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venerdì 24 aprile 2015

L'arte spiegata ai non vedenti: La matta del tonno, di Renato Guttuso



In questo quatro di Guttuso, non vi fate illusioni, ci sono storie di sesso, parliamoci chiaro. Qua non c’è un cavolo da fare, mica possiamo stare a guardare i comignoli che fumano o i vulcani che si incacchiano!  La noia ci uccide mentre stiamo a contare pesci e sardine, a noi piacciono i tonni e i pesce spada, e belli grossi per giunta. 

mercoledì 15 aprile 2015

JE SUIS PILONE


Lupi a casa, ora alle infrastrutture abbiamo Graziano Delrio. Per rispetto suo Ciucci lascia la presidenza dell'Anas. Mi dimetterò promette, la solita tiritera mi dimetto/non mi dimetto, ci penserò e intanto qua nella mia isola crolla tutto. I ponti, le strade siciliane non si reggono più, cadono viadotti, piloni e i collegamenti finiscono a mare. Frane e deviazioni! Non esiste un viagra edile da mescolare a calce e tufo, che così i nostri ponti si mantengono belli rigidi e fermi?  

lunedì 6 aprile 2015

L'arte spiegata ai non vedenti: 8 ragazze per me, di Renato Guttuso




In questo quatro che voi non potete  vedere ci stanno delle donne nude. Sono  tinte, da colori vivaci.
Si stanno preparando per lui, per il loro pittore. Per me questo quatro Guttuso lo doveva intitolare 8 ragazze per me, posson bastare. Schifiu, una più porca dell'altra senza mutande e dignità; esporsi così, tutte spugghiate davanti a migliaia di gente che viene e che va.

giovedì 2 aprile 2015

CINQUANTA SFUMATURE DI GRIGIO - il film, il libro

Best seller e ora anche film.
Mi faccio prestare il libro da un amica. Sono curiosa e comincio a leggere: - Mi guardo allo specchio, arrabbiata e delusa. Al diavolo i miei capelli, che non vogliono saperne di stare a posto. Non devo più andare a letto con i capelli bagnati. La mia unica possibilità legarli con una coda. Già dall'incipit si nota il cattivo rapporto che la protagonista ha con i suoi capelli. Poteva risolvere la situazione con 50 sfumature di colore, che ne so, 50 colpi di sole o qualche allungamento. No, ha pensato di scrivere un libro e di farsi Mrs Grey. Continuo a leggere: qui si esplora il rapporto tra lei che è una ragazza e un uomo. Lei studia, lui è milardario. La scrittrice a lei ha dato il nome Anastasia, la sorella cattiva di Cenerentola, a lui ha regalato un nome elegante, Christian dai suoni onomatopeici. Lui sicuro di sè, educato, preparato, attraente, alto, ben vestito, ricco, potente, libero e sessualmente attivo. Lei, impacciata, impedita, imbarazzata, scoordinata, malvestita, buffa, confusa, goffa, e pure vergine -  il clone di Santa Maria Goretti!

martedì 31 marzo 2015

AAS alla fiera delle palme

Corso Umberto a Bagheria diventa un serpentone di stand e bancarelle. La fiera delle Palme l'hanno chiamata. Vasta esposizione di artigianato e prodotti tipici, organizzata dall'Associazione di volontariato Futuro Anteriore. Tra hobbisti e produttori ci siamo anche noi di AAS che facciamo libri. Noi li esponiamo su un tavolo in legno, una coperta a striscie, li stendiamo su due cordicelle di fortuna da un angolo all'altro del nostro gazebo, i nostri block notes in bella vista.
Offriamo le nostre letture, ci confrontiamo, scambiamo pareri e due chiacchiere amichevoli, otteniamo consensi dalla gente. E la gente si ferma incuriosita, ci guarda, ci cerca, si ricorda di noi, di averci già visti, già letti, ci ascolta, è già un successo per noi. Un cielo nuvoloso ci accoglie ma poi il vento lascia spazio al sole: due bellissime giornate calde di emozioni. Sei una ciara gazebi, urla una ragazza che si trova due stand più avanti a noi, e mi viene da ridere. Accanto a noi Tamara che ha organizzato tutto l'evento con il suo stand, la sua associazione, le sue marmellate e biscottini a forma di cuore e non. Noi di AAS e i nostri libri. Rivediamo con piacere chi già conosciamo e con qualcuno abbiamo già avuto il piacere di collaborare, conosciamo anche persone nuove che ci colmano di attenzione. Allargare il cerchio delle nostre conoscenze, distribuire parole scritte, pensieri, trovare chi come noi nutre passione per la lettura e la scrittura è fonte di grande entusiasmo per noi di AAS, linfa di crescita preziosa. Mentre alcuni di noi liberano parole, offrono letture, Giorgio in una estemporanea di pittura dipinge un quadro per AAS. Ci sta una bella latta di pomodoro che ci rappresenta e tutti ammirano. Lo porteremo con noi, come foto del momento.
Nel pomeriggio un gruppo folk di Monreale anima il corso con danze e canti popolari.
Noi di AAS offriamo uno spazio di letture che coinvolgono molto il pubblico. La cassa, il microfono, il leggio, si legge! Per la nostra Arte spiegata ai non vedenti proiettiamo anche delle immagini. La gente ci ascolta e ride, e ridiamo anche noi. Noi di AAS.
Nina Tarantino



