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sabato 17 gennaio 2015

La notte nazionale del liceo classico


Grande evento culturale ieri sera all'Istituto F.Scaduto di Bagheria: la "notte bianca" della cultura, organizzata insieme a più di 100 istituti di tutta Italia. Mostre fotografiche, cineforum, presentazioni di libri, interviste, poesie, letture, musica e concerti. Presenti i ragazzi di Amnesty International che raccoglievano le firme per la salvezza del giovane Raif, condannato a 10 anni di carcere e 1000 frustate per avere insultato l'Islam nel suo blog. C'erano professori, studenti, ex studenti, amici, amici degli amici, tutti insieme fino alle 24. L'istituto scolastico aperto per tutta la sera. Penso, con un po' di nostalgia, che cose così ai miei tempi non se ne organizzavano. Che peccato! È un'idea innovativa potere condividere a distanza momenti di aggregazione sociale e di crescita culturale, mostrando modi differenti di fare cultura, soprattutto divertendosi. C'era un bel numero di gente, in movimento composto e interessato. C'eravamo anche noi di Apertura a Strappo.
Presto giriamo da qui che la strada è bloccata, entriamo nel parcheggio della scuola. Dobbiamo scaricare l'occorrente: casse, asta, microfono, leggio. Dai, che è tardi. "Scatafollatevi" dalla macchina, urla una di noi, fa una delle sue solite battute - ve l'ho detto in greco - e scoppiamo tutti a ridere. Troviamo gli altri già lì. Cominciamo a provare, sposare luce, audio e video sembra facile. Non si sente bene! Filippo, capo orizzontale, apre le finestre. Alcuni pensano sia in preda ad un attacco di andropausa, ma poi ci spiega che deve uscire la eco, così la voce non rimbomba e l'audio diventa perfetto. Domani tutti con la polmonite, pronti a sacrificarci per il fine. Poi osserva, cerca la causa dell'audio malfunzionante e trova il cavo staccato. - Non ci vede più dalla fame - penso io. Lui chiude la finestra. Cominciamo a leggere. Brani esilaranti, frizzanti, ironici, la gente ride. Opere di bene: ribaltiamo alcuni classici della letteratura, spieghiamo l'arte a chi non ci vede e facciamo ridere chi potrebbe essere triste. Ci aiutano Laura e Sara e i quadri proiettati sulla parete. Nina prende a cinghiate Raimondo che si mette pure la mascherina, Valeria fa la gnocca lombarda con accento simulato perfetto, Federico si fa Il selfie alla Dorian Gray, Filippo Il micio maculato, Lucia in Minigonna rossa. Vola qualche passero, ci vuole un Matrimonio riparatore e 120 Pomeriggi di Lourdes. Sembra di stare in famiglia, leggiamo e ci divertiamo; ci ascoltano e si divertono. Arriva gente nuova, si alterna, si incrocia. Ehi come stai? Visi di gente che già conosciamo incontrano i nostri, felice di rivederti - e lo siamo davvero. Alcuni ci guardano e si innamorano di noi, fanno domande, ci vogliono conoscere. Applausi e complimenti. Scambio di mail.

Leggiamo dalle 18,30 fino alle 22: saluti, ringraziamenti, alla prossima. Ci invitano a degustare, e ci ricordiamo che non abbiamo cenato. All'interno della notte bianca c'è anche da bere e da mangiare, banchetti offerti e a disposizione di tutti. Si tratta proprio di una bella iniziativa, ben organizzata e ben riuscita. La musica continua.
Dulcis in fundo momento comune, la lettura dello stesso Notturno di Alcmane: "Dormono le cime dei monti e le gole, i picchi e i dirupi, e le schiere di animali, quanti nutre la nera terra, e le fiere abitatrici dei monti e la stirpe delle api e i mostri negli abissi del mare purpureo; dormono le schiere degli uccelli dalle ali distese".
Versi letti contemporaneamente in tutti i licei d'Italia che hanno condiviso "la notte bianca" della cultura. In agorà. Insieme.

