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mercoledì 18 novembre 2015

La culturalità nel Territorio

Gli uomini che portano avanti la culturalità nel territorio – gli Esponenti di Culturalità di secondo livello -, di Esercito e di Organizzazione non parlano se non nei termini che tutti già conoscono: le due entità presentano un’ala accettabile e una ripugnante, è facile impiantare discorsi di carattere astratto che tacciano di ripugnanza l’ala ripugnante dell'Organizzazione e di bontà infinita l'area accettabile dell'Esercito, così da creare una convergenza innegabile, condivisa, ovvia. Ma questi discorsi – impiantati se proprio non se ne può fare a meno (e comunque su sollecitazione) -, di solito vengono trascurati a favore di tematiche naturalistiche e monumentali. 
Le espressioni artistiche - degli Esponenti della Culturalità sia di primo che di secondo livello -  riguardanti il territorio riflettono storie rurali di povera gente che mungeva le mucche, che si affaccendava nel coagulare ricotta tra mosche e miseria e sudore (storie lacrimose che producono orgoglio identitario), o raccoglieva cicoria montagnola – queste elaborazioni risultano gradite soprattutto ai giapponesi che così dicono guarda, fanno la ricotta e raccolgono cicoria montagnola questi che stanno nel territorio, molto affascinante. 
Gli Esponenti della Culturalità di secondo livello sono spesso professori delle istituzioni scolastiche locali, spetta a loro dare il buon esempio, nonché l’onere della formazione di un pensiero non critico che spinga, nel tempo, al rispetto delle entità dominanti. 
Gli argomenti spinosi che riguarderebbero il territorio sono tali alle bandierine dello slalom degli sciatori. Bisogna scansarle.
A tal uopo hanno elaborato un buon metodo che non reca alcun fastidio all'Organizzazione: esaltano solo gli Esponenti dell'Esercito martirizzati e ne supportano  la sublimazione. 
Sia noto che i canoni della culturalità locale furono definiti prima che sorgesse il territorio. Il primo canone recita che l’oratoria deve essere abbondante nelle forma, vuota nel contenuto. 
L’estetica del bidone.

Giorgio D'Amato

lunedì 30 marzo 2015

AAS al Bobez - editori allo scoperto

Non c'è campo, siamo isolati dal mondo dei social, al Bobez galleria d'arte, che si snoda in un grande ambiente seminterrato nel cuore di Palermo. Riscopriamo la conversazione, tocchiamo i libri, li sfogliamo, rispondiamo alle domande dei visitatori.
Ci si muove tra sculture particolarmente interessanti, finalmente plasticità al maschile (del nudo femminile siamo saturi), dipinti di Ignazio Schifano, talentuoso artista le cui opere rendono meno disadorne le pareti della galleria, libri, scrittori, editori e ospiti.
Il primo banchetto è il nostro, Aas press, con i nostri libri autoprodotti e le borse con i pelati che ricordano il genio di Andy Warhol,  in Sicilia il pelato ha il suo perché, Andy è arrivato dopo.
Siamo in tanti, ciascuno con le proprie peculiarità, è questa la ricchezza dei gruppi. A seguire le altre case editrici, incontro amici che da virtuali divengono reali, "mi piace" glielo dico in faccia. L'obiettivo è fare rete, le piccole case editrici indipendenti contro gli squali mangiatutto. Lo abbiamo scritto nel manifesto affisso ai muri, speriamo che i lettori stiano dalla nostra parte.
Federico ed io assistiamo al Reading che fa da apri pista ai vari momenti culturali, ascoltiamo delle letture tratte da un testo edito da Spazio Cultura, con Nicola Macaione, abbiamo già collaborato, la divulgazione della lettura, fare cultura sono progetti che ci accomunano.
Incontrare gli scrittori che ci mettono la faccia per noi è normale. Qualcuno si complimenta per la scelta grafica dei nostri volumetti, orgogliosi del nostro Raimondo Quagliana, c'è amore per il libro, dalla prima riga di inchiostro all'ultima di copertina. I libri non sono prodotti da esporre negli scaffali dei supermercati, e le librerie dovrebbero restare tali. In fondo alla galleria c'è uno studio d'arte, avverto l'odore delle vernici della trementina, tra libri, entusiasmo e voglia di fare, in questo luogo ci siamo sentiti a casa.

