domenica 15 novembre 2015

La marcia

Noi che ancora ci crediamo sabato mattina eravamo parte di quel fiume in piena, ma assolutamente ordinato, che si è mosso dalla Chiesa Madre di Bagheria fino alla piazzetta vittime della mafia. Saranno poche centinaia di metri, eppure ci abbiamo messo più di due ore per arrivare a quella che era la destinazione. Spesso per arrivare in un posto nel modo giusto ci si possono impiegare anni. Questo è quello che è accaduto e sta accadendo nel paese delle “balate”, dove scoperchiare certe pietre provoca puzzi maleodoranti e la fuga di topi, si sta finalmente comprendendo che scelte sbagliate, quali piegarsi al pizzo, non ti portano da nessuna parte, anzi ti mettono dalla parte sbagliata.

La marcia ha coinvolto moltissimi cittadini, tanti giovani e giovanissimi, associazioni e colori politici, che per un giorno hanno avuto tutti lo stesso colore. Per qualche minuto il nostro colore è stato invece quello della bandiera francese, e così che ci siamo stretti idealmente alle vittime della follia terrorista.
In due ore non si è solo marciato, abbiamo ballato al suono di musicisti di Aspra e Bagheria, che hanno improvvisato un concerto mobile e ai mafiosi gliele abbiamo pure cantate.
E' stato Giuseppe Saeli, un giovane bagherese, il promotore dell'iniziativa, ha messo in piedi una organizzazione perfetta ed efficace riuscendo a coinvolgere diverse realtà della nostra cittadina quali i commercianti, le scuole, semplici cittadini, studenti, poeti, e artisti, le istituzioni religiose (padre Michele Stabile, padre Luciano). L'amministrazione comunale, il Sindaco gli assessori, il Presidente del Consiglio comunale e parecchi consiglieri e le forze dell'ordine che erano in prima fila nella marcia e nella lotta quotidiana alla criminalità.
A testa alta e schiena dritta, così come diceva Felicia Bartolotta Impastato, ai giovani che andavano a visitare la sua casa museo, una donna che suo malgrado, la mafia l'aveva respirata e combattuta, a testa alta, come Gianluca Calì, che in una bella immagine fotografica di Elisa Martorana, sembra svettare sulle altre teste, eppure la sua è una di quelle che il sistema mafioso del pizzo vorrebbe piegare e abbattere.

C'erano i bambini delle scuole primarie e secondarie (guidati da maestre instancabili e dai presidi) che reggevano con le loro piccole braccia striscioni più grandi di loro, diceva Gesualdo Bufalino che la mafia sarà vinta da un esercito di maestre, e noi anche a questo ancora ci crediamo.
Crediamo anche che le famiglie che trasmettono i valori dell'onestà ai propri figli daranno alla comunità cittadini perbene.
Forse c'era pure qualche mafioso che marciava tra la folla, forse avrà imparato qualcosa.
C'erano i commercianti, anche quelli che Le iene sono andate ad intervistare, non c'erano quelli che ancora non trovano il coraggio di uscire allo scoperto, coloro che non bisogna lasciare da soli, perché il pizzo si paga ancora, perché la mafia c'è ancora. E allora quale è la differenza? La differenza rispetto al passato è quella di sostenere chi suo malgrado, o volontariamente, dice no ad un sistema che non lascia scampo e ti strozza comunque; la differenza sta nel coraggio dei giovani e di quelli, per usare una frase abusata ma d'effetto, che “ci mettono la faccia”.
La marcia è stata un segnale, forte, urlato, cantato in coro, ha fatto rumore, ha ricordato a qualcuno che si vuole cambiare, il simbolo della coesione, la folla può divenire pericolosa per chi agisce nell'ombra, per chi ha bisogno del buio per agire e dell'omertà complice. Le ville di Bagheria non devono essere più il rifugio per i latitanti. Bagheria deve tornare ad essere un luogo ricordato non per essere uno dei lati del triangolo della morte, così come ha detto un imprenditore di Villabate, che non è riuscito a trattenere la commozione.
Noi che ancora ci crediamo abbiamo indossato le magliette con l'immagine simbolo di Falcone e Borsellino, e abbiamo capito che la vera Antimafia non è quella di Helg o della Saguto, come ci ha ricordato il sindaco, è dire no alla mafia partendo da chi sta in basso, da chi dice no alla mafia in ogni azione quotidiana della sua vita.