venerdì 20 marzo 2015

Je suis Lupi

In Parlamento, seduto. Da solo. Ho perso la fiducia di tutti. A Montecitorio non mi volete più! Fuori! E mi puntate il dito contro! Non ho dove appoggiarmi! Morte sicura per me? Neanche tu Renzi mi vuoi? Ma tu cu si?
JE SUIS LUPI. Io non sono indagato! Io non ho fatto nulla di male! Io non me ne vado! Non ci penso proprio! Io nella politica ci metto passione. Non me ne voglio andare!

Lupi, vengo lì e ti ammutto io! Non voglio rischiare un'altra crisi! Lasciamo perdere l'orologio di tuo figlio, un regalo. Molla l'osso! E certo che lo capisco quanto sia importante per un padre vedere il proprio figlio sistemato, trovargli un lavoro. Capisco. Capisco che è un furto, hai ragione 447 euro per fare andare la mogliettina da Milano a Bari sono troppi! Capisco. Ora però sloggia! Amunì, susiti dalla poltrona. Con le buone. Oggi 19 Marzo. Ti piacciono le sfinci di San Giuseppe? Mangiane una, - te la porto io - che ti fai la bocca dolce e accura a non sporcare ancora la poltrona, dai! Dimettiti! Vuoi chiarire la tua situazione? Ci penso io ad interrogarti! Vengo lì! Prenoto il primo volo a tuo nome, subito disponibile, che sei Ministro dei trasporti. Poi prendo un taxi, uso ancora il tuo nome, vengo subito! A du priezzu! Sono arrivata per fare luce sulla faccenda. I punti interrogativi mi fanno incazzare. Mi dimetto/non mi dimetto? Deciditi! 
IO SONO INCAZZATA! SONO MOLTO INCAZZATA! Un ponte che finalmente unisca la mia Sicilia all'Italia. Dov'è? Il sogno sullo stretto - Quantu ni custò? La crisi dell'Alitalia e Meridiana, comu finì? Tu che sei ministro delle infrastrutture e dei trasporti, conosci la risposta? E mentre ti interrogo, tu lo senti il tacco del mio stivale sui tuoi stinchi.
Ti punto un faro negli occhi, e ti faccio interrogatorio di terzo grado. L'altro stivale. Sapremo la verità! Ora ti vuoi dimettere?

Nina Tarantino

mercoledì 18 marzo 2015

Je suis Battiato

Al Petruzzelli di Bari, sul palco. Alla fine di uno dei miei concerti. Mentre stringo la mano al pubblico inciampo su un monitor. L'ultima esibizione del mio tour finisce accussì! Cantavo Voglio vederti danzare, e dovevo ballare anche io, mostrare a tutti i miei passi di danza, e invece carivu e mi spaccavu un femore, il sinistro!

JE SUIS BATTIATO. 
Madonna è caduta con il mantello, pure firmato, io su una cassa monitor, che sono un musicista! Madonna si è rialzata di scatto sul palco e ha continuato a cantare. Io arristavu ciunco; ci vorrebbe un miracolo anche per me! E forse quello che mi è capitato è anche colpa di chi ci stava in Parlamento, quante troie che c'erano, e non mi volevano assessore al turismo in Sicilia, - ca pigghiavu a tutti 'pi latri e pi buttane; e ora mi pensano e mi picchìanu! 
IO SONO INCAZZATO! Botta ri sali a me che me ne sono andato via, io là dovevo restare, tutto intero in Parlamento!
Botta ri sali a chi mette 'sti monitor piedi piedi! Cu fu? Cercherò tra i tecnici, scoprirò chi c'era nello staff!
Se ti incoccio ti fazzu vedere L'era del cinghiale bianco! Ti fazzu fare La fine di un cammello in una grondaia! Se mi rumpivu Il Centro di gravità permanente, ti fazzu nuovo! Non può finire così la mia Stagione dell'amore!
Se ti incoccio...per colpa tua: Operato. Mi hanno attaccato tre viti al titanio. Starò seduto per tre mesi. SONO TROPPO INCAZZATO! E ti vengo a cercare! Cuccurucù, qua sono!
Ti afferro, ti spezzo l'osso del collo, ti cambio i connotati. Ti sconzo La Fisiognomica. Ti tiro le stampelle! Poi ti fazzu un autografo!
'Ni viriemu in ortopedia! (Va pagati 'u ticket!)