Adele Musso

mercoledì 4 febbraio 2015

SiciliaWeekend a zonzo per la Sicilia


Natura, cultura, cibo. Se dedicassimo un weekend a scoprire ogni ricchezza siciliana sotto questi aspetti non basterebbe una vita. Eppure è proprio questo che da alcuni anni fa lo staff della testata giornalistica
SiciliaWeekend.info: vivere gli itinerari in prima persona prima di proporli ai propri lettori. Per questo leggere SiciliaWeekend può essere piacevole oltre che utile per le prossime escursioni: vi è un parlare di turismo in cui si può percepire chiaramente la passione di chi scrive. Tanto che da ieri, 4 febbraio, SiciliaWeekend è anche un'associazione culturale il cui scopo è andare a zonzo per la Sicilia, con un occhio particolare ai bambini.
"Ai lettori - afferma Dario La Rosa, direttore di SiciliaWeekend.info - oltre all'emozione di un articolo, occorre dare anche la possibilità di toccare con mano ciò di cui si parla, ovvero le meraviglie di Sicilia da vivere durante un weekend".
A titolo gratuito, ci si potrà unire in escursioni alla scoperta di antichi riti, ricette inusuali, paesaggi incredibili. Si comincia sabato 21 febbraio con l'inaugurazione: un insolito mini tour a Palermo, prima tappa lo Spasimo per visitare la mostra fotografica della Fondazione The Brass Group "Le stanze del jazz", da lì si proseguirà verso il mercato della Vucciria per una sosta caffè all'interno di una storica torrefazione artigianale e infine verso la galleria d'arte contemporanea. E poi, in un primo calendario che va da marzo a luglio, degustazioni di cannoli e miele biologico (22 marzo), trekking a Capo Zafferano (19 aprile), raccolta dei capperi a Favignana (10 maggio), visite sui Nebrodi (24 giugno), picnic a Ficuzza (12 luglio). E i bambini? Coloreranno sassi a Sant'Elia (7 giugno), si occuperanno di un orto in vaso (12 aprile), costruiranno aquiloni (17 maggio). Queste sono solo alcune delle attività proposte, in una Sicilia che tenta di (ri)scoprirsi attraverso l'appassionato lavoro delle associazioni.
Valeria Balistreri
Per prenotazioni e informazioni potete chiamare o inviare un sms/Whatsapp al 3283136852 o scrivere all'indirizzo mail associazionesiciliaweekend@gmail.com

