in trance, ma lui vuole apparire, gli invasamenti non li gradisce.
Ribadiamo che la presentazione avverrà al parco urbano, entrata via Giolitti, sabato 18 aprile alle 18.00
GD
MondoRidens

giovedì 16 aprile 2015

Tutti a Scillato per Mondoridens

Rassicuriamoci tutti: il pilone gelatinoso non ci riguarda, noi - partendo da Palermo - usciamo prima.
Ma non che la situazione di blocco non abbia creato problemi, infatti - ci è giunta notizia - da qualche giorno le banane e i mandarini del fruttivendolo (che abita a Caltavulturo) non giungono nella tavola della madre dell'autore Raimondo Quagliana. Gli ultimi disastri ci porteranno a fare scorte di frutta per i scillatesi (madre dell'autore compresa).
Insomma, la discesa di AAS su Scillato si profila più una missione umanitaria che una presentazione di libro.
Con il gruppo anche la cantante Patrizia Schiera che però non canterà a causa di un problema alla gola. Si spera nella possibilità di fare un playback.
Peccato.
GD

Per quanto non detto: Scillato, ore 18 del 18 aprile 2015 al Parco Urbano, entrata via Giolitti.
MondoRidens

giovedì 19 marzo 2015

Letti per tutti: L'età celata

Sandro Camilleri, L'ETÀ CELATA
pagine 233, brossura, 
Stordito editore, 2015.



L’ultima fatica letteraria di Sandro Camilleri (si tratta di un cugino del famoso Andrea, a cui è scappato il pallino della scrittura) sembra risentire di tutto il peso della terza età. Sappiamo dal suo biografo personale (Ugo Camilleri, omonimo ma non parente né dell’uno né dell’altro cugino) che l’età di Camilleri (Sandro) si aggira intorno ai sessantacinque anni e tre mesi. Il biografo Camilleri (Ugo, l’omonimo) non riesce a essere più preciso in quanto ha continue difficoltà a incontrare l’autore in persona, ci ha provato più volte nel corso dei decenni passati, ma è stato sempre messo alla porta dal portiere dello stabile o inseguito dai cani prima ancora di avvicinarsi al portone. A queste condizioni è estremamente difficoltoso per Camilleri (il biografo) tracciare una biografia realistica o almeno verosimile di Camilleri (Sandro, non un parente).

Ma andiamo al sodo. Il libro è ambientato in una casa di riposo per anziani autosufficienti dove nottetempo si consumano piccoli delitti. In mancanza di grandi mezzi, gli ospiti vengono trovati cadavere con accanto un piccolo coltellino di plastica, in virtù della teoria che quando si invecchia si ritorna bambini

mercoledì 11 marzo 2015

Letti per tutti: Un secco rifiuto


Sandro Camilleri, UN SECCO RIFIUTO

pagine 239, esterno cartoncino plastificato, interno carta riciclata, 
Stordito editore, 2015.



L’ultima fatica di Camilleri (Sandro, cugino più giovane di Andrea, ma non per questo meno degno di nota, n.d.a.) rievoca la giovinezza dell’ispettore Montalcino, un periodo in cui, non ancora protagonista popolare di una serie di libri gialli, raccoglieva rifiuti da parte delle ragazze che invitava a uscire.

Ma torniamo alla trama. Un pericoloso piromane vaga per la città appiccando fuoco ai cumuli d’immondizia abbandonati sui marciapiedi. Di questo fatto Montalcino si rammarica con il lettore, poi anche con l’autore (Camilleri, però Sandro) che ultimamente non lo tiene in considerazione e lo mette in mezzo a delle storie poco pulite.

Per amore di verità, corre obbligo riferire che la vera colpa di questo comportamento è dell’editore Carlo Stordito, un uomo che abbiamo imparato a conoscere insieme ai libri di Camilleri (sempre Sandro), erede di una stirpe di tipografi, amante delle polpette fritte e degli applausi al pilota all’atterraggio, un uomo che ha sposato il mestiere dell’editore con grande spirito di sacrificio, lo stesso sacrificio che pretende dai suoi uomini.

martedì 24 febbraio 2015

Letti per tutti: L'intonso


Sandro Camilleri, (...)

pagine 209, brossura non rifilata, 
Stordito editore, 2015.





L’ultima fatica di Camilleri (parliamo di Sandro, un cugino di Andrea, meno noto nell’ambiente dell’editoria e anche in altri ambienti, n.d.a.). Un libro che da solo vale la  visita in libreria, direbbe il recensore benevolo nell’intento di assegnare una misura al suo gradimento, ma la storia della letteratura ci insegna che non sempre è così.

Ci sentiamo di definire questo romanzo giallo noir, appartenente alla lunga serie delle indagini dell’ispettore Montalcino, ci sentiamo di definirlo un piccolo gioiello sperimentale nel campo inflazionato dell’editoria italiana, estera e non.