Nina Tarantino

giovedì 12 marzo 2015

Je suis Legà

Chiude La Padania - il quotidiano leghista spacciato né in edicola, né on line. 
Morto a 18 anni. 
Che farò ora sul treno durante quei dodici minuti che mi riportano a casa? Salvini dice che è tutta colpa di Renzi e del suo governo che taglia l'editoria. 
La sua strategia del bambole non c'è un euro mi ha proprio stufato. Un taglio qua e uno là, e così pareggi i tuoi di conti! Vallo a dire a tua sorella! Urlo mentre mi agito e decido cosa fare. 
Prendo il primo volo disponibile - tariffe basse con la Ryanair. Vengo lì. Ho imbarcato una cesoia che u 'zu Totò mi ha prestato, tanto non è tempo di tagliare pale di ficodindia. IO SONO INCAZZATA, un taglio netto pretendo!
Sono lì a Palazzo Montecitorio. Renzi ti ho trovato. Comincio a tirare, ti fazzu allungare i capiddi, che ancora dopo quarant'anni ti ritrovi in testa; mi aggrappo con tutta la forza: Ti faccio vedere le stelle a mezzogiorno.
Tiro fuori la cesoia e ti tagghiu tutto, i capiddi ciocca per ciocca, a uno a uno! Pelato ti voglio lasciare. Con 100 buchi sui vestiti! E ora comincio con le testate, tante, una per ogni testata giornalistica che chiude i battenti. 
IO RIVOGLIO IL GIORNALE! URLO, Voglio la mia libertà all'informazione.

Antonella Tarantino

domenica 1 marzo 2015

Je suis madonna


Brit Awards,  milioni di persone a guardarmi. Dopo 20 anni torno su questo palco. Sulle mie spalle un lungo mantello nero dall'interno rosso firmato Armani. Mentre canto in mezzo ai riavuli, scivolo all'indietro di ben tre gradini, - per il padre,  il figlio e per lo spirito santo. Cado davanti a tutti. Per un attimo penso a chi ha firmato il mantello che indosso, - non sarà 'sta mummia di stilista a portare attasso? 
Armani sei una chiavica con le misure! 

giovedì 26 febbraio 2015

je suis kebab

La terra è ferma, non gira attorno al sole, lo dico io che sono un teologo musulmano. Un imam...
Chi? Ma cu si? 
Leggo la notizia e già mi girano. Anche la testa mi gira! Penso alle nostre cose, e vi dico che noi uomini ne abbiamo di cose che girano e che facciamo girare. Anche voi musulmani ne avete. 
Fra le cose musulmane che girano la più conosciuta al mondo è il Kebab, carne alla griglia, carne che gira.
Ma che Kebab e Kebab! Mi girano l'uocchi solo a taliarlo! 
E tu Al-Kheibari mi hai fatto girare le palle! 
IO SONO INCAZZATA!
E pertanto ho comprato 30 chili di salsiccia di maiale e una quarantina di salamini stagionati, belli duri. E poi una ventina di limoni, della mia Sicilia, che con la salsiccia sono la morte sua. Ho preso il primo volo che sull'aereo non me li volevano fare salire -troppo porco per la hostess in foulard (la vorrebbe lei tanta bella salsiccia, ma è tutta per te!).
A questi del check-in gli ho chiesto di girarsi ed eccomi qua! 
Te la tiro addosso la salsiccia, ti faccio vedere io! ti prendo in testa che così poi vediamo se TI GIRA. Guarda adesso i salamini non sono fermi vanno dritto sulla tua testa! 
EPPUR SI MUOVONO! in traiettoria perfetta!
Io continuo a tirare e ti chiedo: Al-Khaibari adesso ti girano?
Perché ce l'hai tanto con Galilei? Cosa ti ha fatto? Prima la Chiesa, ora pure tu ti ci metti? E poi dico io, perché prendersela con un morto?
Lasciatelo riposare in pace!
(Caro Al-kheibari, la salsiccia te la consiglio fritta e affucata nel vino, poi a parte fai le patate e ce le metti, che si assuppano di olio e si insaporiscono.)
PS: Ma Al-Bano è parente vostro?


