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mercoledì 18 maggio 2016

I santi di Collerognone, di Letizia Lipari

Inutile negarlo, Letizia deve la sua ispirazione a Santa Madre TiVù. 
E per questo le toccherà ringraziarla tutti i santi giorni. 
Io, intanto, ringrazio Letizia per questo paio d’ore che mi ha fatto trascorrere nel paese dei miracoli e più precisamente a Collerognone.
Lì si aggira un ispettore che - come giusto che sia - raccogliendo di bocca in bocca notizie sulla morta (il delitto è d’obbligo, se no a che cosa serve un ispettore?) trarrà le sue esatte conclusioni.
La verità di tutte le verità verrà a galla, perché alla fine è solo tutto quello che combacia a dire le cose come stanno, ed è una soluzione davvero inaspettata che - per quanto fosse lì sotto gli occhi - sono sicura, nessuno l’avrà seriamente tenuta in conto. Proprio così, ogni lettore avrà usato il proprio ingegno per andare oltre la barriera delle parole dette, trastullandosi con la fantasia, istruendo congetture buone per un processo, per una arringa accusatoria, ma…
Un ispettore serio, non sbaglia un colpo, e sebbene questo sia solo il suo primo caso, a me pare di intravedere, in tale esordio Lipariano, una carriera di scoperte in grado di spiegare molte e molte cose e non solo di Collerognone, ma anche di quell’hinterland che gli contende la leggenda di Garibaldi. 
Con questa tecnica potrebbero uscire dalla bocca di tanti, mille verità, ed essere risolti molti delitti, chissà; ai tempi di Calvino si scriveva di guerra, partigiani e di nidi di ragni, oggi, quest’altro filone, che - se si scava bene - potrebbe rivelarsi una miniera di pepite d’oro.
No, non vi dico altro, aggiungo solo che i personaggi, diversi per cultura e per mestiere, sono un coro unanime e allora quando si dice Voce di popolo… vuol dire che la verità è solo quella e, per davvero, non ci sono Santi!


Adelaide Jole Pellitteri


mercoledì 22 aprile 2015

AaS alla Festa di Primavera



A Parco Uditore ci siamo anche noi.
Arriviamo senza intoppi, scarichiamo: libri, stoffe, leggio, gazebo, tavolo. Dov'è il tavolo? Il tavolo non c'è, in compenso abbiamo i cartoni delle banane. In questo modo priveremo Scillato di importanti derrate alimentari che prima della caduta del pilone provenivano dalla ormai lontana Caltavuturo, ma è un'emergenza, ed ecco il nostro tavolino: banane protette, a copertura una busta di nylon. E sopra l'immancabile bandiera curda - ci siamo conzati:  

lunedì 13 aprile 2015

AAS con gli editori allo scoperto in p.zza San Domenico





Piazza San Domenico, editori allo scoperto. Fare rete nell'editoria vuol dire collaborare, portare la propria individualità e unirla a quella di altre case editrici: Glifo Edizioni, Corrimano Edizioni, il Palindromo Edizioni, Edizioni Leima, Navarra Editore, Torri del Vento Edizioni, Urban Apnea Edizioni, Istituto Poligrafico Europeo, Mesogea, Spazio Cultura Edizioni, 21 Editore, Edizioni Caracol, Qanat Edizioni.

lunedì 30 marzo 2015

AAS al Bobez - editori allo scoperto

Non c'è campo, siamo isolati dal mondo dei social, al Bobez galleria d'arte, che si snoda in un grande ambiente seminterrato nel cuore di Palermo. Riscopriamo la conversazione, tocchiamo i libri, li sfogliamo, rispondiamo alle domande dei visitatori.
Ci si muove tra sculture particolarmente interessanti, finalmente plasticità al maschile (del nudo femminile siamo saturi), dipinti di Ignazio Schifano, talentuoso artista le cui opere rendono meno disadorne le pareti della galleria, libri, scrittori, editori e ospiti.
Il primo banchetto è il nostro, Aas press, con i nostri libri autoprodotti e le borse con i pelati che ricordano il genio di Andy Warhol,  in Sicilia il pelato ha il suo perché, Andy è arrivato dopo.
Siamo in tanti, ciascuno con le proprie peculiarità, è questa la ricchezza dei gruppi. A seguire le altre case editrici, incontro amici che da virtuali divengono reali, "mi piace" glielo dico in faccia. L'obiettivo è fare rete, le piccole case editrici indipendenti contro gli squali mangiatutto. Lo abbiamo scritto nel manifesto affisso ai muri, speriamo che i lettori stiano dalla nostra parte.
Federico ed io assistiamo al Reading che fa da apri pista ai vari momenti culturali, ascoltiamo delle letture tratte da un testo edito da Spazio Cultura, con Nicola Macaione, abbiamo già collaborato, la divulgazione della lettura, fare cultura sono progetti che ci accomunano.
Incontrare gli scrittori che ci mettono la faccia per noi è normale. Qualcuno si complimenta per la scelta grafica dei nostri volumetti, orgogliosi del nostro Raimondo Quagliana, c'è amore per il libro, dalla prima riga di inchiostro all'ultima di copertina. I libri non sono prodotti da esporre negli scaffali dei supermercati, e le librerie dovrebbero restare tali. In fondo alla galleria c'è uno studio d'arte, avverto l'odore delle vernici della trementina, tra libri, entusiasmo e voglia di fare, in questo luogo ci siamo sentiti a casa.

Adele Musso

lunedì 6 ottobre 2014

Sabir Fest a Strappo


Quattro giorni immersi nelle parole, la libertà di prendere in mano un libro e poi un altro e poi un altro ancora, e leggere, a voce alta o in silenzio, per promuovere o per il piacere di farlo, per lodare o per bocciare in tronco a sole tre righe di incipit, giocando a prevedere le parole che verranno. Leggere ai bambini, agli amici, agli antipatici, a se stessi. Questo è stato il Sabir fest. Nella zona libreria c'erano volumi da soddisfare appetiti di tutti i generi, e io ho avuto quattro giorni per scegliere, mica male.