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mercoledì 20 maggio 2015

L'arte spiegata ai non vedenti: I manganellati

Chi non lo sa e non lo vede, Botero è un colombiano che quando pitta i quatri ti pare che ti sta prendendo per uno scimunito e che non lo capisci che pitta tutti alla stessa maniera che sembrano tutti dei bomboloni, dei palloni gonfiati  tanto sono grossi e grassi, e poi ci sono pure, in certi quatri suoi che ho visto alla mostra,  pure dei nani: insomma i freaks, che li conosciamo pure noi questi, che quando noi eravamo giovani ci chiamavano pure così: freaks, fricchettoni, una cosa così.
In questo quatro c’è un cristo, lo capisci perché ci ha la croce sulle spalle, e, come lo abbiamo già visto in altri quatri, è nudo, anzi in mutande; ha le ginocchia e i gomiti scorciati e insanguinati; io mi immagino che è caduto già tante volte; 

martedì 5 maggio 2015

La Via Crucis di Botero a Palermo

Botero, con le sue forme tondeggianti tanto conosciute, mi è sempre sembrato un pittore da satira, che dipinge personaggi-cartoni più che reali. Nell’accostarsi alla sua mostra cerco di informarmi sul perché di questo stile. Quando entro nella sala di Palazzo dei Normanni è un quesito che non sento più il bisogno di pormi: le tele comunicano qualcosa, lo stile si fonde col resto, non è più il centro dell’attenzione. E non c’è niente da ridere. Qui c’è tanta sofferenza, anche nelle goccioline di sangue che sembrano tutto fuorché vere. Eppure il realismo c’è, anche in queste forme così esagerate, che un Cristo morente così non l’abbiamo mai visto. E lui è sempre più grande degli altri, tutti prendono tanto volume, ma insieme a questo non sembrano acquisire peso. I colori sono forti, le pennellate evidenti, non c’è volontà di precisione ma il voler colpire attraverso contrasti, i volti arcigni e sempre uguali. Non c’è niente di bello, di santo, di salvifico. 
C’è Gesù crocifisso a Central Park, dietro la gente passa minuscola impegnata nelle occupazioni quotidiane, un tranquillo pomeriggio di relax al parco, con i passeggini e tutto. Non è chiaro se qualcuno si volga al corpo appeso alla croce. Per quanto riguarda lui, ha già dato le spalle al mondo. E sempre, in agguato, stanno gli avvoltoi pronti a cibarsi della sua carne, e i teschi che ridono. Giuda è verde e indossa un orologio d’oro. Le rughe della madre la allontanano dall’immagine perfetta che ne abbiamo sempre avuto.

Non è difficile anche per un non credente vedere nella passione di Cristo la sofferenza di tutta l’umanità, un’umanità che si fa folla, multicolore, volgare, obesa eppure piccola, grottesca, distratta e infine, dietro balconi porte finestre, che si dispera, piange, urla e si sbraccia. Di più non riesce a fare.



Valeria Balistreri


La mostra “VIA CRUCIS la pasión de Cristo” di Fernando Botero è visitabile dal 21 marzo al 21 giugno 2015 presso il Palazzo Reale di Palermo.