Adele Musso



Si ringrazia Elisa Martorana per la sua foto.


venerdì 13 novembre 2015

Il libro di Nino Mandalà - Conversione o Revisionismo?

A parlare di certi libri si fa male, fa male prima di tutto a chi ne parla; ma non è certo chiudendo gli occhi che si cancella la volontà di chi il libro lo ha scritto; e tu hai proprio la sensazione che lo ha scritto perché la vuole vinta lui; perché lui non è uno stupido, non lo è mai stato, uno di quelli che sa usare la cautela e si è formato al comando; uno di quelli che non stenta quando deve esprimere un opinione, che non gli trema la mano quando firma gli autografi, che non si intimidisce davanti agli spettatori, e ce ne sono tanti, che per curiosità o per devozione sono venuti ad ascoltarlo, e lui è lì con il suo vestito grigio argento, come i suoi capelli, impeccabile, la cravatta blu, e le mani fini e la retorica dell’avvocato e la voce altera quanto basta.

mercoledì 11 novembre 2015

La pasta y lenticchias de la bonanima




La pasta y lenticchias de la bonanima


Dal 24 al 27 de Octobre se svolge la sagra gastronomicas Va Manciatilla. Una fiesta a Puerto de Tierra mucho rinomatas. 
Fiesta culinarias por sedares lo pitittos a todos quanti; no risus e bisi, nè quatros saltos in padellas! Niente ogghiu fitusu e parieddas spunnata ma un magna magna general basato su la introduziones delle lenticchies leguminose entro lo stomacos; todos con culin arias esta magnana per gustare pasta con lenticchias de Donna Luisanna de la Cambusas che tenieva una trattoria siciliana muy rinomada, A magnare vi rassi. 
La historia de esta ricettas muy particulare. In una pignata no antiaderentes le lenticchias se appigghian con muy calor, da tale gustos la migliore pastas con le lenticchies del mundo. Mui crema marrones es collosas tra coccis de pasta sfatta. Esoffrittos attaccatos, sedano nivuru, cipollas e carota appigghiates relasciano un gustos mucho mucho cremoso e ciavoroso. 
La ricetta espectacular, el piattos comu aquella de la suocera de Donna Luisanna de la Cambusas, ahora defuntas; muerta e ricordata por tale bonta de culin arias. 
- La pastas con lenticchies como aquella ri me matri, abbannia el marito de donna Luisanna. 
A todo gas? A todos dentros? Con fumos e ciavuru di abbruciato, le lenticchies se colorano, forman de macco mui bien. 
Miliones de degustaziones distribuide in todo Puerto de Tierra; aria, gas e libertade de stomacos in magna atmosfera. 
Se attuppas pertuso de lo ozonos? 
Volete combatteres fame de Biafra?
Contro gli sprecos del pianeta, pasta con lenticchias, un si ecca nienti! 
W la lenticchias! Va manciatilla! Olè!

