lunedì 30 novembre 2015
Come tu passa el fiume?
Ultima Moda: come tu passa el fiume?
Le alluviones invernale, ma anche l'attraversamiento de fiumi y de fogna, necessitan el giusto addobbamiento.
Basta con orlos de pantaloni macchiado de fango y de schifezzas varia.
Se racconta che tanta casalingas usavan cazziar en malo molo los fijos che strisciavan pantalon tutto errovinado de dietro, e ora, chi lo aggiusta? Chi lo arrinaccia? - Muy escasamiento de cojones in tutte le casas de lo pais.
Da Puerto de Tierra las ultimas moda, el pantalone arriverticatigno.
Esta moda sta espopolando. Arrivertica il tuo pantalone, e fregatene se qualcuno te dice: Està tu attraversando el fiume de la mierda?
Tu es de moda, tu es Fashion.
George D'Amado
domenica 29 novembre 2015
AAS ad Aspra
Apertura a Strappo ad Aspra.
Faremo laboratori di disegno, di scrittura creativa, leggeremo filastrocche e racconti più o meno natalizi.
Vi aspettiamo!
Faremo laboratori di disegno, di scrittura creativa, leggeremo filastrocche e racconti più o meno natalizi.
Vi aspettiamo!
venerdì 27 novembre 2015
Punto dopo punto....
Caterina
Guttuso
mercoledì 25 novembre 2015
BITTANIMATO con Rosalba Colla
E' la Bagheria più bella, quella creativa e delle idee grandi, che venerdì 19 novembre guardava ad un telone posto nel mezzo di piazzetta Larderia, un po' oltre i tavoli dove gli occhi degli avventori si dividevano tra immagini animate e patatine da immergere nella salsa barbecue.
Ad organizzare Rosalba Colla, già promotrice di ANIMAPHIX, rassegna di corti di animazione che questa estate ha reso - almeno per un paio di ore - Bagheria così mitteleuropea.
Ci manca questo, un respiro che ci porti oltre gli argomenti tipicamente paesani da corso Umberto o Butera, tali a prescindere dal modo in cui vengono affrontati.
In fondo ci vuole poco per tracciare piramidi inverse - un proiettore, un telo, un tavolino, la corrente elettrica - e da Bagheria si può raggiungere l'Universo.
Tra i titoli della scaletta gestita da Rosalba:
"Submarine test January 1967" di John Mayer - diretto dall'aniamtore Virgilio Villores (qui)
"Looper" di Témé Tan - diretto dalle animatrici Eve Deroeck e Melanie Tournner (qui)
"Come mi guardi tu" dei Tre Allegri Ragazzi Morti - diretto dall animatore MIchele Bernardi ((qui)
e tanti altri, tutti disponibili su Vimeo
(Rosalba Colla, classe '78, nata a Palermo, collabora all'organizzazione del Festival internazionale di Teatro di Figura a Roma, al Milano Film Festival; segretaria di edizione per fiction e cinema. Responsabile del progetto Animaphix festival di film d'animazione, in preparazione per la seconda edizione nel 2016)
Giorgio D'Amato
martedì 24 novembre 2015
L'Orestea e Dostoevskij
L'Orestea di Eschilo è l'unica trilogia tragica pervenutaci integra. Fu allestita nel 458 a.C. e fruttò al suo autore la vittoria agli agoni tragici. Eschilo ottenne almeno altre tredici vittorie, segno dell'avvenuto riconiscimento da parte dei giudici ateniesi e del pubblico, della grandezza della sua arte.
Della sua vasta produzione, tuttavia, ci sono pervenute complete solo sette tragedie, tra le quali l'Agamennone, le Coefore e le Eumenidi, che costituiscono l'Orestea.
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lunedì 23 novembre 2015
Perchè a Parigi si spara?