Antonella Tarantino

domenica 15 febbraio 2015

Je suis Sanremo

Il Volo vince Sanremo 2015! Barone, Boschetto, Ginoble...MA CU SU? Tre ragazzetti che stanno lì solo perchè la Clerici li ama, che la Clerici ingozza con gli avanzi dei suoi programmi, UN GRANDE AMORE.. 
Io i picciriddi non li posso vedere, che ancora ci puzza la bocca di latte. Il vincitore doveva essere Platinette! Lui che la barba se la fa, col testosterone a 300 che ci caddero tutti i capelli, lui che è UNA FINESTRA, anzi, un finistruni, 'na balconata, un colosseo di porte senza infissi. E voi ipocriti PREVENUTI, avete distrutto il suo sogno, non l'avete votato. Schifiu! 
Pezzi ri schifiati, nemmeno un bouquet di fiori per lui! Li avete dati a cani e a porci, a Conchita, alla Nannini, e a lui niente: neanche un broccolo!

IO SONO INCAZZATA. 
Ho portato il diserbante con me, un secchio pieno. Adesso innaffio, a Sanremo non deve crescere più un gladiolo, ma che dico, un garofano, un tulipano, un fiore di carciofo.
I miei fiumi di acido li libero per inondare il palco, i fiori della kermesse, rinfresco pure il pubblico sanremese, le solite mummie, ogni anno sempre gli stessi sono, neanche le spolverano. Conservatori e sdisanurati! 
Comincio la mia performance, la fine del festival! Io con gli stivali fetish e le fruste, chiamo a questi che hanno vinto, Il Volo, venite qua, vi devo dire quattro cose, o ve ne tornate a giocare a pallone oppure vi scanno, vi costringo a sentire la canzone che avete cantato, poi vado da quella dei piatti e delle pignate e le calo la testa bionda nel soffritto di porro.


Antonella Tarantino e Giorgio D'Amato


giovedì 12 febbraio 2015

Je suis Conchita

Donna barbuta fa salire il sangue, 'u pilu è pilu, attira - su questo non ho dubbi. Ma ci sono eccezioni alla regola. 
Conchita a Sanremo, botta ri sale 'un si pò taliari! 
Acidità mi sale alla gola. Penso al dolore che provo mentre la ceretta tira i miei peli, a tutto il tempo che perdo a toglierli. E tu, Conchita ti nni futtisti altamente?
Sul palcoscenico dell'Ariston sei salita così, manco a varva ti sei levata! Ma cu sì? 
Senti, lo sanno tutto che io non sono una tricofila. Odio i peli, amo i glabri e pelati, mi piace la pelle liscia, mentre a te non ti potrei toccare nemmeno con un guanto da giardinaggio.
Ti guardo e mi incazzo, sono veramente INCAZZATA, voglio farti provare lo
stesso dolore che sentiamo noi donne quando ci liberiamo dai peli per trovare maggiore femminilità, per piacere di più. Ci ho pensato tutta la notte e ho deciso. Prendo il primo volo. Arrivo a Sanremo con il primo aereo, con un secchio e 5 litri di schiuma da barba. Ti lego a una sedia e ti insapono tutta la faccia. Uso un rasoio a 3 lame, la prima ti dice Conchita accura, la seconda lama ti dice Conchita io ti scannu, la terza lama ti dice Conchita, ti fazzu nuova!

Ora sono l'eroina di tutte le donne che soffrono in silenzio mentre si depilano. Tutti mi ameranno per averti ridato un viso pulito, sbarbato, che tu Conchita, probabilmente hai sempre desiderato. 
E la prossima volta fai una ceretta al viso - bastano 13 euro, che per venire a Sanremo spesi 287 euro cu l'Alitalia, che neanche le caramelle mi offrirono, pezzi di sdisonorati.

Antonella Tarantino

martedì 10 febbraio 2015

American Sniper

Mentre guardi questo film non puoi fare a meno di pensare. Pensare alla fine delle cose. American Sniper è un obiettivo sul mondo. Un mondo di morte. Protagonista del film è Chris, che il regista Eastwood ci mostra da bambino. Il padre gli ha insegnato che nel mondo ci sono tre tipologie di uomini: lupi, pecore e cani pastori. Lui sa già a chi appartiene.
Io seguo con attenzione e alcune scene mi commuovono. Sangue sangue, e ancora, odio, uomini che corrono, marines, soldati, musulmani, donne e bambini. Corrono tutti. Fucili di tutte le grandezze. Tanti spari, uomini colpiti a terra, teste maciullate, occhi fuori dalle orbite, scene di guerra e morte. Ogni volta che sento uno sparo per istinto chiudo gli occhi; una bimba lo fa quando le scene sono rosse e forti, come a dire non voglio, io non voglio vedere questo.
Non voglio vedere l'uomo che spara sull'uomo. Non voglio contare i mutilati, i malati, i folli, i morti. Non voglio vedere il deserto e le case vuote, non voglio vedere la terra bruciare, le case distrutte dalle bombe.
Il rumore rimbomba nel cervello, il male innesta le sue radici umane. Esiste forse una guerra giusta? Eppure a dirlo fu un grande teologo, Sant'Agostino.
Anche il regista Eastwood lo sa. Nel film il protagonista spara per dovere professionale e amore per la sua patria, l'America. Arriva anche un'onda d'amore che si accavalla all'altra, infrange il male, lo spinge ai bordi. L'amore per una donna e per i figli, poi ancora turni di guerra, bombe, corpi che saltano in aria, un bimbo  ucciso dalla punta di un trapano elettrico, davanti al padre, davanti a tutti noi che guardiamo seduti sul velluto. Guardiamo il male che ci inebria, ci seduce, che ci  vive accanto, si muove dentro, che tenue si nutre e cresce nelle budella di corpi dalle teste mozzate, nelle esplosioni incandescenti; muore negli occhi lucidi di commozione, che nasce un bambino, (il regista sposta l'obiettivo) nasce il figlio di Chris, nasce figlio di tutti, muore pianto di intera umanità. Lui deve andare, perchè  la guerra c'è, esiste, è sempre. Dalla guerra non si torna. Polvere. Morte.