enviada especial racucina Nina

Conversione di Nino Mandalà

Conversione.
E’ il termine che colpisce leggendo l’arringa difensiva di Nino Mandalà sul suo blog, dopo la incursione delle Iene, seguita alla pagina di cronaca che vede Bagheria alla ribalta per aver assunto un atteggiamento chiaro contro il pizzo e i suoi favoreggiatori.
Treccani: Rivolgimento, movimento di un corpo nello spazio intorno a un altro corpo; in partic., movimento di rivoluzione dei pianeti: ... intorno alla c. annua di questo globo (Galilei). Questo sign., ormai ant., sopravvive oggi soltanto con riferimento a uno schieramento di soldati, di ginnasti o di navi che compia un’evoluzione come girando intorno a un asse, conservando intatta la formazione: qual è la evoluzione del soggetto in argomento? Ci si può sottrarre alla forza di gravità del pianeta mafia? Forse.
Nel linguaggio comune, il passaggio a un’altra religione: c. al cattolicesimo, all’islamismo; la c. di s. Paolo; la c. dell’innominato; più genericam., qualsiasi mutamento radicale di fede, opinioni, ideologia e sim.: c. religiosa, artistica, letteraria, politica.
Da cosa è rimasto fulminato sulla via di Damasco, volendo parafrasare e continuare ad utilizzare terminologia evangelica.
L’evento della celebrazione del libro del suindicato a detta dello stesso, odorava di pulito, l’odore di mafia pare sia stato abbondantemente deodorato.
Caro Golia, ma come ti sei permesso? Non credi dunque nelle conversioni e tantomeno nelle obtorte estorte (ops scusate il gioco di parole) crisi di coscienza dei commercianti pentiti?
C’è in giro un giornalismo becero e superficiale che non scende più tra le strade e tra la gente (basta andare ad una veglia funebre e chiunque ti racconta tra una chiacchiera e l’altra chi è veramente l’imprenditore con le spalle al muro e quello che si è arricchito con un sistema che adesso è costretto a denunciare) è comodo dare notizie di facciata, la superficie non grattiamola, dopo l’intonaco crolla l’edificio.
Rifarsi una verginità dopo essere stati i fiancheggiatori di individui quantomeno sospetti, di quelli che hanno trovato rifugio nelle ville settecentesche di Bagheria, attraverso lo strumento “innocuo, hobby della scrittura” è rivoltante, sarebbe stato più decoroso il silenzio per il rispetto di tutti coloro che oggi non possono scriverlo più un rigo.
Qualcuno è passato dal laboratorio politico-mafioso del paese alle porte di Palermo al laboratorio di scrittura.
Qualcuno dice che i giudizi impegnativi su alcuni uomini non spettano a noi, e a chi? A coloro il cui ultimo rigo scritto è l’epitaffio? Un commerciante vessato ha detto: non vogliamo essere eroi per un giorno, ma galantuomini per tutta la vita.
Il libro di Mandalà nella biblioteca di casa mia, un posto non lo avrà di sicuro, impieghi il suo tempo in opere di bene e volontariato. 
Forse sarà più credibile.

Adele Musso









Antonino Mandalà, detto Nino o "l'Avvocato" (Villabate, 25 marzo 1939), è un criminale e politico italiano, membro di Cosa Nostra e considerato il capo mandamento di Villabate e fiancheggiatore di Bernardo Provenzano. Nato a Villabate e laureato in legge, nel 1979 diventa socio della società di brokeraggio assicurativo Sicilia Brokers assieme a Enrico La Loggia, Renato Schifani e Benny D'Agostino. Nello stesso periodo fa l'attivista per la Democrazia Cristiana a cui procura i voti dei capimafia. Nel 1994 fonda il primo club di Forza Italia a Villabate e nello stesso periodo si dedica per conto di Cosa Nostra, in particolare dei mandamenti di Caccamo e Villabate ad aggiudicarsi appalti pubblici e nel 1997 riesce con gli appalti a aggiudicarsi la costruzione di un residence universitario a Catania e alla costruzione del supermercato Auchan con multisala Warner Bros a Villabate.
Il 6 giugno 1998 è stato arrestato per associazione mafiosa ma è scarcerato due anni dopo per decorrenza dei termini e porta di nuovo avanti i suoi progetti che si erano fermati con l'arresto. Il 25 gennaio 2005 viene di nuovo arrestato nel corso dell’operazione "Grande Mandamento" dove sono stati arrestati 82 fiancheggiatori dell'allora latitante Bernardo Provenzano. Il pentito Stefano Lo Verso ha riferito ai magistrati di rapporti tra Mandalà e l'ex ministro delle Politiche agricole del governo Berlusconi IV, Saverio Romano, invece il pentito Francesco Campanella ha accusato Renato Schifani di aver favorito il Mandalà per la modifica del piano regolatore di Villabate.
Il 27 aprile 2007 è stato condannato in primo grado a otto anni di reclusione per i fatti del 1998 e 28 settembre 2011 è stato condannato a otto anni di reclusione dalla Corte d'Appello di Palermo, ma è libero per scadenza dei termini di custodia cautelare. Nel 2009 ha aperto il suo blog che gestisce con alcune interruzioni e dove ha chiesto alle "coscienze libere" l'abolizione dell'Articolo 41 bis e dove ha difeso nel 2010 Silvio Berlusconi. Il 17 novembre 2011 nella terza puntata di Servizio pubblico condotto da Michele Santoro è stata ricostruita un'intervista della giornalista Dina Lauricella con lo stesso Mandalà.