Ma partiamo dall’inizio, proprio dal titolo del volumetto che risulta omesso (chi scrive, ma solo per continuità redazionale, gli ha assegnato arbitrariamente un titolo provvisorio). Al di là delle acrobazie creative dell’editore Pietro Stordito, noto soprattutto per il suo modo eccentrico di gestire le pubblicazioni di Camilleri (sempre Sandro), erede attempato di una famiglia di stampatori di provincia, amante dei tendaggi damascati e della pizza di scarola, al di là di questo, dicevamo, pare che l’omissione del titolo sia dovuta a una volontà ben precisa dell’autore (Camilleri, Sandro) il quale ha preferito mantenere il riserbo fino all’ultimo, ha evitato di rilasciare dichiarazioni preventive e dare in pasto ai media anticipazioni compromettenti. Questo atteggiamento scaramantico esasperante ha fatto sì che il libro sia andato in stampa senza che il titolo fosse mai rivelato, nemmeno al grafico della casa editrice.

lunedì 16 febbraio 2015

Letti per tutti: Una fine prematura


Sandro Camilleri, UNA FINE PREMATURA

pagine 219, brossura , Stordito editore, 2015.





L’ultima fatica di Sandro Camilleri (il cugino meno famoso di Andrea, n.d.a.) ci accompagna nell’atmosfera torbida che deriva da una situazione stagnante da mesi, gli indizi sono inconsistenti, sospesi tra le righe in un esasperante moto browniano.

L’ispettore Montalcino è sulle tracce di un presunto serial killer le cui vittime, tutte aspiranti suicide, vengono ritrovate vive, piene di buonumore e voglia di vivere. Questo fa imbufalire l’ispettore e il killer e ancora di più l’autore Camilleri (sempre Sandro), il quale non ha la minima idea di cosa stia succedendo.

Come crediamo di non avere mai detto, la musa ispiratrice del nostro Camilleri (il nostro sarebbe quello di nome Sandro, n.d.a.) è stata in questo caso specifico la sua governante, una signora di sessantadue anni che ogni mattina e ogni sera gli ricorda quanto sia stufa della vita grama che fa e gli enumera tutti i problemi di famiglia e di salute. Una tipa così, ha sempre pensato Camilleri (però Sandro), ma perché non si spara?

lunedì 9 febbraio 2015

Letti per tutti: Il Conciliatore


Sandro Camilleri, IL CONCILIATORE
pagine 233, file pdf, Stordito editore, 2015.





L’ultima fatica di Sandro Camilleri (si tratta di un cugino di Andrea, da tempo dedito alla scrittura di libri e altro, n.d.a.) il cui filo conduttore a prima vista sembra essere quello di sempre. La storia inizia da pagina uno e procede senza sosta fino all’ultima pagina, catturando l’attenzione di chi legge.
Mentre siamo impegnati a seguire le vicende raccontate nelle 233 pagine, l’ispettore Montalcino si trova seduto nel suo ufficio, immerso nello studio di un fascicolo riguardante l’omicidio di un piccolo editore di provincia perfido e ignorante e avido di denaro.
Il lettore della domenica non avrà di che meravigliarsi, ma chi segue ormai da tempo con attenzione la feconda bibliografia di Camilleri (sempre Sandro, ovviamente) non può non accorgersi di alcune analogie che accomunano la vittima alla figura di Pietro Stordito, erede di una famiglia di stampatori di provincia, amante delle bruschette al patè di olive nere e del calciobalilla e che già conosciamo perché editore delle opere di Camilleri (però Sandro).
L’editore non gradisce la maniera in cui l’assassino ha cercato di ricomporre la sua salma dopo il delitto e si rifiuta di stampare il libro, creando un precedente inaspettato e una crepa nel rapporto finora ineccepibile con l’autore Camilleri (Sandro).

lunedì 2 febbraio 2015

Letti per tutti: Strappare lungo il tratteggio


Sandro Camilleri, 
STRAPPARE LUNGO IL TRATTEGGIO
pagine 231, brossura con fustella, 
Stordito editore, 2015.





L’ultima fatica di Sandro Camilleri (Sandro, non so se l’ho già detto, è il cugino di Andrea, n.d.a.), una storia che avvince e cattura il lettore sin dal frontespizio.

L’ispettore Montalcino avanza in una palude con i pantaloni arrotolati al ginocchio e le scarpe in mano. Camilleri (Sandro, non Andrea) gli concede due pagine intere di bestemmie più una per tirare via il piede da una buca di fango che è meglio non leggere.

Nella penombra vaporosa di miasmi della foresta di mangrovie si nasconde uno dei più efferati trafficanti di borse cinesi - il trafficante è italiano.