Il regista chiude l'ultima scena di fuoco con la tempesta di sabbia come se questa servisse a confondere o a coprire tutte le oscenità umane. E poi cerca di fare tornare il protagonista a una "vita normale" cosa impossibile per chi il verme lo porta dentro. Il più letale dei cecchini d' America, muore per un colpo partito per sbaglio dopo averne schivati milioni guidati da mirini di altissima precisione. Fa la stessa fine di un uomo che si arrampica e si adopera in manovre da acrabota, senza rete, cammina in bilico su un cornicione a 300 m di altezza e resta vivo e poi muore mentre scivola da un gradino per strada, sull'asfalto. Spesso non è il codice esterno che ci mostra il male, cresce e subdolo dimora, aumenta dentro l'individuo. Il protagonista muore proprio così, per sbaglio, per un errore da principiante, ( colpito da un commilitone che lui addestra ) eroe e vittima della stessa umanità, della sua sopravvivenza. Porta dentro la colpa. E finisce la storia. La storia? Leggo e si tratta di un libro autobiografico. La vita fenomeno casuale, un paradosso. Ogni uomo è coinvolto nel suo destino, in un aut aut continuo. La guerra necessaria, fatta per dovere o per errore? Per amore della pace. Ci penso.Trattengo il respiro. Si spara ancora.


Nina Tarantino

domenica 8 febbraio 2015

L' uomo con la puzza sotto il naso

Ma cu ci tagghiò sti capiddi! Arristatilu stu parrucchiere! App' a muoriri oramai. Sigismondo, quello che non vedete nel quatro, sta lì dal 1451. 'U Malatesta lo chiamavano, forse per il carrè che tiene sulla capa. Io lo guardo, certo il taglio è composto, simmetrico, mi piace assai assai; tinta fresca, nessun colpo di sole,  nè meches, mancu un pilo bianco. Sbarbato di fresco, pelle liscia, carnagione anticata, gialla ocra. App' a sbagliare la nuance del fondotinta, ma che ci fa! Si tratta di un affresco, anzi di una parte di esso. Piero ha fatto proprio un bel lavoro, lo ha dipinto tutto a mano e ora sta al Louvre.

sabato 31 gennaio 2015

Lo spoglio



Lo scrutinio è in atto. In diretta. Mattarella, Imposimato, ancora Mattarella.
Facchinetti (non quello dei Pooh penso e rido), Vittorio Feltri, Mattarella, Imposimato. Bianca. Mattarella sarà il Presidente della Repubblica? Momenti di attesa. Nulla. Bianca. S. Mattarella, On. Mattarella, Mattarella.