Nina Tarantino

mercoledì 26 novembre 2014

L'altra Bagheria e l'altra Corleone al Liceo Classico "Scaduto": narrare per rielaborare

Il 15 Novembre forse Bagheria ha capito qualcosa. Forse a Bagheria si è capito cos’è veramente la mafia. “Una balata”. Magari i bagheresi iniziano ad avere la forza per spostare quella balata così grande ed opprimente che è lì, davanti agli occhi di tutti, ma nessuno ci fa caso. E invece gli studenti del Liceo Classico hanno iniziato a farci caso. 
Grazie all’aiuto dei blogger di Apertura A Strappo e i ragazzi di Corleone dell’associazione Dialogos al Liceo Classico un passo avanti si è fatto. 
La conferenza, tenutasi nell’aula multimediale e durata due ore, ha visto protagonisti Giorgio D’Amato e Cosimo Lo Sciuto, dell’associazione Dialogos. Giorgio D’Amato ha trasportato i ragazzi in quella Palermo degli anni ‘80, dove la morte era all’ordine del giorno. Si sono letti passi del suo libro,“L’estate che sparavano” , e di altri racconti del blog, come “Strage di Natale”. I ragazzi hanno anche avuto l’opportunità di ascoltare la voce di alcuni collaboratori di giustizia e killer di Cosa Nostra (Vincenzo Sinagra 'u'ndlì, Vincenzo Sinagra 'u timpesta) mentre ricostruivano avvenimenti tra i più macabri di quella famosa estate che ancora oggi ha il potere di far venire la pelle d’oca. 
Vincenzo Sinagra 'u'dlì
Con l’intervento dei ragazzi di Dialogos e di Cosimo Lo Sciuto in particolare, i ragazzi hanno conosciuto quella che è Corleone oggi. I ragazzi hanno capito come un corleonese vive la sua città, come si fa spazio giorno dopo giorno tra pregiudizi e luoghi comuni, come un cittadino riesce a valorizzare il territorio in cui vive. I ragazzi hanno conosciuto la storia di Bernardino Verro, primo sindaco socialista di Corleone, che lottò per la tutela degli agricoltori e quindi contro la mafia. L’intervento dei ragazzi di Dialogos è servito specialmente a sottolineare come la realtà tra Bagheria e Corleone sia nettamente diversa.
A Corleone è già iniziato un processo di rielaborazione, una presa di coscienza e di posizione da parte dalla cittadinanza su cosa è realmente la mafia, su cosa fare per poterla combattere. A Bagheria la mafia è ancora vista come un tabù. Il processo d’informazione e sensibilizzazione che dovrebbe partire dalle scuole è ancora troppo debole e quasi inesistente. Manca la voglia di parlarne a chi di competenza, ma di certo non manca la voglia di ascoltare e capire, come è stato dimostrato con questo incontro. Proprio per questo viene lanciata un’iniziativa ai ragazzi: rielaborare. La storia della mafia non ci è raccontata da nessuno, perciò bisogna conoscere i fatti, rielaborarli, narrarli. 
Vincenzo Sinagra 'u timpesta
La narrazione è lo strumento più efficiente per conoscere e far conoscere qualcosa, soprattutto perché è uno strumento che può e deve partire dal basso, dai ragazzi.
Capire. Studiare. Narrare. E’ questo il punto di forza dei ragazzi che molto spesso viene screditato o svalutato. E’ da qui che la presa di coscienza di cosa è realmente la mafia deve partire. E di cosa ognuno di noi può fare per combatterla, nel suo “piccolo”, ogni giorno. 
Quindi, buona rielaborazione.



da Strage di Natale - il comunicato stampa successivo all'omicidio plurimo in cui morì anche un pensionato, Onofrio Valvola, che si trovava per strada mentre l'auto dei killer sparava all'auto degli inseguiti.

“Il consiglio comunale, richiamando il monito del cardinale Pappalardo e del Papa Giovanni Paolo II, condanna il fenomeno mafioso e manifesta vivo il rammarico per il fatto che quest’atto criminoso, estraneo all’ambiente, abbia coinvolto una città laboriosa e tranquilla”.


Antonio Mineo