Wikipedia

martedì 10 novembre 2015

Nel mondo del libro - Pisa Book Festival

Non piove. A Palazzo dei Congressi c'è il Pisa Book Festival 2015. E' la tredicesima fiera dell'editoria indipendente. Scenografia minimale: soffitti bianchi, - non penzola nulla dall'alto – non so dove siano volati gli alati libri di cartone dell'anno scorso!  

domenica 8 novembre 2015

Scarti di Salvo il Rosso - Il botox di Baglioni

I Cardinali vivono in 700 metri quadri, Papa Francesco in 50. Se tanto mi dà tanto, Dio vive in un sottoscala.

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"Google:ora è possibile calcolare le calorie di un piatto fotografandolo".
Per non ingrassare basterà nascondere la parmigiana sotto l'insalata.



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Vorrei dire una cosa a tutti quelli che lasciano sempre i discorsi a metà:

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Esistono 5 tipi di paure:
1) Panico
2) Terrore
3) 8 chiamate perse della moglie
4) "Dobbiamo parlare"
5) Pin errato - ultimo tentativo.

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Quelli che ti giudicano senza neanche conoscerti, sono gli stessi che ti chiamano "carissimo" la prima volta che ti vedono.

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Ancora un'altra seduta di botox e Baglioni dovrà girare con un block notes per disegnare gli emoticons mentre parla.


Salvo Il Rosso

venerdì 6 novembre 2015

Caviardage al Cortile Scalilla

Oggi alle 17:00, nella Biblioteca Comunale dei Ragazzi, Cortile Scalilla, Palermo
Avanzaancora di Adele Cammarata, una presentazione ma anche un laboratorio di Caviardage.

Cosa è il Caviardage?

Innanzitutto, dobbiamo distinguere tra il Metodo Caviardage e i caviardage come tecnica artistica.

dal sito caviardage.it

Il Metodo Caviardage  racchiude diverse tecniche di scrittura creativa poetica che aiutano a scrivere poesie e pensieri non partendo da una pagina bianca ma da testi già̀ scritti: pagine strappate da libri da macero, articoli di giornali e riviste, ma anche testi in formato digitale.
La tecnica di base si contamina con svariate tecniche artistiche espressive (quali il collage, la pittura, l’acquarello, etc.) per dar vita a poesie visive: piccoli capolavori che attraverso parole, segni e colori danno voce a emozioni difficili da esprimere nel quotidiano.
Le poesie visive contenute in Avanzaancora sono state realizzate secondo la tecnica del caviardage.
Nel sito di Tina Festa troviamo:


Cerchiamo di comprendere questa tecnica a partire dal  significato della parola.Caviardage deriva dal francese CAVIAR, caviale. Potremmo tradurre impropriamente con “cavialeggiare” cioè annerire. In effetti l’azione di “caviardage” era quella che si faceva in passato per sopprimere in alcuni scritti dei passaggi ritenuti immorali dalla censura.


Come si realizza?
In un post di Mara Beber troviamo:
Si procede in questo modo:
  1. Si strappa una pagina a caso da un libro… e già questa per i ragazzi è una bella soddisfazione!! Hihihi! (Oppure si possono usare una fotocopia, una pagina stampata etc.)
  2. Si scorre il testo, alla ricerca delle parole o delle frasi che più colpiscono, per poi metterle insieme, fino a creare una poesia.
  3. Per dare un tocco artistico al componimento, lo si decora a piacere: con semplice annerimento, con disegni, con collage, usando le tecniche e gli strumenti che si preferiscono (pennarelli, matite, acquarelli, tempere…).

A noi di AAS il Caviardage piace e oggi saremo tutti con Adele Cammarata.

Giorgio D'Amato

mercoledì 4 novembre 2015

El gender cuntato a um abitante de Marte





"El gender cuntato ai marzianos" 


Chiesa Matri di Puerto de Tierra
Cu è El Gender? 