venerdì 23 gennaio 2015

Je suis Caponata


Alla siciliana la dobbiamo fare. 
Melanzane sotto sale che ci togliamo l'amaro. Tagliate tutte della stessa forma, così le faceva mia nonna. 
Sedano, olive, capperi. Lei, la caponata la faceva cuocere in una casseruola con la salsa, lo zucchero e l'aceto. 
Scrivitelo in testa, il dado lei non ce lo metteva. 
Mi ricordo che ci metteva un cucchiaino di cacao amaro. Diceva che era un segreto, che a fare la caponata glielo aveva insegnato sua madre.
Ma il dado no, quello no, non ce lo metteva. 
Che c'entra con la caponata? 
Ci insultano. Entrano nella nostra cucina senza permesso e rivoluzionano una delle più antiche ricette della tradizione culinaria siciliana.
Il dado, se proprio non ne potete fare a meno, tenetelo nel frigorifero e conservatelo. Tiratelo fuori solo al momento giusto. 
Per noi siciliani, la nostra cucina è aperta ma sacra. Non va violata. 
E quelli della Star hanno proprio esagerato con la loro pubblicità. 
Già con il loro gran ragù ci infastidiscono da anni. 
E noi siamo stati zitti. È anche vero che noi siciliani quando parliamo facciamo sempre vucciria e le parole non le diciamo, noi urliamo. 
E io altrochè se urlerei. 
Dico io - Buttana ri to matri santissima, ma che c'entra il dado nella mia caponata! Voi e tutta la redazione della Star, quelli che scegliete spot e immagini, voi siete teste di sedano (che invece nella caponata ci sta bene!).
Ora ve la preparo io un poco di caponata giusta, come la facciamo noi in Sicilia. Che Santa Rosalia mi aiuti!  
Vengo a trovarvi in redazione, - so che più tardi ci sarà uno dei vostri Consigli di Amministrazione. Sono già in cucina, al lavoro; ne porto cinque secchi pieni fino all'orlo, così la vera caponata la tasterete tutti! Sentite che odore, l'avrete addosso. 
Senza dado. 
Ve l'ho tirata, a sorpresa. 
Je suis la Caponata. 
Se non dite che è cosa buona e giusta vi taglio le mani, a dadi uguali per tutti! Porto con me il coltello più affilato che ho, quello degli arrosti, e vi interrogo ad uno a uno, voglio proprio vedere se con un coltello puntato alla gola non me lo direte - Chi minkia ve lo ha detto di metterci il dado! Faccio una strage per salvare la mia caponata; difendo il mio diritto alla libertà di parola e urlo, urlo a gran voce che il dado non ci va! Lotto con coltello alla mano, pronta ad affettare melanzane e chiunque mi contraddica, e lo scrivo pure, per difendere il mio diritto alla libertà di stampa. E ora non credete che le parole di Francesco possano toccare il mio cuore. Io le mie ricette, me le tengo strette. Noi siciliani ci teniamo alle cose nostre. I milanesi non si sono lamentati se nel loro risotto la Star ci ha messo la salsiccia. Noi siamo pizzuti. La Stefanelli dice che noi siciliani ci abbiamo tanti problemi, io ci dico che è meglio che si sta muta, vada a mettere ammollo il baccalà, i cetrioli sott'olio. Suo marito, che è siciliano come me, lo sa come si fa.
Una bella zuppa di cachì senza dado, che non c'è bisogno di fare brodo, Masterchef lei lo ha già vinto.
Je suis la caponata! Togliamo il dado, aboliamo l'intero spot pubblicitario. Scagliamoci. 
Fuoco e fiamme! 
Vediamo se d'ora in avanti qualcuno avrà più il coraggio di cambiare le nostre ricette, di metterci la crema gialla nella cassata o la mozzarella nello sfincione.
Mia nonna sarebbe fiera di me e pure sua madre e la madre di sua madre. Ora sì che le mie antenate possono riposare in pace.

Nina Tarantino


(AAS ringrazia Daniela Camarda per aver fornito la vena ispiratrice)

sabato 17 gennaio 2015

La notte nazionale del liceo classico


Grande evento culturale ieri sera all'Istituto F.Scaduto di Bagheria: la "notte bianca" della cultura, organizzata insieme a più di 100 istituti di tutta Italia. Mostre fotografiche, cineforum, presentazioni di libri, interviste, poesie, letture, musica e concerti. Presenti i ragazzi di Amnesty International che raccoglievano le firme per la salvezza del giovane Raif, condannato a 10 anni di carcere e 1000 frustate per avere insultato l'Islam nel suo blog. C'erano professori, studenti, ex studenti, amici, amici degli amici, tutti insieme fino alle 24. L'istituto scolastico aperto per tutta la sera. Penso, con un po' di nostalgia, che cose così ai miei tempi non se ne organizzavano. Che peccato! È un'idea innovativa potere condividere a distanza momenti di aggregazione sociale e di crescita culturale, mostrando modi differenti di fare cultura, soprattutto divertendosi. C'era un bel numero di gente, in movimento composto e interessato. C'eravamo anche noi di Apertura a Strappo.
Presto giriamo da qui che la strada è bloccata, entriamo nel parcheggio della scuola. Dobbiamo scaricare l'occorrente: casse, asta, microfono, leggio. Dai, che è tardi. "Scatafollatevi" dalla macchina, urla una di noi, fa una delle sue solite battute - ve l'ho detto in greco - e scoppiamo tutti a ridere. Troviamo gli altri già lì. Cominciamo a provare, sposare luce, audio e video sembra facile. Non si sente bene! Filippo, capo orizzontale, apre le finestre. Alcuni pensano sia in preda ad un attacco di andropausa, ma poi ci spiega che deve uscire la eco, così la voce non rimbomba e l'audio diventa perfetto. Domani tutti con la polmonite, pronti a sacrificarci per il fine. Poi osserva, cerca la causa dell'audio malfunzionante e trova il cavo staccato. - Non ci vede più dalla fame - penso io. Lui chiude la finestra. Cominciamo a leggere. Brani esilaranti, frizzanti, ironici, la gente ride. Opere di bene: ribaltiamo alcuni classici della letteratura, spieghiamo l'arte a chi non ci vede e facciamo ridere chi potrebbe essere triste. Ci aiutano Laura e Sara e i quadri proiettati sulla parete. Nina prende a cinghiate Raimondo che si mette pure la mascherina, Valeria fa la gnocca lombarda con accento simulato perfetto, Federico si fa Il selfie alla Dorian Gray, Filippo Il micio maculato, Lucia in Minigonna rossa. Vola qualche passero, ci vuole un Matrimonio riparatore e 120 Pomeriggi di Lourdes. Sembra di stare in famiglia, leggiamo e ci divertiamo; ci ascoltano e si divertono. Arriva gente nuova, si alterna, si incrocia. Ehi come stai? Visi di gente che già conosciamo incontrano i nostri, felice di rivederti - e lo siamo davvero. Alcuni ci guardano e si innamorano di noi, fanno domande, ci vogliono conoscere. Applausi e complimenti. Scambio di mail.

