Puerto De Tierra Music è lieta de presentarve el mejor cantante de le ultimos agnos: Valentino Aluminio!
Inizia la su carriera nel 2001 con il singolo Perdona, composto quando era grosso como una pelota de riso con los piedes e al passaggio ammuttavas todos con la panzas. Da esta esperiencia nasce anche el suo secondo singolo, Embranado. Ahora dimagrio mucho e todas las feminas adolescientes ce vanno appriesso ma lui non sembra enteressato. Porchè? Non se lo sanno esplicar. Ma chiediamolo a Valentino stesso: Valentino, como mas non aprezi le atenzionas de las fans?
Bagheria (54.257 abitanti – Wikipedia), ore 21 dell'1 Agosto 2015, concerto dei QBeta – gruppo cazzutissimo piuttosto rinomato (https://it.wikipedia.org/wiki/Qbeta) – in Piazza Madrice. Sotto il palco ci sono, in media, 50/60 persone. Ma come? E i bagheresi delle feste di paese dove sono? Uno aspetta con ansia per 365 giorni per vedere la città in festa e poi a sostenere un gruppo grandioso che movimenta una serata di agosto ci sono meno persone che a una prima comunione? Una prima comunione di quelle scarse, insomma, sobrie, dove non ci sono soldi da spendere. Non è possibile, deve essere successo qualcosa e dobbiamo darci una risposta. Analizziamo gli avvenimenti che hanno tenuto lontani i bagheresi dalla piazza:
A Bagheria c’è troppo caldo, ma non il caldo cretino dei paesi limitrofi, tipo Porticello – che questi di mare quando gli si squarano le cosce basta che si buttano in acqua e risolvono tutti i problemi. A Bagheria il caldo ti tiene incollato al divano, crea una patina gelatinosa che non ti permette di staccarti dal tessuto, soprattutto quando in casa ci sono uno o due o, addirittura, tre condizionatori accesi alla temperatura minima. È naturale che l'1 agosto le persone decidano di starsene a casa. Se per forza dobbiamo dare la colpa a qualcuno, diamola all’effetto serra, ai cambiamenti climatici, ai raggi solari. Togliamo quindi dalla lista circa 7mila persone alle quali il caldo fa quest’effetto.
Alla televisione c’erano troppi programmi interessanti. Su Rai1 Massimo Ranieri one man show con: “Sogno e son desto” (e chi se lo può perdere?), su Rai2 c’era il thriller “Gli occhi su di te” (adatto ad un pubblico che va dai 65 in su), su Rai3 “E lasciatemi divertire” (Puntata su Paolo Poli e il concetto di Lussuria) e poi film d’amore, film drammatici, d’azione, telefilm, programmi sull'accoppiamento dei bufali africani, insomma, cose che di sicuro almeno almeno a 15mila persone faranno cambiare idea sul fatto di uscire di casa.
I bagheresi erano tutti distribuiti nei vari eventi organizzati per la giornata. E su questo nessuno deve mettere parola, a Villetta Ugdulena i ragazzi di Apertura A Strappo possono testimoniare sulla presenza di almeno 8 bagheresi, mica noccioline e mandorle caramellate.
Le vacanze estive che hanno tenuto lontani almeno 10mila bagheresi che si trovavano fuori dalla provincia di Palermo, dalla Sicilia, addirittura alcuni fuori dall’Europa. (perchè c'è crisi, ma vado in Grecia a aiutare Zptras).
Questi potrebbero essere gli avvenimenti che hanno portato alla concentrazione contemporanea di soli 60 bagheresi in piazza Madrice. Eppure ci ricordiamo che alla festa di Bagheria le persone c’erano ed erano tante, che quasi non si poteva passare e per attraversare il corso dovevi strusciarti con i sudori di altri. E che rischavi di essere investito da passeggini con madri spericolate.
Il concerto, comunque, fu divertentissimo, i QBeta meritavano un pubblico molto più numeroso ma non si sono lasciati intimorire e anzi quei 60 che c’erano sono stati di grande supporto. Per fortuna.
Quando il gruppo ha finito di suonare e cantare, ormai i sessanta si conoscevano tutti, erano diventati amici, una famiglia quasi, si abbracciavano, ballavano insieme, si divertivano a fare trenini. Fu motivo di grande unione per le persone presenti.
Se ne andarono, dopo il concerto, con il sorriso, chiedendosi come mai tantissime persone invece non si erano presentate. Misteri della fede.
Qualcuno disse che la questione nata qualche giorno fa tra parroco, confraternita e amministrazione comunale fece decidere a molti di non presentarsi al concerto, come se avesse fatto serpeggiare la parola boicottaggio in una cittadina che ha tutti i suoi motivi per non essere uscita l'1 agosto. Ma si sa, le malelingue esistono e sono pericolose. Pure in una cittadina laboriosa e tranquilla dove la mafia manco ci mette piede.