Perché a Parigi si spara? - è punita da un mondo islamico che grida Allah è grande, colpendola al cuore. Si è macchiata di crimini contro i paesi islamici che combattono tra di loro? Perché combattono tra di loro. E chiedono l'intervento dei potenti del mondo. In Siria si combatte una guerra civile dal 2011. Assad, il presidente siriano di religione alawita - ovvero frangia sciita - è a capo di un paese a maggioranza sunnita. Il governo di Assad è ben appoggiato anche dalla fascia sunnita, ma nel 2011 dopo le primavere arabe, anche in Siria si forma una frangia di ribelli che mirano a destituire Assad. Si forma un fronte che appoggia il governo regolare siriano formato da Hezbollad libanesi di matrice sciita, iraniani, iracheni sempre di matrice sciita. Mentre i ribelli vengono appoggiati da Arabia Saudita e Turchia, dall'America, Francia e Gran Bretagna.
Nella coalizione pro-siriani si inseriscono i curdi. Perchè vengono coinvolti nell'occupazione di città loro o vengono minacciati dal fronte dei ribelli.
La guerra procede come guerra civile. L'intervento degli USA non si sente, in primo tempo appoggia il fronte dei ribelli. Assad non è ben visto dall'America e dalla comunità NATO per le dinamiche di cui si è fatto artefice nella guerra tra Palestina e Israele. E' un nemico di Israele ed è anche un protettore di fazioni palestinesi estremiste come il movimento di Amas. E' ancora inviso all'America, tanto che ad Antalya al G20 appena finito, Obama cambia il proprio atteggiamento nei confronti della Siria e nei confronto di Putin, nel faccia a faccia dedicato al problema Siria e chiede espressamente che Assad dovrà andare via. E la risposta sembra favorevole, tranne poi mutare in un posto del mondo così mutevole, dove gli aiuti e le armi italiane fornite alla Siria o americane fornite all'Iraq le ritrovi in mano al nemico, all'ISIS.
Questo è quanto avviene all'inizio del 2013, cadono in mano all'ISIS, frangia che si stacca dal fronte dei ribelli, ove dapprima c'è Al Queda, e che addirittura la spaccatura tende a sorpassare, le armi degli iracheni, ove si espande e avanza. Acquisiscono armi americane, e un bottino di milioni di dollari saccheggiando le banche. Scompare Al Queda, prende campo ISIS. Nel programma dell'ISIS c'è la jhad, spingersi a tutto il possibile per l'istituzione del Califfato, ovvero la istituzione di uno stato che riunisca tutti i fedeli di fede musulmana, come dopo Maometto.
Le coalizioni sono alquanto fluide a questo punto, gli USA che appoggiavano ISIS (contro Assad appoggiato da Putin) bombardano la Siria di fronte al pericolo estremista e terrorista dell'ISIS. Forniscono logistica con un fronte occidentale cui fa parte anche l'Italia con fornitura di armi e addestratori ai curdi. Ma non portano la guerra, restano ai margini, perchè ha paura che le armi americane cadano in mano ad Assad.
Nel 2014 i miliziani dell'ISIS invadono dei territori nel Kurdistan iracheno città di religione cristiana e jazida e 200.000 persone fuggono. Si crea il più grande esodo.
Questa è la storia, ancora in corso. C'è una propaganda continua. C'è il sangue che scorre ancora a Parigi come a NY quando avvenne la caduta delle Torri Gemelle. A Parigi dunque la città più libera del mondo e la più civile. Ha accolto e ghettizzato forse? Ma il popolo tunisino che ha paura dell'ISIS e della schiavitù cui saranno condotte le donne, è un paese di religione islamica che ha paura dell'ISIS, e conosce il rischio dell'arruolamento, per povertà e miseria. Così anche nelle banlieu parigine si corre verso l'integralismo. O nelle banlieu di Bruxelles, la base degli attacchi terroristici di Parigi.
Ma chi finanzia l'ISIS?
Di fronte a tutto questo solo un pensiero può salvarci: abbracciarci. Come il musulmano parigino che a Place de la Republique bendato ha abbracciato, anzi ha fatto confience con i suoi concittadini, dicendo io sono un musulmano, vorrei abbracciarvi per dirvi che quanto è successo venerdì non ha niente a che fare con me, che i terroristi non hanno niente a che fare con noi, che non ucciderei mai nessuno. Ha fatto piangere i parigini e Parigi lo ha abbracciato. E lui ha abbracciato Parigi. Solo a Parigi poteva accadere. Forse stranamente, anche la ribellione dei terroristi, cittadini francesi, era quella ribellione che solo Parigi poteva produrre. Una nuova, mostruosa rivoluzione.