Leggiamo dalle 18,30 fino alle 22: saluti, ringraziamenti, alla prossima. Ci invitano a degustare, e ci ricordiamo che non abbiamo cenato. All'interno della notte bianca c'è anche da bere e da mangiare, banchetti offerti e a disposizione di tutti. Si tratta proprio di una bella iniziativa, ben organizzata e ben riuscita. La musica continua.
Dulcis in fundo momento comune, la lettura dello stesso Notturno di Alcmane: "Dormono le cime dei monti e le gole, i picchi e i dirupi, e le schiere di animali, quanti nutre la nera terra, e le fiere abitatrici dei monti e la stirpe delle api e i mostri negli abissi del mare purpureo; dormono le schiere degli uccelli dalle ali distese".
Versi letti contemporaneamente in tutti i licei d'Italia che hanno condiviso "la notte bianca" della cultura. In agorà. Insieme.

Nina Tarantino

lunedì 5 gennaio 2015

La dama senza pelliccia (ma con l'ermellino)

In questo quatro Leonardo dipinse una donna in primo piano che ha un ermellino ma che non indossa una pelliccia. Se si ci avvicinano gli occhi non si vedono nè armadi nè antitarme, se si ci accosta il naso si sente solo odore di vecchie cose camulute. La giovane donna ha un braccio atrofizzato, la circolazione bloccata a furia di tenere questo soffice e docile animaletto. La dama e il tenero ermellino si guardano con intensità e amore fraterno. I tratti dei loro visi sono affini e denotano una presente somiglianza fra i due, secondo me sono fratello e sorella. Si tratta di Cecilia Gallerani concubina di Ludovico Sforza. Ha quindici anni all'anagrafe e nel quatro ne dimostra cinquanta anche se la sua pelle è bianca bianca, non ha mai visto sole; anche l'ermellino è bianco candido: ammatula Tiziano Ferro canta che il sole esiste per tutti. Le uniche cose scure del quatro sono un nastrino nero sulla fronte per tenere il velo e una collana di perle nere al collo. In testa la dama sotto il velo dello stesso colore dei capelli ha una treccia non rimpolpata, piccioli per l'extension non ne aveva. Chi gliel'ha avrà fatta sta treccia?
Secondo me è stato l'ermellino, ma non si vede. L'animale è mansueto, non dice nulla, è un incrocio tra un furetto nano e un cane di piccola taglia. Matri che lariu! E mi mittissi ni panni vostri per non taliarlo! I critici dicono che nel quatro originale erano due gli ermellini, poi uno è morto; l'hanno spellato vivo per fare parte di una pelliccia che la dama ha venduto per campare. Ludovico non se l'era sposata e quindi non le passava alimenti e si sa che la fame ti spezza le budella, ermellino più ermellino meno. Ma cu stu ermellino che è nicu quantu un succi, dico io, mica veniva una pelliccia, forse due polsi o una borsetta da teatro. Uno dei due, comunque lei ha deciso di tenerlo con sè, almeno per salvare faccia e titolo, infatti avi dal 1490 che la chiamano la dama con l'ermellino.