Dalle testimonianze (reticenti) di alcuni, si seppe che parecchi dietro le persiane semichiuse tendevano l'orecchio al concerto, alcuni non riconoscendo il genere neomelodico andarono a dormire piangendo, altri invece vezzosamente, muovevano i piedi al ritmo della musica, ma non si poterono mostrare, qualcun altro era già in lista per la confessione all'alba. Ah, l’unica cosa che ci dispiacque fu che i QBeta non cantarono qualche cover di Rosa Balistreri. Magari ne suggeriamo qualcuna…
Sulla terrazza della casa rosa di Lorenzo, il dodici agosto, tra candele tossicamente colte e olive e
pomodori secchi, Francesco Caruso ha fatto un discorso di quelli che tu dici "ma questo dove vuole andare a parare?" - intanto non riesci a distrarti che lui ti stringe un patto con l'ascoltatore che manco un cappio da forca - e invece piano piano ti convinci che, questione di tempo, tutto avrà un senso. E' partito da “Il cappotto blu” che Leonard Cohen pone
al centro di una canzone molto intensa, bella canzone veramente. Francesco, con una tecnica narrativa che nulla ha da
invidiare agli esperti del noir – ma anche alla dissemina di dettagli che
Javier Marias di solito fa nella parte iniziale dei suoi romanzi (per poi, in
una sommatoria sorprendente, riprendere nel finale) – , prima sottopone il
testo e poi la canzone. Sulla terrazza l’atmosfera si fa rarefatta, trapela il
malessere e la delusione di un marito che si rivolge all'amante della moglie,
ringraziandolo.
La stessa canzone fu tradotta da De André – ma tradurre non
è il termine giusto, meglio trasposta? – perché Ornella Vanoni prestasse la sua
malinconia alle note di Cohen (Lucio, l’uomo citato, è l’ex di Ornella; nella sua forma epistolare si chiude con “E Lucio, sai, parla ogni
tanto di te, di quella volta che tu gli hai fatto la notte più bella, ti
saluto, tua Ornella” – impossibile non raggelare a tanto slittamento).
Il cappotto blu diventa volpe, una volpe azzurra. Anche in questo caso l’indumento è parola
chiave.
La voce di Francesco Caruso segna un punto interrogativo nell'aria grande quanto il cielo che avvolge la casa rosa di Lorenzo. Ancora dettagli disseminati:
le migrazioni in America, le tradizioni e i motti e i proverbi che arrivarono
lì grazie ai saperi di tanti contadini o pescatori in cerca di fortuna. Un
quadro di Bruegel il Vecchio che, dietro tante piccole azioni del quotidiano,
cela proverbi fiamminghi. Al centro del quadro una donna che poggia una cappa
blu sulla testa e sulle spalle di un uomo - il gesto ha il significato metaforico del mettere le corna a qualcuno.
Che Cohen si sia rifatto a Bruegel? Più o meno consapevolmente?
Senz'altro è bello pensarlo.
Giorgio D'Amato
(AAS ringrazia ancora Francesco Caruso per aver partecipato alla serata di AAS FEST del 12 agosto 2014)
Il Festival Fringe, che esiste
non soltanto a Edimburgo ma in moltissime altre città del mondo (anche in
Italia!) non coinvolge solo artisti di strada ma è un’esplosione di spettacoli
al chiuso e all'aperto, ovunque un artista – di qualsiasi tipo – possa fermarsi
e esibirsi davanti a un pubblico. Qualsiasi locale in grado di trasformarsi in
un teatro, pur se angusto, ospita uno spettacolo: nell'edizione del 2014 se ne
sono tenuti 3193, per un totale di 49497 performance. Tutto dal 1 al 25 agosto,
e nello stesso mese si svolgono altri undici festival. La popolazione della
città raddoppia, ai locali dove si tengono gli show viene dato un numero per
identificarli, spesso serve una mappa nonostante il centro sia abbastanza
piccolo per una capitale. Tutto ciò rende la via principale, la Royal Mile, un sacchetto
di persone sottovuoto stretto e lungo che per percorrerla tutta ci si mette
mezz'ora (non è poi tanto lunga: mezzo del miglio annunciato dal nome), non
solo per la confusione: nel frattempo si è distratti da giocolieri, mimi,
cantanti, musicisti, cori a cappella, guerrieri maori, ballerini di tango,
gente con materasso e tutto coricata per terra che pubblicizza uno spettacolo
intitolato Sonnambulo o qualcosa del genere e una tizia con kilt e cresta alla
moicana che fila la lana e molto altro ancora. Ah, e le cornamuse. Tante,
tante cornamuse.