Perchè cuntarlo a un abitante de Martes? 
Toda colpa del Creatore che l'ottavo giorno creò i marzianos? 
Por todos che non crede alla Creaziones e a Dio, c'è la convinzione che semo scimmies, forse ultimamente ce fu troppo clamore perchè por le strade troppe scimmies sessualmente trasgressives  o deviates,  scimmies disgraziates, emarginates da todo altres. 
Per questo motivo sono andada ad ascoltare el professorito Savagnon.
Por el professorito essere gay, lesbiche o bisessuali è un drama, una disgrazias, megghiu morires, - ca a una matri ci veni un colpos se gli dici sono fruecio!
Cosi bisognas salires, para problemas, a monte! 
Porché si es omosessuales? 
Es in nostros DNA, es un fattos culturales? 
Es una maladia, bisogna trovares l'antitodos! 
Un vaccino da inserires para altros entro i primos annos de vida. 
El professorito habla habla, la gente va vias. 
- Accattativi i me libris! - dice el professorito e mio caros amigo dice che la chiesas non es librerias, - zittuti c'è es sconto! e io batto le manis con gesto elegantes, de cuore, ma vengo caziata de brutto da alcuni amammmas  e taliata males da patre cappuccino, - ce comincia dallo estivalettos -  ca se ci aveva una pietra me la tirava!  Ferma chi le manos, ca u signuri un voli ca tu si felici! 

Siccome è ora de cena e se mio maritos non trova pronto arma bordellos, io me ne vaio a casa. Femminismos, emancipaziones, gender, ruolis? il masculu è iddu, ora scappos che la fimmina deve preparares la cena ai maschi a me casa! Chistu pensano la maggioppartes delle donne assittates. 

El professorito continua a raccontares che ello ci ha avuto alunni muy bravi ragazzo ma disgraziati gay che vivevano menomazione para confronto de todo mundos. 
Diversitas religiosa comu quella sessuales, porta esempios de Islam che su alcunos homines ce cade de sopra. Comu i Talebanis... me vienes de chianciri.



Meno male che dall'alto el Marziano manda sua risposta al professorito.


Nigna Tarantigna



martedì 3 novembre 2015

Scarti di Salvo il Rosso




- Ah, italiano? Berlusconi, Renzi, Gigi D'Alessio...
- No, no, mafia.

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La civiltà finisce dove inizia il buffet.

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Mi ha fermato una testimone di Geova e mi ha chiesto se sono cristiano. Adesso però non so se mi ha scambiato per Ronaldo o per Malgioglio.

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Ma se noi italiani nasciamo con il peccato originale, i cinesi vengono al mondo con quello tarocco?

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Basta un solo "Mi scusi signore", detto da un adolescente, per cancellare milioni di "Non li dimostri affatto gli anni che hai".

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Volevo togliere una briciola sullo schermo del cellulare...
ho bloccato 617 persone su facebook e comprato un trattore su ebay...

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Prima delle 9:00 di sabato mattina al mio telefono risponde Amanda Lear.


(Salvo il Rosso)

lunedì 2 novembre 2015

Il Cucito: una forma di libertà


Nel XX secolo la casalinga cuciva per necessità, la rendeva libera di vestire senza chiedere al capo famiglia i soldi per un abito nuovo. Era più semplice trovare uno scampolo di tessuto e cucire un capo di abbigliamento oppure quando non c’era il tessuto risvoltare vecchi vestiti, tutti abbiamo avuto una mamma o una zia sarta. Nel XXI secolo le figlie e le nipote della casalinga del secolo passato, si avvicinano al cucito anch’esse per una forma di libertà. Sicuramente è una libertà diversa, perché queste donne lavorano e hanno una loro indipendenza economica, ma necessitano del tempo da dedicare a se stesse. Il corso di cucito serve a ritrovare la dimensione donna, si spengono i cellulari, si lasciano a casa i PC e si liberano le menti per realizzare con calma e buona manualità i vari punti di
base così da poter cucire tovagliette per la prima colazione, borse, abbigliamento, ecc… con la musica in sottofondo, qualche chiacchiera che spesso esplode in grande risate, sorseggiando tè accompagnato da qualche biscotto; si trascorrono così ore in una tranquillità spesso lontana dal nostro quotidiano, si ritorna indietro nel tempo, riviviamo i pomeriggi delle nostre nonne. La soddisfazione è tanta perché chi si avvicina a questi corsi di solito esordisce dicendo “io non so fare nulla”, invece dopo qualche lezione si possono realizzare manufatti semplici ma ben fatti. La voglia d’imparare è tanta, rimane un unico problema: quando finisce la lezione di cucito nessuno si alza per andare via!

 Caterina Guttuso

(chi volesse partecipare può contattare Caterina su FB: Caterina Guttuso Tendaggi Quadri)