sabato 17 gennaio 2015

La notte nazionale del liceo classico


Grande evento culturale ieri sera all'Istituto F.Scaduto di Bagheria: la "notte bianca" della cultura, organizzata insieme a più di 100 istituti di tutta Italia. Mostre fotografiche, cineforum, presentazioni di libri, interviste, poesie, letture, musica e concerti. Presenti i ragazzi di Amnesty International che raccoglievano le firme per la salvezza del giovane Raif, condannato a 10 anni di carcere e 1000 frustate per avere insultato l'Islam nel suo blog. C'erano professori, studenti, ex studenti, amici, amici degli amici, tutti insieme fino alle 24. L'istituto scolastico aperto per tutta la sera. Penso, con un po' di nostalgia, che cose così ai miei tempi non se ne organizzavano. Che peccato! È un'idea innovativa potere condividere a distanza momenti di aggregazione sociale e di crescita culturale, mostrando modi differenti di fare cultura, soprattutto divertendosi. C'era un bel numero di gente, in movimento composto e interessato. C'eravamo anche noi di Apertura a Strappo.
Presto giriamo da qui che la strada è bloccata, entriamo nel parcheggio della scuola. Dobbiamo scaricare l'occorrente: casse, asta, microfono, leggio. Dai, che è tardi. "Scatafollatevi" dalla macchina, urla una di noi, fa una delle sue solite battute - ve l'ho detto in greco - e scoppiamo tutti a ridere. Troviamo gli altri già lì. Cominciamo a provare, sposare luce, audio e video sembra facile. Non si sente bene! Filippo, capo orizzontale, apre le finestre. Alcuni pensano sia in preda ad un attacco di andropausa, ma poi ci spiega che deve uscire la eco, così la voce non rimbomba e l'audio diventa perfetto. Domani tutti con la polmonite, pronti a sacrificarci per il fine. Poi osserva, cerca la causa dell'audio malfunzionante e trova il cavo staccato. - Non ci vede più dalla fame - penso io. Lui chiude la finestra. Cominciamo a leggere. Brani esilaranti, frizzanti, ironici, la gente ride. Opere di bene: ribaltiamo alcuni classici della letteratura, spieghiamo l'arte a chi non ci vede e facciamo ridere chi potrebbe essere triste. Ci aiutano Laura e Sara e i quadri proiettati sulla parete. Nina prende a cinghiate Raimondo che si mette pure la mascherina, Valeria fa la gnocca lombarda con accento simulato perfetto, Federico si fa Il selfie alla Dorian Gray, Filippo Il micio maculato, Lucia in Minigonna rossa. Vola qualche passero, ci vuole un Matrimonio riparatore e 120 Pomeriggi di Lourdes. Sembra di stare in famiglia, leggiamo e ci divertiamo; ci ascoltano e si divertono. Arriva gente nuova, si alterna, si incrocia. Ehi come stai? Visi di gente che già conosciamo incontrano i nostri, felice di rivederti - e lo siamo davvero. Alcuni ci guardano e si innamorano di noi, fanno domande, ci vogliono conoscere. Applausi e complimenti. Scambio di mail.

Leggiamo dalle 18,30 fino alle 22: saluti, ringraziamenti, alla prossima. Ci invitano a degustare, e ci ricordiamo che non abbiamo cenato. All'interno della notte bianca c'è anche da bere e da mangiare, banchetti offerti e a disposizione di tutti. Si tratta proprio di una bella iniziativa, ben organizzata e ben riuscita. La musica continua.
Dulcis in fundo momento comune, la lettura dello stesso Notturno di Alcmane: "Dormono le cime dei monti e le gole, i picchi e i dirupi, e le schiere di animali, quanti nutre la nera terra, e le fiere abitatrici dei monti e la stirpe delle api e i mostri negli abissi del mare purpureo; dormono le schiere degli uccelli dalle ali distese".
Versi letti contemporaneamente in tutti i licei d'Italia che hanno condiviso "la notte bianca" della cultura. In agorà. Insieme.

Nina Tarantino

giovedì 18 settembre 2014

Il Festival Fringe di Edimburgo: busker ma non solo

Il Festival Fringe, che esiste non soltanto a Edimburgo ma in moltissime altre città del mondo (anche in Italia!) non coinvolge solo artisti di strada ma è un’esplosione di spettacoli al chiuso e all'aperto, ovunque un artista – di qualsiasi tipo – possa fermarsi e esibirsi davanti a un pubblico. Qualsiasi locale in grado di trasformarsi in un teatro, pur se angusto, ospita uno spettacolo: nell'edizione del 2014 se ne sono tenuti 3193, per un totale di 49497 performance. Tutto dal 1 al 25 agosto, e nello stesso mese si svolgono altri undici festival. La popolazione della città raddoppia, ai locali dove si tengono gli show viene dato un numero per identificarli, spesso serve una mappa nonostante il centro sia abbastanza piccolo per una capitale. Tutto ciò rende la via principale, la Royal Mile, un sacchetto di persone sottovuoto stretto e lungo che per percorrerla tutta ci si mette mezz'ora (non è poi tanto lunga: mezzo del miglio annunciato dal nome), non solo per la confusione: nel frattempo si è distratti da giocolieri, mimi, cantanti, musicisti, cori a cappella, guerrieri maori, ballerini di tango, gente con materasso e tutto coricata per terra che pubblicizza uno spettacolo intitolato Sonnambulo o qualcosa del genere e una tizia con kilt e cresta alla moicana che fila la lana e molto altro ancora. Ah, e le cornamuse. Tante, tante cornamuse.