Gli Occidentali devono fare autocritica, per gli errori fatti, per gli errori di natura imprenditoriale in Africa, la vendita di armi, i finanziamenti di Turchia, Arabia Saudita, Quatar all'ISIS e gli ipocriti affari con i signori del Petrolio. Occorre autocritica, occorre coraggio, tanto coraggio e non cedere alla paura.
E' lo stesso olio che alimenta la mafia.
Clotilde Alizzi
venerdì 20 novembre 2015
EVERYMAN, di Philip Roth
“Perse conoscenza sentendo tutt'altro che abbattuto, tutt'altro che condannato, ancora una volta impaziente di realizzare i propri sogni, ma ciò nonostante non si svegliò più. Arresto cardiaco. Non esisteva più, era stato liberato dal peso di esistere, era entrato nel nulla senza nemmeno saperlo. Proprio come aveva temuto dal principio”.
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giovedì 19 novembre 2015
mercoledì 18 novembre 2015
La culturalità nel Territorio
Gli uomini che portano avanti la culturalità nel territorio – gli Esponenti di Culturalità di secondo livello -, di Esercito e di Organizzazione non parlano se non nei termini che tutti già conoscono: le due entità presentano un’ala accettabile e una ripugnante, è facile impiantare discorsi di carattere astratto che tacciano di ripugnanza l’ala ripugnante dell'Organizzazione e di bontà infinita l'area accettabile dell'Esercito, così da creare una convergenza innegabile, condivisa, ovvia. Ma questi discorsi – impiantati se proprio non se ne può fare a meno (e comunque su sollecitazione) -, di solito vengono trascurati a favore di tematiche naturalistiche e monumentali.
Le espressioni artistiche - degli Esponenti della Culturalità sia di primo che di secondo livello - riguardanti il territorio riflettono storie rurali di povera gente che mungeva le mucche, che si affaccendava nel coagulare ricotta tra mosche e miseria e sudore (storie lacrimose che producono orgoglio identitario), o raccoglieva cicoria montagnola – queste elaborazioni risultano gradite soprattutto ai giapponesi che così dicono guarda, fanno la ricotta e raccolgono cicoria montagnola questi che stanno nel territorio, molto affascinante.
Gli Esponenti della Culturalità di secondo livello sono spesso professori delle istituzioni scolastiche locali, spetta a loro dare il buon esempio, nonché l’onere della formazione di un pensiero non critico che spinga, nel tempo, al rispetto delle entità dominanti.
Gli argomenti spinosi che riguarderebbero il territorio sono tali alle bandierine dello slalom degli sciatori. Bisogna scansarle.
A tal uopo hanno elaborato un buon metodo che non reca alcun fastidio all'Organizzazione: esaltano solo gli Esponenti dell'Esercito martirizzati e ne supportano la sublimazione.
Sia noto che i canoni della culturalità locale furono definiti prima che sorgesse il territorio. Il primo canone recita che l’oratoria deve essere abbondante nelle forma, vuota nel contenuto.
L’estetica del bidone.
Giorgio D'Amato
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martedì 17 novembre 2015
Mostra o Mercatino? - Gli uccelli di Bagheria ai MAgazzini ex-Sacos
Lungi da me voler intraprendere un dibattito sul fatto che
sia giusto o meno rendere schiavi i nostri amici animali. Anche perché,
per molti, non sono amici.
Magari io posso
indignarmi nel vedere i pesci rinchiusi nelle loro boccette, uccellini nelle
loro gabbie, cani reclusi nei balconi dai loro padroni. Gli esseri umani hanno
la sgradevole presunzione di avere il
diritto di fare quello che reputano più idoneo con gli animali, creature
sicuramente inferiori. Certo, come no.
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