Nina Tarantino

martedì 30 dicembre 2014

L'arte spiegata ai non vedenti - Senza lingua


Il bacio di Klimt è il bacio più casto della pittura su tela.
Ohoh, oh ca sto! Lei urla, lui non conosce la sua lingua e continua a baciarla sulla guancia. Si dice che capo senza lingua non vale una stringa. Non capisco perchè, pensa lei. Ho lavato i miei denti con Colgate, non ho mangiato aglio nè cipolla nè verdure, pesce, uova, trippa, polmone, nè fegato, nè cuore. Vabè, questo è l'inizio, siamo ai preliminari, ora parte un bel bacio come si deve, mi slinguetta alla Gregory Peck o alla Paul Newman. Non voglio un bacio alla Candy Candy che Antony poi muore di subito, nê un bacio da risveglio alla Bella addormentata o da domani è un altro giorno alla  Rossella Ohara, nè uno da ricovero alla Littizzetto che ha baciato Pippo a Sanremo. Sogno un bacio che mi apra la mandibola e il sistema pneumologico. Senza fiato, con la lingua. Ma lui continua a stare fermo. È bloccato, condizione di una presunta diversità linguistica? non la tira fuori. Forse ha mangiato qualcosa che non va e non si sente sicuro del suo alito. Sono passati tanti anni, il dipinto è del 1907, il tartaro avrà fatto dimora nel suo cavo orale. I due sono ancora là. Il corpo di lui allungato, lei con tanti ovuli disegnati sul vestito segno di desiderio sessuale in stato avanzato. Chissà cosa succede lì sotto. Si sono infilati dentro lo stesso vestito a tendone per ammucciarsi: sotto il vestito niente. - Neanche la punta, pezzo di tirchio che non sei altro, neanche la punta della lingua mi hai dato, pensa lei. Vittima della legge del taglione? Io penso che è strano. Forse lui è stato privato di tale muscolo? Non può fare più il suo dovere? Ha fatto il Tongue Splitting? ha diviso la sua lingua a metà, e ora che ce l'ha biforcuta non la tira fuori perchè si vergogna? Dopo tutti questi anni lui ha ancora la bocca chiusa e le labbra pigiate contro la guancia di lei; la sua lingua io non la posso vedere e neanche voi anche se le tirasse fuori. Lei sta ancora lì, non è riuscita a staccarsi dal bacio più lungo di tutta la sua vita, su tela e senza lingua. Questo io lo vedo.

Nina Tarantino

domenica 14 dicembre 2014

L'arte spiegata ai non vedenti: la Venere e il cane


Questo quatro è troppo osceno. C'è una sdivacata sul sofà ignuda, con quasi tutte cose al vento come la natura l'ha fatta. Al posto delle solite due gocce di Chanel indossa solo un orecchino di perla della stessa forma, un anello al dito mignolo, segno di devianza e un bracciale d'oro con pietre preziose. Ha due tette sode di giusta misura e l'espressione da Non è come sembra, tra Sono una donna non sono una santa e Perdono; non si capisce se ha già assaggiato la marmellata e ammuccia il barattolo: scusate la farfallina con la mano colpevole o ignara di tutto imbarazzata e impreparata non sa cosa fare. Alla tipo Cappuccetto rosso che non lo sapeva che il lupo se la doveva mangiare. Sullo sfondo in lontananza ci sta una finestra aperta ma lei con aria viziata se la gode stinnicchiata. Voi non potete vedere quant'è pu...pure profana la sua espressione.
Dicono che sia pu...pure d'Urbino e pu...pure Venere. Forse ha commesso atto impuro o adultero o forse no, e orgogliosa aspetta l'occasione giusta, il tipo giusto.
Si è sdraiata stanca delle solite cose, - Gli uomini sono tutti uguali, forse pensa questo mentre stringe nella mano destra un mazzo di roselline rosse secche e sciupate di cui un rametto è venuto via sul letto e con la sinistra copre la sua pudenda. Anch'io non vedo niente. Cerco di ricostruire la scena per capire come sono andate le cose. I colori usati sono caldi, rosso il materasso a fantasia floreale, le coperte sgualcite e due cuscini. Nel quadro ci stanno pure due damigelle che al 90% sono amanti del marito e l'aiutano nelle pulizie domestiche. Una ha appena finito di fare i piatti e si sta per calare la manica, l'altra invece è rimasta in doggystyle con la testa in giù o vomita o cerca qualcosa dentro a una cassapanca che si trova in fondo alla stanza. Chissà Tiziano a quale strana scena aveva assistito? Era capitato lì per caso? Non riesco a fare i dovuti collegamenti. Ma allora lei, la Venere d'Urbino questa cosa da ammucciare con chi l'ha combinata? E a cosa le è servito quel mazzolino che custodisce tra le dita? Espressione assai colpevole tiene. Continuo a indagare con la mente e a guardare - Mi faccio gli occhi vostri, per un pò.
Mah! Mentre osservo questo quatro, c'è una presenza che attira la mia attenzione, un nuovo indizio. Ecco forse ci sono, dopo tante taliate ho trovato chi ha suscitato in lei desiderio variante. Un brivido animale. Un coso peloso, questo si vede bene, è rannicchiato ai suoi piedi:  si tratta di un cane al lato destro del dipinto. Immobile con aria stanca riposa.

Antonella Tarantino