Montalcino lo segue da due giorni senza riuscire a raggiungerlo, forse, viene da pensare, anche a causa del vantaggio che gli ha concesso l’autore (si tratta sempre di Sandro, il cugino, n.d.a.). Lo ha lasciato fuggire a pagina tre, poi ha allertato l’ispettore solo a pagina venticinque, si può capire quindi tutto l’astio e l’incazzatura di Montalcino che arranca, s’infanga, affonda, smadonna.

Non c’è niente da fare, si tratta di una distanza incolmabile, Montalcino si rende conto che è impossibile recuperare solo con i mezzi propri, è snervante dipendere dalla leccata di dita di un lettore sull’orlo della pennichella.

sabato 17 gennaio 2015

La notte nazionale del liceo classico


Grande evento culturale ieri sera all'Istituto F.Scaduto di Bagheria: la "notte bianca" della cultura, organizzata insieme a più di 100 istituti di tutta Italia. Mostre fotografiche, cineforum, presentazioni di libri, interviste, poesie, letture, musica e concerti. Presenti i ragazzi di Amnesty International che raccoglievano le firme per la salvezza del giovane Raif, condannato a 10 anni di carcere e 1000 frustate per avere insultato l'Islam nel suo blog. C'erano professori, studenti, ex studenti, amici, amici degli amici, tutti insieme fino alle 24. L'istituto scolastico aperto per tutta la sera. Penso, con un po' di nostalgia, che cose così ai miei tempi non se ne organizzavano. Che peccato! È un'idea innovativa potere condividere a distanza momenti di aggregazione sociale e di crescita culturale, mostrando modi differenti di fare cultura, soprattutto divertendosi. C'era un bel numero di gente, in movimento composto e interessato. C'eravamo anche noi di Apertura a Strappo.
Presto giriamo da qui che la strada è bloccata, entriamo nel parcheggio della scuola. Dobbiamo scaricare l'occorrente: casse, asta, microfono, leggio. Dai, che è tardi. "Scatafollatevi" dalla macchina, urla una di noi, fa una delle sue solite battute - ve l'ho detto in greco - e scoppiamo tutti a ridere. Troviamo gli altri già lì. Cominciamo a provare, sposare luce, audio e video sembra facile. Non si sente bene! Filippo, capo orizzontale, apre le finestre. Alcuni pensano sia in preda ad un attacco di andropausa, ma poi ci spiega che deve uscire la eco, così la voce non rimbomba e l'audio diventa perfetto. Domani tutti con la polmonite, pronti a sacrificarci per il fine. Poi osserva, cerca la causa dell'audio malfunzionante e trova il cavo staccato. - Non ci vede più dalla fame - penso io. Lui chiude la finestra. Cominciamo a leggere. Brani esilaranti, frizzanti, ironici, la gente ride. Opere di bene: ribaltiamo alcuni classici della letteratura, spieghiamo l'arte a chi non ci vede e facciamo ridere chi potrebbe essere triste. Ci aiutano Laura e Sara e i quadri proiettati sulla parete. Nina prende a cinghiate Raimondo che si mette pure la mascherina, Valeria fa la gnocca lombarda con accento simulato perfetto, Federico si fa Il selfie alla Dorian Gray, Filippo Il micio maculato, Lucia in Minigonna rossa. Vola qualche passero, ci vuole un Matrimonio riparatore e 120 Pomeriggi di Lourdes. Sembra di stare in famiglia, leggiamo e ci divertiamo; ci ascoltano e si divertono. Arriva gente nuova, si alterna, si incrocia. Ehi come stai? Visi di gente che già conosciamo incontrano i nostri, felice di rivederti - e lo siamo davvero. Alcuni ci guardano e si innamorano di noi, fanno domande, ci vogliono conoscere. Applausi e complimenti. Scambio di mail.

Leggiamo dalle 18,30 fino alle 22: saluti, ringraziamenti, alla prossima. Ci invitano a degustare, e ci ricordiamo che non abbiamo cenato. All'interno della notte bianca c'è anche da bere e da mangiare, banchetti offerti e a disposizione di tutti. Si tratta proprio di una bella iniziativa, ben organizzata e ben riuscita. La musica continua.
Dulcis in fundo momento comune, la lettura dello stesso Notturno di Alcmane: "Dormono le cime dei monti e le gole, i picchi e i dirupi, e le schiere di animali, quanti nutre la nera terra, e le fiere abitatrici dei monti e la stirpe delle api e i mostri negli abissi del mare purpureo; dormono le schiere degli uccelli dalle ali distese".
Versi letti contemporaneamente in tutti i licei d'Italia che hanno condiviso "la notte bianca" della cultura. In agorà. Insieme.

Nina Tarantino